Armani/Bamboo Bar

ZERO here: Beve Dirty Pink Martini

Contacts

Armani/Bamboo Bar Via Alessandro Manzoni, 31
Milano

Time

  • lunedi 11–01
  • martedi 11–01
  • mercoledi 11–01
  • giovedi 11–01
  • venerdi 11–01
  • sabato 11–01
  • domenica 11–01

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Prices

Scappiamo dal Nobu, giriamo l’angolo ed è subito Bamboo. L’ospitalità è delle migliori: il receptionist ci chiama l’ascensore e in un attimo siamo all’ultimo piano dell’hotel di Armani. Ci aspetta una hostess timida quanto intrigante – soprattutto dopo aver intuito la scritta tatuata sotto la spalla – che ci accompagna al tavolo di fianco al bancone. Sprofondiamo sugli enormi divani del padrone di casa e diamo un’occhiata alla drink list, che tra omaggi al bere milanese e rivisitazioni di grandi classici ci piace parecchio. Niente a che vedere con quella del Nobu al piano di sotto, tanto per fare un esempio calzante, e anche la qualità dei cocktail è nettamente superiore: mentre nel locale cugino del piano terra i drink risultano annacquati, qui la mano dei barman è onesta, sicura e professionale. L’attenzione in sala invece un po’ meno: il capo barman deve intervenire per farci portare una bottiglia dell’acqua di Armani (from Nuvolento, Brescia) con i cocktail, mentre il cameriere ci chiede se i drink sono di nostro gradimento circa tre secondi dopo averceli portati. Rispetto al Nobu, anche la clientela è un po’ diversa, un filo più adulta in generale, e più interessata a rilassarsi e a stare in disparte che non a cercare l’approccio, anche se alla fine è altrettanto piena. Ed è giusto così, perché è notte e persino la Madunina ci fa l’occhiolino, oltre gli alti finestroni. Il bar si svuota e i camerieri ci invitano all’Armani Privé, ma non andremo perché ci viene un po’ di disagio a pensare che sarà pieno di quella gente dalla quale siamo appena scappati quando eravamo al Nobu. È proprio vero, re Giorgio è inimitabile: così banale da sembrare un genio, o forse è vero il contrario.