The Spirit

ZERO here: "All work and no play makes Jack a dull boy."

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The Spirit Via Piacenza, 15
Milano

Time

  • lunedi chiuso
  • martedi 18–02
  • mercoledi 18–02
  • giovedi 18–02
  • venerdi 18–02
  • sabato 18–02
  • domenica 18–02

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Prices

Written by Martina Di Iorio il 29 May 2017
Aggiornato il 16 July 2019

Agosto 2019: chiuso dal 11 al 22 agosto.

La porta d’ingresso è scura, di lamiera pesante e ricoperta di borchie, una di quelle che ti permette di sbirciare dentro solo da un oblò. Si intravede un lungo bancone immerso in luci soffuse, arredi importanti e una bottigliera da sogno. Il The Spirit è sicuramente un locale raffinato, elegante, che ricorda i bar della grande hotellerie internazionale giocando con stile sul tema circense. Non resta che entrare. Una piccola waiting room che ricorda l’interno di una limousine mi protegge dai rumori vicini di Piazzale Lodi e mi accoglie in questo nuovo cocktail bar che non lascia nulla al caso.

La sala principale
La sala principale

Ogni arredo è artigianale, realizzato con materiali pregiati e ricercati: poltrone vittoriane in velluto, divani dalle tinte scure, carte da parati che arrivano dagli Stati Uniti, marmo, onice, mogano. Tripudio di lusso. Mi aspetto di vedere al bancone Billy Murray, il locale è all’altezza. Trovo Carlo Simbula, giovane head bartender (già al Morgante), dietro la direzione di Fabio Bacchi uno dei grandi nomi del bartending italiano. Meglio, mi dico subito, visto che conosco la mano di Fabio (niente malizia), delicata e sicura e la sua professionalità al bancone. Al The Spirit si possono trovare distillati unici nel loro genere: whisky giapponesi – come il Nikka -, mezcal artigianali, rum tra i più esclusivi al mondo come il Ron Gran Reserva de la Familia Serrallés della distilleria Don Q di Porto Rico. Si omaggia anche la tradizione italiana con oltre 50 etichette di amari che entrano anche nella carta cocktail.

Carlo Simbula al bancone
Carlo Simbula al bancone

Mi accomodo come Jack Nicholson nella scena del bar in The Shining: il bancone lo ricorda molto, di legno pregiato e retroilluminato, le luci che provengono dalla bottigliera anche, sono avvolgenti e misteriose. I cocktail, 15 circa, cambiano ogni 3 mesi seguendo il corso delle stagioni e sono accompagnati da una piccola cucina. Il tema è quello della magia ma nessuna allucinazione al The Spirit, ogni cosa è reale e tangibile. È mezzanotte, penso quasi di sprofondare in questa atmosfera sospesa e rarefatta, quando mi conducono in quella che è la sala privata per i soci con al muro cassette di sicurezza che possono custodire le proprie bottiglie. Devo diventare socio. Mi desto dal sogno e con mestizia prendo la 91 per casa.

Martina Di Iorio