Aurelia: track by track, road by road

Un giro tra le tracce del nuovo ep di Lorenzo BITW per La Tempesta, surfando tra le strade consolari di Roma

Written by Nicola Gerundino il 31 May 2019

Uno dei nostri producer romani preferiti, Lorenzo BITW, e un EP che porta il titolo di una delle strade consolari di Roma, l’Aurelia, spesso imboccata per andare verso il mare. Una doppietta servita su un piatto d’argento a cui abbiamo voluto dedicare qualche riga d’approfondimento, facendoci spiegare il progetto dietro questa uscita discografica direttamente da Lorenzo – assieme a Michè Calandra, l’ art director, e Tommaso Cassinis, il fotografo che ha scatto l’immagine di copertina -, buttando giù anche un track by track toponomastico e giocoso, associando ogni traccia a una strada consolare di Roma. Buon viaggio e rispettate i limiti di velocità.

Lorenzo BITW: «Il nome “Aurelia” deriva banalmente dal fatto che la title track l’ho scritta in macchina in cuffia, tornando dal mare su quella strada. Dopo aver finito la traccia ho deciso di chiamare Michè Calandra di Crudo Volta perché sto in fissa con i loro lavori legati al mondo africano e all’etichetta Gqom Oh!. Avevamo intenzione di collaborare già da un po’ e l’uscita di “Aurelia” è stata l’occasione perfetta. L’ho contatto chiedendogli di fare un artwork per l’EP e gli ho lasciato carta bianca.

Michè Calandra: Lorenzo mi ha mandato una mail con il titolo “Aurelia” e inizialmente ho pensato che vivesse proprio su quella strada, per cui gli ho chiesto delle foto delle sua infanzia, cercando di trovare un collegamento geografico/rionale. Poi mi ha spiegato come era nato il titolo e allora ho cercato di collegare la strada e il clubbing. Mi era venuta in mente come immagine l’Autogrill, perché l’Autogrill è molto più iconico di una normale pompa di benzina, ma siccome poi non era possibile scattare lì delle foto, ho mandato al fotografo, Tommaso Cassinis, una serie di lavori realizzati in questo stile che si chiama “Americana” – fra i maggiori esponenti c’è Stephen Shore – con foto di autostrade o pompe di benzina e ho pensato che si potesse fare qualcosa di simile. La luce che abbiamo scelto va particolarmente bene perché può ricordare sia un alba che un tramonto, quindi la foto può essere stata scattata sia prima che dopo essere andati a ballare. È la prima volta che facciamo una copertina custom.

Tommaso Cassinis: L’immaginario al quale Michè voleva rifarsi mi è stato chiaro da subito. Ho trovato geniale l’idea dell’Autogrill o del benzinaio: mi hanno sempre colpito, di notte o all’alba, e mi ritrovo pienamente nell’associarli a serate/viaggi/momenti riflessivi dopo qualcosa di potente. Sono stato anche in fissa con lo stile “Americana”, in particolare proprio con Stephen Shore. Il benzinaio che poi è finito sulla copertina l’abbiamo cercato abbastanza a lungo, soprattutto su Street View, e ha risposto più che altro a esigenze tecniche: serviva un posto isolato, urbano ma non troppo riconoscibile e il più possibile cinematografico. Per rimanere in linea con lo stile “Americana” ho deciso di scattare in pellicola, 6×6. Ho usato una Hasselblad 500C/M e una pellicola Kodak Portra 800 (tirata a 1600).

AURELIA TRACK BY TRACK

Aurelia
«Brano ovviamente ispirata alla via Aurelia, strada che percorro tantissimo, spesso per andare al mare. L’Aurelia è la consolare che porta a Nord e per questa traccia mi sono ispirato a sonorità più Uk, con suoni jungle o il campione di un amen break».

Sentame
«Qui la dedica è alla Casilina e, in maniera nostalgica, all’Init e al Circolo degli Artisti. La traccia ricorda alcune cose uscite nel 2010 legate alle sonorità Uk: in quegli anni mi trovavo spesso sulla Casilina per le serate Viral all’init o alle serate al Circolo».

Amrutha
«Via Nomentana, strada a cui sono legato per il clubbing: tante esperienze prima al Brancaleone e poi al Lanificio. Ci sono molte influenze techno».

Pika
«Via Appia: è la strada consolare che connette Roma al sud dell’Italia. Nella traccia ci sono molte influenze brasiliane, in particolare del baile funk: è la traccia più a sud dell’EP».

Nights
«”Nights” chiude il disco in maniera notturna e la Prenestina mi sembra perfetta per rappresentare questo brano: è una strada che spesso ultimamente percorro dopo una serata in un club o tornando a casa».