Best of Romaeuropa

Zero vi porta a spasso per la rassegna autunnale capitolina più importante, consigliandovi le tappe obbligate, mese dopo mese.

Written by La Redazione il 28 September 2021
Aggiornato il 30 September 2021

Al secondo anno di pandemia possiamo dire che il Romaeuropa Festival è diventato una cartina tornasole delle possibilità di consumo culturale in città e non solo. Se l’anno scorso ha rappresentato un porto quasi miracoloso dove far attraccare le speranze di un immediato ritorno alla vita pre Covid – salvo poi dover salpare in fretta e furia quando la tempesta dei contagi è diventata di nuovo esponenziale – quest’anno assomiglia a un vero e proprio lembo di terra ferma dove potersi godere le serate autunnali in sicurezza, con vaccini e green pass che dovrebbero – incrociamo tutte le dita disponibili – scongiurare un nuovo annullamento del cartellone a rassegna iniziata.

Il lato negativo è che al di là del Romaeuropa l’incertezza rimane. Le programmazioni, specialmente quelle legate ai concerti e al cubbing, arrancano ed è diventato estraneamente necessario che le istituzioni si diano da fare, perché l’offerta di una città come Roma- e più in generale di una nazione del G7 – non può certo limitarsi a un’unica rassegna, seppur ricchissima di spunti, così come le risposte che devono essere date a lavoratori e imprenditori del settore non possono limitarsi a quelle messe finora sul tavolo.

Il mese di ottobre, come sempre, è al centro del Romaeuropa e si presenta come il più intenso e ricco. In cima al cartellone spicca il debutto di Gus Van Sant alla regia teatrale con “Andy”, un omaggio ad Andy Warhol nella cornice del Teatro Argentina, cui segue subito dopo la doppietta elettronica tutta nostrana con Not Waving e Il Quadro di Troisi all’Auditorium, con due live che chiudono la rassegna Digitalive e saranno l’occasione per presentare i rispettivi nuovi album. Sicuramente da segnalare sono i doppi appuntamenti firmati Teatro Praga e Azkona & Toloza, questi ultimi protagonisti di un interessantissimo tentativo di saldare teatro sperimentale e tematiche decolonizzanti, mentre la performance italiana suona due squilli con l’installazione di Fanny & Alexander e “Avremo ancora l’occasione di ballare insieme” di Deflorian/Tagliarini. Altri gettoni puntateli su Dorothée Munyaneza, Ersan Mondtag/NTGent, sull’intervento di “The Köln Concert” di Trajal Harrell, coreografia nata durante la pandemia sulle musiche di Keith Jarret, la performance multimediale di Francesco Leineri al Mattatoio e infine l’intervento di Mohamed El Khatib/Valérie Mréjen che trasformerà in attori dieci custodi del MAXXI.