Ad could not be loaded.

La guida di Zero ai festival di giugno 2026 in Italia

Un'altra compilation mensile di fughe dal sovraccarico di calore e doveri.

Written by La Redazione il 3 June 2026
Aggiornato il 5 June 2026

Un giugno che si preannuncia già sul finire di Maggio come un costante ferragosto chiede ancora più in allarme rosso dei ripari dall’asfalto e dalla giungla urbana. Touching grass is not enough, abbiamo di già bisogno di rotolarcisi dentro e tuffarci in qualsiasi pozza d’acqua, valorizzando le ore di luce sempre più espanse al di là della routine che inizia a scioglierci le sinapsi.

Eccoci qui sudatissimi di nuovo crossando lo stivale in fuga dall’asfalto fra cascine, paesini, campi, boschi e via per cercare riparo fra musica di vario tipo, cultura e persino anche un po’ di cibo: basta avere sempre in mano un bicchiere pieno del liquido più freddo possibile.

 

BRODETTOFEST | 1 -2 giugno | Fano (PU)

A Fano l’estate inizia sempre dal mare. Da ventiquattro edizioni BrodettoFest trasforma il lungomare in un punto d’incontro tra cucina, cultura marinara e racconto collettivo dell’Adriatico, mantenendo il brodetto come simbolo gastronomico ma soprattutto identitario. Non solo una celebrazione della ricetta tradizionale fanese, quindi, ma un festival che prova a tenere insieme memoria popolare, turismo e divulgazione, spostando il pesce e la marineria fuori dalla retorica folkloristica.
Il cuore della manifestazione resta il Villaggio del Gusto, dove convivono zuppe di pesce provenienti da tutta Italia, pescatori che cucinano dal vivo nello e chef impegnati nella Gara Nazionale dei Brodetti e delle Zuppe di Pesce. Una competizione che mette insieme tradizione e variazioni contemporanee, con figure storiche della gastronomia italiana come Igles Corelli e Sonia Peronaci in giuria. Attorno, cooking show, degustazioni, talk e appuntamenti dedicati al rapporto tra cucina di mare, sostenibilità e territorio, in un racconto contemporaneo della costa adriatica e delle sue trasformazioni.

 

BIOGRAFILM FESTIVAL | 5 -15 giugno | Bologna

Biografilm si conferma il festival dove le storie del presente diventano occasione di incontro e riflessione. Con la direzione artistica di Chiara Liberti e Massimo Benvegnù, l’edizione 2026 ruota attorno al tema “Umanità: singolo plurale”, intrecciando racconti individuali e grandi questioni collettive. Tra i titoli più attesi ci sono Broken English, ritratto ribelle di Marianne Faithfull firmato da Jane Pollard e Iain Forsyth, e The Revolution Against Death di Joshua Oppenheimer, inquieta indagine sul sogno dell’immortalità. Spazio anche a storie di resistenza e memoria come Habibi Hussein di Alex Bakri, dedicato all’ultimo proiezionista di Jenin, e Amílcar di Miguel Eek, omaggio al rivoluzionario Amílcar Cabral. Il festival celebra inoltre tre grandi donne del cinema contemporaneo: Bonnie Timmermann, Kaouther Ben Hania (regista de La voce di Hind Rajab) e Milena Vukotic, protagoniste dei Celebration of Lives Awards di quest’anno.

 

NATURALIS | 5-7 giugno | Castel Volturno (CE)

Umoya è una parola di origine africana che racchiude in sé diversi significati profondi: spirito, vento, energia o essenza. Umoya è anche la location immersa nell’Ecoparco del Mediterraneo della Campania dove si svolge Naturalis Festival: un angolo di paradiso attrezzato con tutti i comfort per farti star bene, dai massaggi a pratiche olistiche, passando per il buon cibo a km 0 e per un glamping attrezzatissimo, il tutto affacciato su un lago balneabile. Ispirati da questo contesto i dj set di (giusto per citarne alcuni) Vladimir Ivkovic, Jane Fitz, Craig Richards, Dj Hell, Ivan Smagghe, Kenny Larkin, i live dei Plaid e di Moritz von Oswald & Tikiman e Giammarco Orsini prenderanno tutti un’impronta decisamente unica. Umoya diventerà quindi un luogo sospeso tra spiritualità ed edonismo contemporaneo e Naturalis è uno di quei festival che dovete mettere sulla vostra mappa.

 

PRESAGIO | 6 giugno | Torino

Il primo sabato di Giugno nel magico spazio sabaudo del Parco D’Arte Vivente prende vita la prima edizione di Presagio, un rituale collettivo di 24 ore dedicato all’esplorazione sonora. Due stage complementari: il Main Stage dedicato al dancefloor, che fra gli altri ospiterà l’headliner Legowelt, e il Listening Stage per l’ascolto e la socialità. Il sound system L-Acoustics penserà a un’immersione totale e un’esperienza di massima fedeltà sonora mentre allestimenti con materiali di recupero, talk culturali, area food e collaborazioni con realtà del terzo settore completano l’ecosistema.

 

BEACHES BREW | 9-11 giugno | Marina di Ravenna (RA)

Dodici paesi, quattro continenti e una line-up che continua a muoversi lontano dalle rotte più prevedibili della musica contemporanea. Da tredici edizioni Beaches Brea inaugura l’estate romagnola intrecciando ricerca sonora e atmosfera balneare. In cartellone convivono la “musica spazzatura” afrofuturista dei congolesi Fulu Miziki, il spoken word elettronico di Joshua Idehen, il post-punk rétrofuturista dei MEMORIALS e l’energia politica delle irlandesi M(h)aol, accanto alle psichedelie tropicali di Julián Mayorga e La Valentina, ai rituali vocali delle Zawose Queens e alla trance lisergica dei giapponesi Super Jet Kinoko. A completare il programma ci sono anche gli appuntamenti extra fuori spiaggia: la performance site-specific Esecuzione musicale per affissione fotografica, ideata da Eleonora Savorelli per marte, e l’Harbour Parade al Molo Dalmazia, tra live, dj set e vintage market.

 

ATTRAVERSAMENTI MULTIPLI | 11-20 giugno | Roma / 3-4 luglio | Toffia (RI)

Attraversamenti Multipli conferma la sua identità: non essere semplicemente un festival, ma uno spazio di relazione tra corpi, paesaggio, comunità e linguaggi in continua evoluzione. La ventiseiesima edizione sceglie come parola-guida “Coexistence/Coesistenza”, trasformando il Parco di Torre del Fiscale in un ecosistema scenico dove danza, teatro, musica, performance e progetti site specific non occupano lo spazio, ma lo ascoltano. Il valore più interessante del progetto risiede nella sua scelta politica e poetica: portare le arti performative fuori dai luoghi protetti, dentro una “natura urbana” fragile, stratificata, attraversata da memorie archeologiche e tensioni contemporanee. Non una cornice decorativa, ma un interlocutore vivo. Tra gli highlight spicca Daniel Rodríguez con “A raíz de”, prima nazionale che apre il festival nel segno di una danza radicata, fisica, capace di interrogare il rapporto tra corpo e origine. Forte anche la presenza di Carlo Massari/C&C Company, con “Fuori fuoco” e “Bestiario umano”, lavori che promettono una corporeità perturbante, animale, collettiva, perfettamente in linea con l’idea di attraversamento tra umano e non umano. Da seguire Margine Operativo, che presenta “Kassandra_over” e, insieme a TWAIN, “Sweet dreams”: due titoli che sembrano aprire una faglia nel ruolo delle donne tra mito, distopia e immaginario contemporaneo. Interessante anche Dimore Creative con “Ecologia capitalista”, un’opera in cui l’umanità in pericolo realizza come il duo stesso agire rappresenti il pericolo tra consumo e responsabilità collettiva. Sul versante più immersivo emergono Giorgina Pi/Bluemotion con “Nata vicino ai fantasmi. Nata tempesta.”, diario da ascoltare in cuffia che ripercorre gli anni di lavoro nella realizzazione dello spettacolo “Tiresia” attraverso i versi di Kae Tempeste. Francesca Santamaria, presente con “GOOD VIBES ONLY (archive) / Unlocked map: Torpignattara”, “This present is for you” e “Good vibes only (beta test)” ci accompagna, invece, in un percorso che lavora sulla memoria urbana, sull’archivio e sulla costruzione e decostruzione di una mappa emotiva dei luoghi. Completano il quadro la video live performance In_Between di LIZ + FLxER, la musica visionaria di Flavia Massimo & Caterina Palazzi, Stefano Pilia, Mondocane & Walter Laureti, e la sezione dedicata alle nuove generazioni, con Campsirago Residenza e il circo contemporaneo a Toffia. Attraversamenti Multipli resta uno dei festival più coerenti nel pensare la scena come pratica di prossimità e condivisione, frammenti da attraversare con il corpo e con lo sguardo, lasciandosi toccare dai luoghi, dalle presenze, dalle fragilità e dalle possibilità di coesistenza che il festival mette in movimento.

 

CATALYSI | 13 giugno | Cesena

Nel solco della sperimentazione scavato da Societas e, in particolare, da Claudia Castellucci, Catalysi  abbandona la forma della semplice successione di spettacoli per trasformarsi in un flusso continuo tra spazi, corpi e suoni.  Dall’Arena San Biagio fino alle sale del Teatro Comandini, sotto la curatela di Guillermo de Cabanyes si alternano (e alterano a vicenda) senza sosta live set elettronici, performance coreografiche e installazioni, come le visioni degli OvO, le geometrie sonore di Gàbor Làzàr, la ricerca percettiva di Macarena Recuerda Shepherd e il corpo trasformativo di Ha Kyoon. Ad aprire il percorso è Schegge di Maria Deval, installazione diffusa tra Biblioteca Malatestiana e Teatro Comandini. «Un Festival – spiega il curatore – che si trasforma progressivamente, dove non c’è vuoto tra un lavoro e l’altro. Si sperimenta una continuità instabile, come una superficie che reagisce al minimo contatto».

 

MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA DI PESARO | 13-20 giugno | Pesaro 

Anche quest’anno torna La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, uno dei festival più longevi e ricercati dello stivale, alla sua 62ª edizione, dal 13 al 20 giugno 2026. Cinema vicino e lontano, sperimentazioni antiche e contemporanee affiancate ai grandi nomi del cinema italiano fra il lungomare pesarese e una sala nel cuore del centro storico della città.

 

RAMI D’ORA | 17 giugno – 22 agosto | Provincia di Sondrio

Nel 2026 Rami d’Ora torna a intrecciare arti performative, paesaggio e comunità, trasformando il territorio in uno spazio di attraversamento e relazione. Il festival continua a costruire una geografia temporanea fatta di performance, suono, pratiche collettive e interventi site-specific, mettendo al centro luoghi marginali, aree naturali e architetture quotidiane. Ogni progetto nasce da un confronto diretto con il contesto, con le persone che lo abitano e con le storie che lo attraversano. Performance dal vivo, camminate, installazioni e momenti conviviali costruiscono così un programma che si sviluppa nel tempo e nel paesaggio, creando nuove forme di attenzione verso il territorio. L’edizione 2026 amplia il dialogo tra ricerca artistica e dimensione locale, coinvolgendo artisti, performer e realtà indipendenti in una riflessione condivisa sul rapporto tra ambiente, presenza e comunità. Un festival diffuso che sceglie la prossimità, l’ascolto e la trasformazione lenta come strumenti per immaginare nuovi modi di stare insieme, nella freschezza visiva delle Orobie Valtellinesi.

 

NON FREQUENZE | 18-21 giugno | Torino 

Torna dopo un anno di assenza il festival sabaudo che ha ospitato e continua ad ospitare buona parte dei nomi underground di sperimentazione elettronica e non che passano per la città. Per la prima a volta sull’inizio invece che sul finire dell’estate, diviso fra lo spazio iconico del Bunker e la gemma nascosta di Spazio Non C’è, Non Frequenze anche quest’anno per due giorni ospiterà il suo melting pot di local heroes e ricerca.

 

NATURAL VIBES OPEN AIR | 19-21 giugno | Angrogna (TO)

Arrivato alla sua terza edizone, Natural Vibes continua a crescere e trova una nuova casa in Val Pellice, il Passel di Angrogna.Grazie agli spazi più ampi, il festival si espande: tre dancefloor, più aree dedicate alla musica e al relax. La proposta musicale attraversa mondi diversi, alternando live set e progetti orientati alla ricerca sonora come P.O e Tamburi Neri, a raffinati selector tra cui C.RU.Z, Rosa Calix e Lukr.Range. Tre giorni di musica e natura immersi nelle montagne.

 

DANCITY  | 19-21 giugno | Foligno

Nelle lunghe giornate del lockdown Covid c’è stata un’ancora alla quale in tanti si sono aggrappati: non le canzoni messe a tutto volume dal balconi il pomeriggio, non il proprio animale domestico sfruttato per uscire di casa a qualsiasi ora, ma “The Last Dance”, la serie tv prodotta da ESPN e Netflix che ha raccontato l’epopea dei dei Chicago Bulls di Jordan. In quei giorni si pensava anche che la pandemia avrebbe cambiato tutto e messo a repentaglio concerti e grandi eventi come i festival. In realtà in questo mondo ci sono problemi che partono da lontano e il Covid, un lustro fa, ha piuttosto messo in pausa che non accelerato. Il Dancity in vent’anni li ha attraversati tutti: costi esorbitanti, autorizzazioni sempre più stringenti, mancanza di visione da parte delle istituzioni, pubblico sempre più orientato al consumo e non all’ascolto. Eccoci quindi al 2026 e a un’esperienza che volge al termine, dopo aver rappresentato una delle punte di diamante di una via italiana al festival, fatta di ricerca artistica, valorizzazione dei (propri) territori, numeri umani e vivibilità complessiva dell’esperienza molto alta. Eccoci quindi al 2026 e all’ultima edizione del festival, “The Last Dancity”. Un ultimo ballo che però vuole essere memorabile – a cominciare dal ritorno a casa madre, Foligno – proprio come il “repeat three-peat” dei Bulls nel 1998. Line-up internazionalissima, vecchi e nuovi amici e molti progetti in prima o realizzati ad hoc: Matias Aguayo (presents Anenoa), Matmos (presents Dedicated to Piero Umiliani), Moritz Von Oswald & Mohammad Reza Mortazavi, I-F, Ghost Dubs, Etienne Jaumet, The Bug feat. Magugu, Colin Benders, Actress, Blawan, Placid Angels, Dj Food e tanti altri ancora. Arrivederci Dancity e mi raccomando: salutiamoci con l’anello da campioni al dito, due stagioni ai Washington Wizards non cambieranno una storia d’amore lunga vent’anni.

 

CINEMA RITROVATO | 20 – 28 giugno | Bologna

Alla quarantesima edizione il festival della Cineteca di Bologna si fa ancora più monumentale. Otto sale attive senza sosta, le proiezioni in Piazza Maggiore e quelle con “La Nonna”, lo storico proiettore a carbone in Piazzetta Pasolini, costruiscono un viaggio tra restauri, riscoperte e capolavori della storia del cinema. Tra gli appuntamenti più attesi c’è la prima mondiale in pellicola 35mm del restauro integrale di The Devils, il visionario e censuratissimo film di Ken Russell con Oliver Reed e Vanessa Redgrave, finalmente presentato nella versione voluta dal regista dopo oltre cinquant’anni. Il programma attraversa poi l’omaggio a Luchino Visconti, le retrospettive dedicate a Mitchell Leisen e Barbara Stanwyck, fino ai cineconcerti dal vivo per Aurora di Murnau e i restauri di Chaplin. Il passato del cinema rivive anche quest’anno una grandiosa esperienza collettiva.

 

FUORI PROGRAMMA  | 21 giugno – 10 luglio | Roma 

Se i frequentatori teatrali più classici sono abituati ai sipari che si chiudono a fine maggio e riaprono ai primi cenni di freddo autunnale, coloro che amano sperimentazioni e perle dal sottosuolo non smettono mai di ritrovarsi ai piedi di un palco, nemmeno quando le temperature sono torride, perché un palco può essere ovunque nelle città, una performance può tenersi a qualsiasi ora e la curiosità non va mai in ferie. Ecco quindi tornare anche per quest’anno una rassegna tra le più interessanti del panorama romano (e ormai anche nazionale) che porta la firma di Valentina Marini, co-direttrice artistica di ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della danza insieme a Mauro Astolfi. Il festival si chiama Fuori Programma e quest’anno, tracciando una linea dal centro alla periferia, da Palazzo Farnese al Quarticciolo passando per il Teatro India, punterà i riflettori sul corpo, celebrato come “potenza affettiva ed espansa che sovrasta la singolarità”. Tra gli ospiti Nicola Galli/ TIR Danza, gruppo nanou, Thomas Bradley/Playwork-Group, Sita Ostheimer/MiR Dance Company, Maguy Marin / MM Contemporary Dance Company, David Zagari / Hypercorps, Simon Le Borgne/Le Gymnase Cdcn, Vittorio Pagani/CodedUomo, Yared Tilahun Cederlund & Joanna Holewa Chrona/Land Before Time, Michele Di Stefano/mk, Triki Ilyes/Al Badil, Hamdi Dridi/Cie Chantiers Publics, Maguy Marin/MM Contemporary Dance Company, Production Xx.

 

CRACK  | 25-28 giugno | Roma

In tempi come questi, dove i genocidi sono praticamente in diretta e la Casa Bianca si vanta delle propri bombardamenti a suon di Macarena – rigorosamente rebajada perché siamo pure sempre nel 2026 – la felicità diventa un esercizio di pura illusione, uno sport estremo che appartiene a luoghi che non sono quelli della vita di tutti i giorni. Essere felici assomiglia sempre più a un diktat conformista e normalizzatore, al quale il Crack! risponde come sempre in maniera fieramente e felicemente – in questo caso, sì – caustica e contraria. “Noi radicalizzeremmo la libertà come la libertà di essere infelici […] libertà di vivere una vita che si discosta dal percorso della felicità, ovunque questa deviazione ci porti”, per dirla con le parole di Sara Ahmed. L’armata della non-gioia si ritroverà – come sempre – per quattro giorni tra le mura del Forte, pronte a colorare ogni muro dei suoi sotterranei; a ballare fino notte fonda con il suo programma musicale, sempre vario e interessante; a sfidare le temperature infernali di Roma e percorre ogni tipo di deviazione e devianza possibile.

 

SINCE Nel Bosco  | 26 giugno – 27 giugno | Luogo Segreto

Anche quest’anno torna il ritiro spirituale firmato SINCE. Tra creature luminose del bosco, ballerini e animaletti, musica e campeggio, senso di comunità e voglia di evasione lontano dalla capitale, in un luogo segreto perso nella Maremma. Il menù du quest’anno mette sul piatto, da Milano, Atoloi (mente dietro Box of Tangerine) insieme alle derive tropicali di Tropic Disco Soundsystem con Bro Karl e Giouan. Roma-est risponde con Yulia Kachan e Hugo Sanchez, mentre Mildred porta il suo live “no inputs” tra tensioni elettroniche e materia grezza. RosieCpt da Berlino fa il suo caldisismo debutto nel bosco e Londra entra pesante in scena con Sentient e Tom Dubwise, tra radio, dubplate e culto da record store. Dal sud della Francia sbuca invece Son Du Maquis e poi ovviamente la crew di SINCE a fare gli onori di casa.

 

Fuori Festival | 26 giugno – 13 luglio | Spoleto

Ogni anno il Fuori Festival si trova nella non invidiabile posizione di lavorare all’ombra dell’iconico Festival dei Due Mondi, un po’ come un fratellino minore ribelle e casinista. Sarà questa l’edizione in cui finalmente uscire da questa complessa relazione? Le premesse ci sono: una nuova identità, pulita e contemporanea, una ricchissima line up di quasi due mesi. Quest’anno c’è anche un focus più specifico, con dj set e live a farla da padrona rispetto al resto. Tra le cose più interessanti sicuramente i passaggi di David Fogarty (Transmigration), Fergus Jones, Nosedrip,Wutu e poi Akïi, Pittori Locali, Temple Rat e tantissimi altri. Soprattutto un’incredibile quantità di nomi italiani rappresentativi della club culture più sperimentale, dalle influenze world e sperimentali.


BAO MUSIC FESTIVAL | 26 giugno – 12 luglio | Franciacorta – Valle Trompia (BS) 

BAO Music Festival torna per la sua terza edizione in due weekend: dal 26 al 28 giugno in Franciacorta e dal 10 al 12 luglio 2026 in Valle Trompia, continuando a coltivare la propria anima decentrata, diffusa e itinerante creando ecosistemi sonori dentro a diverse tipologie di geografie. Fondendo misticismo pop, field recording, folk contemporaneo, musica industriale ed elettroacustica, il festival combina sperimentazione musicale, performance, sostenibilità e una profonda riflessione sul paesaggio.