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La guida di Zero ai festival europei più interessanti fino a questo autunno

Fra grandi mostri e nuove chicche, una mappa variegata per weekend estivi last minute o fughe autunnali da pianificare.

Written by Carlotta Magistris il 8 July 2026

Lo sappiamo: siamo già a Luglio, il memorì, il nuovissimo Contra e un tot di altri festival sono già passati, molte persone si sono già fatte un planning di come gestire i prossimi mesi e non hanno bisogno di consigli non richiesti. Poi ci sono le persone come noi, senza piani a lungo termine e guidati dal consiglio unexpected che ti fa all’improvviso trovare in due settimane in un posto del tutto fuori dalla mappa mentale che ci eravamo fatti a sentire musica che non era stata messa in conto. E’ per voi che noi lavoriamo, e per voi abbiamo fatto un mashup di cose a cui siamo andati che ci piacciono, cose che non sono fra le nostre preferite ma a cui vale comunque la pena andare, cose per cui siamo in FOMO perchè non ci possiamo andare, un paio di sold out per rosicare.

Fra cose nuove e piccole che non troverai sulla macromappa festivaliera e festival notevoli di cui magari vi siete scordati nel doomscrolling dei consigli non richiesti e dell’ipersponsorizzazione delle grosse macchine da eventi, ecco un elenco eclettico al limite del problematico per cambiare ancora una volta idea su cosa fare fra il resto dell’estate che rimane e l’autunno ovvero la stagione migliore di tutte per schiodare e diluire il più possibile i doveri da rientro. Divertitevi e state idratati, che l’estate è ancora lunga.

 

CREEPYTEEPEE | 10-12 luglio | Štvanice Island, Praga

Per la sua sedicesima edizione Creepy Teepee lascia Kutná Hora, dove viveva da anni nel cortile di un monastero, e si sposta a Praga, sull’isola di Štvanice nel Danubio. Un cambio forzato, che il festival ha trasformato in dichiarazione: “reclaim gothic disneyland in high season as our camp against collapse.” Tre giorni da venerdì pomeriggio fino a lunedì mattina presto, per chi non ha fretta di andarsene. Dal 2009, Creepy Teepee è rimasto quello che è: artist-run, queer-positive, fieramente DIY, con un lineup che attraversa sperimentazione, noise, folk e club music senza dover giustificare i suoi accostamenti.

 

MOLDEJAZZ | 13-18 luglio | Molde (Norvegia)

Moldejazz è un festival che esiste dal 1961 e per qualche motivo non sembra essersi ancora stancato né aver stancato. Ogni luglio Molde, piccola città sul fiordo norvegese, si trasforma in una delle arene jazz più interessanti d’Europa: quest’anno tra i 120 concerti circa spiccano Cécile McLorin Salvant, Emma-Jean Thackray, Esperanza Spalding, Jaga Jazzist e Nduduzo Makhathini, insieme a una nuova generazione che spinge i confini del genere senza chiedere permesso. Fiordi, palchi indoor, Storyville Jazz Club e sessanta mila persone: buona fortuna a trovare un contesto più cinematografico (e a temperature da sogno) in cui ascoltare jazz di qualità.

 

BUTIK | 14 – 18 luglio | Tolmin (Slovenia)

Giustamente restiamo al fresco, anche se un po’ meno: la sera a Tolmin ci si porta miracolosamente una felpa pesante. E poi dove il Soča e il Tolminka si incontrano si balla per cinque giorni techno, house e underground con una capacità volutamente contenuta, un lineup eclettica e on point con nomi come Ben UFO, CCL, Anthony Linell, Ivan Smagghe, Magda e Powder e la sensazione rara di essere in un posto che esiste per la musica e non per il mercato.

 

DEKMANTEL | 28 luglio – 3 agosto | Amsterdam

Che ci piaccia o meno, Dekmantel alla sua dodicesima edizione continua a essere il metro con cui tutti gli altri festival europei di elettronica si misurano. Quest’anno ancora più espanso: oltre ai tre giorni di foresta nell’Amsterdamse Bos, per la prima volta entra in città con Melkweg e Paradiso introducendo Dekmantel at Dawn, un programma mattutino curato con Resident Advisor che porta 36 ore totali di musica nel bosco. La lineup come sempre è massiccia: Underground Resistance con Saul Williams, Ricardo Villalobos, Actress & Carl Craig, James Holden & Surgeon, DARKSIDE, Eris Drew & Octo Octa, DJ Sprinkles, Jeff Mills con il debutto di STARGATE, Sampha in DJ set raro, e il b2b2b2b di domenica tra Ben UFO, Call Super, Objekt e Pariah che da solo vale il biglietto. Novità del sound system: l’ON2 di NNNN e OJAS, co-creato da Devon Turnbull. Big up per i prezzi tutto sommato contenuti rispetto alle tendenze dei macro festival. Si apre il 29 luglio con Space Afrika all’Oude Kerk.

 

HOUGHTON | 6-9 agosto | Houghton Hall, Norfolk (Regno Unito)

 

Houghton è il festival in cui Craig Richards mette tutto ciò che pensa che un festival dovrebbe essere: il risultato è piuttosto difficile da ignorare. Si tiene nei giardini di Houghton Hall nel Norfolk, tra sculture, cervi e faggi, e da quando è nato ha costruito una reputazione basata su set lunghi, suoni curati e niente headliner nel senso convenzionale del termine. Quest’anno la lineup è particolarmente ambiziosa: oltre 200 artisti, più di 60 debutti tra cui Underground Resistance & Saul Williams, Aurora Halal, Djrum, Mark Ernestus & Tikiman e CCL oltre ai soliti ritorni imprescindibili: Ricardo Villalobos, Ben UFO, Helena Hauff, Powder, Nicolas Lutz, Shanti Celeste.

 

FATA MORGANA | 7-9 agosto | Coutarnoux (Francia) 

Piccolo, DIY e già interessante: Fata Morgana è alla quarta edizione e si tiene in Borgogna, nella Grotte de Champs Retard vicino a Coutarnoux a due ore e mezza da Parigi. Festival transdisciplinare nato dal collettivo LPS, mescola musica elettronica, arte digitale, live performance, architettura e cinema in un contesto speleologico che già da solo vale il viaggio. La lineup di quest’anno, totalmente francese, include Asia Knox, Faïza, Oki, DJ Fenwick, helen island, Iguana, Oonagh Haines e molti altri per una selezione che dice tutto sul tipo di scena che il festival vuole delineare e raccontare: francese, sperimentale, non per forza bisognosa di rumore fuori dai propri confini ma che chiede di essere scoperta.

 

ECHOLALIA | 12 agosto | Hafnarfjörður, Islanda

Echolalia è costruito intorno a un’eclissi solare totale: quella del 12 agosto 2026 a Víðistaðatún, dove Björk ha organizzato quello che è essenzialmente un rave sotto il cielo che si spegne con i DJ set di Björk e Arca, il live di Ronja e Sideproject, e per un minuto e quattro secondi la totale sparizione del sole. Il festival nasce dalle Mánakvöld, le serate sotto la luna piena che Björk organizza da anni con amici e collaboratori, e si intreccia con la sua mostra Echolalia alla National Gallery of Iceland: tre installazioni immersive tra cui Ancestresse Sorrowful Soil, entrambe composte in memoria della madre. Il quarantesimo anniversario di Smekkleysa, la leggendaria label/shop islandese, completa il quadro. Più che un festival, un’esperienza astronomica con la colonna sonora curata da Björk.

 

MéTéO | 19-22 agosto | Mulhouse (Francia)

Festival Météo esiste dal 1983, in cinque giorni e notti ad agosto in cui Mulhouse, città alsaziana di confine tra Francia, Germania e Svizzera, diventa uno dei punti di riferimento europei per le musiche avventurose: jazz d’avanguardia, improvvisazione, elettroacustica, tradizioni reinventate, e altre cose che non si lasciano facilmente catalogare. Il cuore pulsante è Motoco, ex fabbrica tessile DMC ora spazio artistico, affiancato dal Temple Saint-Étienne per la serata d’apertura, la Kunsthalle, La Filature e altri luoghi sparsi per la città. Quest’anno la chiusura è affidata a Harriet Tubman & Georgia Anne Muldrow e DJ Sniff. La Terrasse Météo fuori da Motoco è ad accesso libero ogni sera fra vini naturali, dischi, radios associative, e il pubblico che non se ne va.

 

WE OUT HERE | 20-23 agosto | Wimborne St Giles (Regno Unito) 

Partiamo dal fatto che è già sold out, quindi lo mettiamo più per rosico che per consiglio, ma non si poteva fare senza. Curato da Gilles Peterson e alla sua settima edizione, per quattro giorni collega jazz, soul, hip hop, elettronica e musica africana con una coerenza editoriale rara nel panorama festivaliero britannico. La lineup del 2026 include Gary Bartz, Shabaka, Digable Planets, Loyle Carner come headliner domenicale, Joy Crookes, Stereolab, Mulatu Astatke, Natural Information Society, Barker, Ana Frango Elétrico e corto.alto, in un programma che attraversa generazioni e geografie senza perdere il filo. Non un festival di nicchia, ma un posto in cui coesistono famiglie, ravers, jazzofili e collezionisti: in qualche modo funziona.

 

MARBLE WAVE | 21-23 agosto | Tinos (Grecia)

Non lo troverai su troppe piattaforme, non ne sentirai parlare in giro, ci arriverai solo se sei passato da noi o dalla pagina Instagram della label greca Heat Crimes: tre giorni di festival sull’isola di Tinos curati rispettivamente il venerdì dalla label in questione, Modal Analysis e altri amici. Biglietto economico, nomi sconosciuti ai più, isola poco turistica: suona come un sogno.

 

POP-KULTUR | 24-30 agosto | Berlino 

A fine agosto Pop-Kultur torna alla KulturBrauerei di Berlino con il suo solito approccio da radar underground: niente passerella per superstar, ma una mappa di suoni laterali e traiettorie imprevedibili. Nel programma spiccano l’elettronica visionaria di Avalon Emerson & the Charm, il post-punk obliquo dei Bar Italia, le derive art-pop di Discovery Zone e il ritorno dei cult islandesi múm con il progetto “Sonnenuhr”. Tra concerti, DJ set e performance ibride, il festival resta uno dei posti migliori per intercettare cosa sta fermentando prima che diventi tendenza. Non a Berlino per confermare i propri gusti, ma per uscirne con qualche nuova ossessione.

 

MEAKUSMA | 3-6 settembre | Eupen (Belgio)

 

Giunto alla sua ventunesima edizione, il festival belga continua a essere uno dei pochi posti in Europa dove sperimentale non è un’etichetta per nerd ma uno spazio di ricerca e scoperta come dovrebbe essere. Eupen, città di lingua tedesca al confine fra la Germania e i Paesi Bassi, si trasforma per quattro giorni in un labirinto di venue, dall’Alter Schlachthof ex mattatoio come quartier generale, più chiese, musei, cortili e spazi improvvisati sparsi per il centro, con oltre 140 artisti in cartellone. La lineup 2026 mette insieme Carmen Villain, Demdike Stare, JASSS, Valentina Magaletti (in due set collaborativi, con Maria Bertel e con YPY), Antonina Nowacka, DJ Anderson do Paraíso, Nosedrip, Ben Vince, Tara Clerkin Trio, Ex-Easter Island Head e moltissimo altro, uniti a easter eggs come lo showcase di Sagome e moli del tro: una conferma che Meakusma è diventato un punto di riferimento a più livelli.

 

BADD BONN KILBI | 3-6 settembre | Doningen (Svizzera) 

Bad Bonn Kilbi esiste dal 1991 e si tiene a Düdingen, un paese tra Berna e il lago di Schiffenen: non uno sfondo qualsiasi, ma un bacino artificiale che negli anni Sessanta ha sommerso un’intera stazione termale con tanto di cappella e ponte sospeso. Tre giorni, cinquemila persone al giorno, taglio del programma volutamente ipertrasversale: molti continuano a definirlo il migliore della Svizzera per la coerenza e la freschezza curatoriale con cui mescola indie, sperimentale, post punk, elettroniche varie e tutto quello che non si lascia classificare facilmente. Quest’anno Horsegirl, Greentea Peng e Dino Brandão tra gli headliner, e una storia che nel tempo ha incluso Floating Points, James Holden, Chelsea Wolfe, Evian Christ e Chromatics. Rosicata in chiusura: venerdì e sabato è già sold out, ma il giovedì ha ancora la sua finestra.

 

LUNCHMEAT | 24-27 settembre | Praga 

Dal 2010, Lunchmeat ha deciso di prendere sul serio la parola “audiovisivo” non come claim ma come metodo: ogni performance è una commissione, ogni set una collaborazione tra musica e arte digitale pensata apposta per quel palco, spesso come premiere. Quest’anno si espande a sette giorni, 21–27 settembre, con main event al Palazzo delle Fiere della National Gallery di Praga e una lineup che include Autechre come live, KMRU & Nick Verstand, Debit, umru, upsammy & Valentina Magaletti, Bapari, Woesum e una serie di nuove commissioni con focus sul live 3D art. Niente headliner, niente support: tutti gli artisti sono presentati su un piano di parità come posizione sia estetica che politica, e la tecnologia non è scenografia ma linguaggio.

 

OMANA | 30 settembre – 7 Ottobre | Chalkidiki (Grecia)

Terza edizione per Omana, e il format è ormai abbastanza definito. un festival di sette giorni nella baia di Kalamitsi, a due ore da Salonicco fra spiaggia, colline boscose e acqua a cui non servono filtri. Un gathering ancora prima di un festival nel senso classico del termine, fra set lunghi, quattro palchi tra spiaggia e foresta, e un programma di workshop e attività. Musicalmente si muove tra minimal, house, techno e downtempo, con una lineup 2026 che include Onur Özer, PARAMIDA, XDB, Dana Ruh, Mathew Jonson live, Jane Fitz & Carl H in b2b e Magda & Garrett David: una selezione che punta sul tempo e sul flusso dei suoni più che sui nomi da cartellone. I biglietti passano veloci, in caso fai in fretta.

 

UNSOUND | 2-11 Ottobre | Cracovia e Varsavia

Quest’anno Unsound si sdoppia per la prima volta, muovendosi su due città polacche: Varsavia (2–6 ottobre) e Cracovia (8–11 ottobre) . Il tema di quest’anno è SOFT POWER, con programmi distinti e nessuna performance ripetuta tra le due tappe. A collegare le due metà c’è un treno dedicato che parte il 7 ottobre, mettendo il viaggio come parte dell’esperienza. La lineup della prima ondata ha già un timbro vocale consistente: una preziosissima Diamanda Galás in una delle sue rare apparizioni, Tim Hecker con un nuovo show e visual commissionati a Vincent de Belleval, Actress, L’Rain, Ana Roxanne, Deli Girls, Pink Siifu, DJ Plead, Debit, gyrofield, e una commissione chiamata WARSZAWA che omaggia il passaggio di David Bowie in Polonia cinquant’anni fa.

 

LE GUESS WHO?  | 5-8 novembre | Utrecht 

Sono passati vent’anni dalla sua prima edizione e Le Guess Who? è ancora un festival estremamente difficile da inquadrare. Quattro giorni a Utrecht con una rete di venue sparse per la città e una lineup che è forse la più ambiziosa di sempre: Dirty Three, Tortoise, A.R. Kane, Shabaka, Grouper, Yasuaki Shimizu, Melt-Banana, Loraine James, Juana Molina, Ana Roxanne, Gigi Masin, Carmen Villain, Maryam Saleh, Holy Tongue, Low Jack e molti altri. Quattro guest curator quest’anno nelle persone di aja monet, KMRU, Los Thuthanaka e Tropical Fuck Storm plasmano sezioni del programma ciascuno con la propria logica. KMRU presenta WAI8, una performance durational di otto ore sul tema dell’attesa come pratica attiva, con nove performer. E poi c’è 24 HOUR DUB: una sessione continua di ventiquattro ore di dub al KABUL à GoGo, con Mad Professor, Mutabaruka, Scientist, CARISTA, Touching Bass DJs, Greentea Peng come Greentea Selecta.