Ad could not be loaded.

L’arte vien mangiando

Una guida per giornate ideali tra cibo e arte a breve distanza da Milano

Written by La Redazione il 21 July 2026

Vorrei non iniziare pensando al caldo, ma questa cosa è impossibile da ignorare. Pervade ogni nostro respiro, ogni azione che facciamo è volta a evitarlo, arginarlo, gestirlo, sopravvivere. Quindi fa caldo e il fenomeno più affascinante e inquietante che ne deriva, crediamo sia l’instabilità emotiva. Siamo tutti in balia di sensazioni nuove che si alternano con la potenza degli ambiti e terrificanti acquazzoni di questa stagione. Fulmini, saette, frescura, arsura, arietta, umidità, zanzare, asfalto e così via.

Abbiamo unito luoghi d’arte e del mangiare dell’hinterland milanese che forse non conoscete.

Ecco perché abbiamo pensato di farvi una guida capace di assecondare, accogliere e prevedere questi sbalzi emotivi e che possa offrirvi delle mini gitarelle fuori porta ma a portata di tuttə. Abbiamo unito luoghi d’arte e del mangiare dell’hinterland milanese che forse non conoscete o forse non siete soliti frequentare, così da darvi la speranza di poter uscire da Milano – se per qualche sfortunato motivo ci siete rimastə. Quindi prontə a salpare verso nuovi lidi che non vi creino crisi di abbandono del nido (perché poi in 12 ore siete di nuovo a casa e vi auguriamo aria condizionata a tuttə), ma che al tempo stesso vi sappiano trastullare con cose belle e cibo senza dignità. Si guarda, si beve, si mangia, si sfanga. Farsi una cultura sa essere bello, fresco e divertente. In qualunque modo scenda il vostro piede dal letto, noi siamo lì ad accoglierlo in fragranti scappatelle.

GALLARATE

Museo MA*GA, Gallarate (Via Egidio de Magri, 1, 21013 Gallarate VA)
Greek Taverna (Via Magenta, 6, 21013 Gallarate VA)
Ittica e Gastronomia Gattuso & Bianchi (Via E.Ferrario, 8, 21013 Gallarate VA)

Gallarate, in provincia di Varese, è (era direi) famosa per la sua industria tessile, in passato infatti ha accolto alcune delle eccellenze nazionali conquistandosi il podio nel settore. Poi il tempo passa e il declino ha morso le caviglie di questo potere e oggi ci resta qualcosa ma non molto. Ma il fascino di queste isole di passato splendore nate nel deserto della potenza dell’industria, sono un tipico paesaggio nostrano e vanno scoperte e accolte. E a Gallarate nello specifico vi mandiamo perché trovate il MA*GA, il Museo cittadino dal nome sognante che, come incontreremo anche in altri luoghi simili, deve la sua origine al premio d’arte della città (in questo caso il Premio Gallarate, istituito nel 1949). Il museo vero e proprio arriva dopo e riflette la natura della città: l’edificio infatti consta di due corpi di fabbrica: uno frutto della ristrutturazione di una struttura industriale del 1930; l’altro, curvilineo e addossato al primo, costruito per l’occasione in laterizio a vista seguendo il progetto di Maria Luisa Provasoli, Pier Michele Miano e Carlo Moretti.
Altra peculiarità del museo sta nel suo legame con la Maison Missoni, con la quale ha un rapporto continuativo dal 1995 sotto varie forme: mostre, parti di archivio e un grosso progetto legato all’educazione. Oltre alle mostre quest’estate offrono anche una programmazione cinema, se preferite vi lasciamo qui qualche titolo: sabato 18 luglio con Misery non deve morire di Rob Reiner, sabato 25 luglio con Blow-Up di Michelangelo Antonioni e si chiude sabato 1° agosto con La terrazza di Ettore Scola. Ingresso gratuito senza prenotazione.
Finito il vorticoso giro, sappiate che Gallarate sa offrire un’offerta culinaria degna di nota. Prima tra tutte l’Ittica e Gastronomia Gattuso & Bianchi, una rinomata pescheria, gastronomia e bistrot che, sì, è stata fondata proprio dall’ex calciatore Rino Gattuso e dal pasticcere Massimo Bianchi. Per una soluzione meno da invasati del pallone c’è la Greek Taverna, che porta sulle tavole di Gallarate le pite più buone che la lombardia possa offrire. Dopo cinque bicchieri di ouzo, se chiudete gli occhi, potrete perfino immaginare che il getto dell’aria condizionata del locale sia la brezza dell’Egeo.

LISSONE

MAC – Museo d’Arte Contemporanea – Comune di Lissone (Viale Elisa Ancona, 6, 20851 Lissone MB)
Ristorante La Piana (Via Pietro Zappelli, 15, 20841 Carate Brianza MB)
Ciucciuè (Via Antonio Gramsci, 8, 20851 Lissone MB)
Semo Fritti (Via Giuseppe Garibaldi, 24, 20851 Lissone MB)
Malbec (Via dell’Asilo, 31, 20851 Lissone MB)
Atipico (Via M. Riva, 32, 20851 Lissone MB)

Eccoci qui, santa brianza. Ci sono più leggende su di lei che su Troia, costellata di fascino e mistero perché chi ci vive la ama e chi non ci vive la ripudia. Un posto senza verità si potrebbe dire. Ma in ogni caso, lì in mezzo c’è Lissone, adorabile paesone all’ombra di Monza, che si fa custode di un bel museo, il MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone. Per essere precise è attaccato alla stazione dei treni (e in questi paesi la stazione è il centro del mondo) e ne ha assorbito un po’ l’anima e gli umori: i locals infatti lo vivono come luogo di passaggio, ci fanno un salto di continuo perché c’è sempre qualcosa da vedere, praticamente ci si lanciano dal treno. E poi alle inaugurazioni è tutto un fiorire di paesani e artisti della domenica. E come dicevamo per il MA*GA di Gallarate, anche lui nasce dal Premio d’Arte di Lissone, tutt’oggi molto prestigioso e partecipato dalle nuove generazioni di artisti.
A circa 15 minuti d’auto dal museo, precisamente a Carate Brianza, il Ristorante La Piana vi dà tutto quello che la lombardia offre. Se dovesse pericolosamente assalirvi una malsana voglia di bollito in agosto questo è il posto che fa per voi. Tutte le burrosità lombarde sono pronte ad accogliere le pance di coloro che non credono al mito dell’insalatina leggera in estate, ma piuttosto affrontano un cassoeula con il coraggio e il senso di sfida dei grandi condottieri. Brianza, mon amour, qui si accettano sono gli adepti più fedeli della cucina di sostanza.
Alternative? Ciucciuè, per un’ottima pizza, oppure Semo Fritti se volete trapizzini e atmosfera informale. Malbec se quel che cercate sono specialità di carne e Atipico per chi cerca una cucina contemporanea anche fuori da Milano.

NOVATE MILANESE

Casa Testori (Largo Angelo Testori, 13, 20026 Novate Milanese MI)
Purogelato (Via XXV Aprile, 2, 20026 Novate Milanese MI)

Novate Milanese è praticamente ancora Milano ma soprattutto custodisce uno dei più importanti personaggi della cultura del territorio meneghino: Giovanni Testori (1923, Novate Milanese – 1993, Milano). Scrittore, drammaturgo, critico d’arte, pittore, ha fatto davvero un sacco di cose – tutte molto bene – e a Novate Milanese c’è quella che fu la sua casa e oggi grande archivio del suo lavoro. Ma non solo: costeggiando i binari del treno tutti ricoperti di murales che in parte lo riguardano, si arriva a Casa Testori, istituzione che si occupa anche di contemporaneo con mostre, incontri, workshop e molte attività dedicate a tutti i pubblici. Si sta bene ma soprattutto c’è molto da scoprire.
Nonostante i viali molto alberati, la canicola di Novate non scherza quindi, usciti dalla adorna villa testoriana, abbiamo pensato di proporvi un’abbinata rinfrescante, puntando tutto sulla certezza del quartiere: Purogelato. Una gelateria artigianale che illuminerà i vostri occhi – e soprattutto le vostre papille – come un’oasi nel deserto. Di degna nota è il biscotto gelato, che in qualche modo vi catapulterà in una dimensione da riviera adriatica. Se preferite il Tirreno c’è il tartufo gelato, che non ha nulla da invidiare a quello di Pizzo Calabro.

CRESPI D’ADDA

Villaggio Crespi d’Adda
Ristorante Macelleria Motta (Str. Padana Superiore, 90, 20060 Bellinzago Lombardo MI)

Qui tutto si mescola: passato, presente, fascino, perplessità. Siamo in un buco spazio temporale dove tutto è com’era ma non esiste più niente. Abbandono senza abbandono, spettri di un passato che fu un presente e che ancora cammina tra quelle stradine. Un sogno, un’utopia come ne troviamo solo più nei libri, un po’ alla tutti insieme appassionatamente e un po’ il miglio verde. Liberi di essere in gabbia. Insomma, avete capito: Crespi d’Adda è un ex villaggio operaio in cui tutto ruotava intorno al lavoro in fabbrica ma tutto era perfetto e accogliente. Pensato per la vita a 360 gradi, ma una vita già decisa da quello che ti circondava. Pura magia.
E visto che siete venuti qui, sarete sicuramente alla ricerca di mondi lontani e passati mai trascorsi, fatevi una mezz’ora in bici – o qualche minuto in macchina – per una deviazione gastronomica degna di essere assaporata. La Macelleria Motta, storica istituzione degli amanti della ciccia. Qui potrete tornare a casa col pieno di salami, prosciutti, salsicce. Andateci piano, che se vi ferma la polizia poi vi arresta per traffico illecito di insaccati.

SESTO SAN GIOVANNI

Galleria Campari(Viale Antonio Gramsci, 161, 20099 Sesto San Giovanni MI)
Bar Campari (Viale Antonio Gramsci, 176, 20099 Sesto San Giovanni MI)

Bere non è mai solo bere, bere è storia, è forma, è design, è classe, sono scelte per farti esplodere tra le mani un’esperienza complessa e stratificata. Quindi benvenuti da Galleria Campari, che raccoglie e esplode lo splendore di questo brand visionario che ha accolto tra le sue fila rosse grandi artisti da Fortunato Depero, che ha segnato in modo indelebile e indimenticabile l’immagine del brand, passando per Federico Fellini fino a Vanessa Beecroft. Ma sono davvero centinaia le personalità coinvolte nell’evoluzione di questa visionaria Red Passion. La Galleria ovviamente si trova sulla linea rossa della metro – e dove se no – e ne raccoglie e restituisce le meravigliose sfaccettature.
Se si vuole continuare con le bevute, il Bar Campari aspetta, dal 1978, di fronte alla Galleria. Questo è un vero luogo per fanatici del tema. Orologi Campari, poster Campari, Porta tovaglioli Campari, vassoi Campari, bottiglie di Campari versione maxi, bottiglie di Campari versione mini. Insomma, qui la passione si trasforma in culto. Se dopo un’ora non vi viene voglia di ridipingere casa di rosso Campari, probabilmente siete entrati nel bar sbagliato.

LODI

Platea (Corso Umberto I, 46, 26900 Lodi LO)
BARzaghi (Piazzale Cesare M. Barzaghi, 2, 26900 Lodi LO)
Clover (Via Volturno, 5, 26900 Lodi LO)
Wellington Pub (Via Felice Cavallotti, 17, 26900 Lodi LO)

Lodi, luogo di magia e follia, dove la pianura veste la sua anima più vera e l’Adda la trascina verso il Po. Un gioco di fiumi. Qui nel 2020 ha preso forma Platea, una vetrina – nonché ex portineria – del centralissimo Palazzo Galeano, che ha scelto di spalancarsi sulla strada per mostrare le ricerche più fresche, giovani e innovative dei nostri tempi. Un progetto che si radica e si espande, sempre aperto ma anche veloce come un soffio, ci si sofferma e si fluisce oltre, ma diversi rispetto a prima.
E come un fiume in piena, su Lodi siamo pieni di suggerimenti per un tour dei bar degno dei locals più accorati (tanto poi il treno è comodo per tornare). A partire da BARzaghi, il cocktail bar dove i lodigiani veri ordinano il Campari Seltz. Si continua con il Clover, punto di riferimento del centro storico per aperitivi e vino. Se siete più da birra c’è lo storico pub Wellington, o se preferite i cocktail il Bridge vi accomoda su simpatici tavolini lungo l’Adda.

VARESE

Villa Panza (Piazza Litta, 1, 21100 Varese VA)
San Martino vino e cucina (Via S. Martino Della Battaglia, 7, 21100 Varese VA)

Un po’ faticoso ma si suggerisce la salita a piedi: mentre si arranca il muro di Villa Panza inizia ad abbracciarci sulla sinistra e la vegetazione ci cade dall’alto come dita che sfiorano il passaggio. Vi aiuterà a dimenticarvi che siete a Varese ed è un ottimo rito di preparazione a quella che sarà un’esperienza catartica. Villa Panza non lascia scampo, varcata la soglia ci si imbatte in un sogno di altissimo livello. Metteteci il fascino della villa della seconda metà del ‘700 e aggiungeteci le opere dei più straordinari artisti europei e americani del ‘900 e non solo. Un connubio commovente generato dal buon visionario dalle giuste possibilità Giuseppe Panza (1923-2010). La storia di famiglia è tutta da studiare ma il suo lascito aggiunge quel qualcosa in più, tipo la speranza nel genere umano. Antico e contemporaneo convivono in un percorso che attraversa sale storiche, rustici e giardini. Arredi d’epoca dialogano con opere di arte moderna e ambientale, mentre installazioni site-specific di Dan Flavin, James Turrell e Robert Irwin trasformano gli spazi in esperienze di luce e percezione.
Discendendo a Varese city, San Martino vino e cucina è l’indirizzo giusto per digerire senza troppa fatica i neon di Dan Flavin e incominciare a far lavorare le vostre mandibole. Straordinaria la selezione di piattini, talmente buoni da farci iper salivare mentre scriviamo queste righe.

NOVIGLIO

Fondazione Museo Kartell (Via delle Industrie, 3, 20082 Noviglio MI)
Antica Osteria Magenes (Via Cavour, 7, 20083 Barate MI)
Gallo (Via Privata Gerli, 3, 20083 Gaggiano MI)

Anche se non avete un oggetto firmato Kartell, avete sicuramente un oggetto che deriva da un’idea Kartell o per lo meno dalla sua filosofia. Figlia del secondo dopoguerra, fu fondata dall’ingegnere Giulia Castelli, pervasa da quell’etica che caratterizza il design di quei decenni. La vita delle persone, le loro azioni quotidiane, erano al centro di ogni linea di ogni oggetto di ogni materiale. Vita semplice ma molto funzionale – i grandi progetto Kartell partono dal secchio per pulire. E noi siamo gratə a quel modo di pensare, che ti fa sentire importante in ogni cosa che fai. Fatto sta che hanno fatto un sacco di strada e hanno un grande museo a Noviglio, sul finire del Parco Agricolo Sud di Milano.
E pensate che sempre a Noviglio, oltre al Museo Kartell, non c’è nulla, fatevene una ragione. Però per voi abbiamo scovato due posti che giustificano una deviazione di circa 15 minuti d’auto dal museo. A Gaggiano ci sono due opzioni: Magenes, osteria che sublima la tradizione culinaria lombarda in piatti di eccezionale modernità, oppure l’antica trattoria del Gallo per un’opzione più fané.

CINISELLO BALSAMO

Museo Nazionale di Fotografia MUNAF (Villa Ghirlanda, Via Giovanni Frova, 10, 20092 Cinisello Balsamo MI)
Trattoria Da Rinaldo (Via Matteotti, 105, 20092 Cinisello Balsamo MI)

La C con la mano è da dove veniamo
La C con la mano è da dove veniamo
Ciny, Ciny
Ciny, Ciny

Così canta Sfera e così rimbomba Ciny – Cinisello Balsamo – nei cuori di tuttə noi. Ma proprio nel mezzo di questa storia trova la sua forma il Museo Nazionale di Fotografia MUNAF (meglio conosciuto con il suo vecchio acronimo MUFOCO). Un archivio di oltre 2 milioni di opere fotografiche, stampe in bianco e nero e a colori, diapositive, negativi, video, installazioni di oltre 600 autori italiani e stranieri. L’insieme delle immagini costituisce uno spaccato significativo della fotografia dal secondo dopoguerra a oggi con temi importanti che vengono restituiti anche attraverso mostre e progetti.
Se d’archivi vi nutrite e le polverose immagini in bianco e nero sono per voi roba da lacrimucce, allora avete fatto il pieno. Ora è il momento di attraversare la strada (o quasi) e fare visita alla Trattoria Da Rinaldo. Le pareti spugnate champagne e la televisione che trasmette ininterrottamente canale 5 da quando si chiamava Telemilanocavo sono una certezza: qui nulla cambia. Ed è proprio questo il bello. Vale la pena sedersi e ordinare uno dei piatti della casa, che Rinaldo prepara da tempi immemori e che Eliseo serve in sala con una dolcezza d’altri tempi.

MONZA

Reggia di Monza (Viale Brianza, 1, 20900 Monza MB)
Moss Monza (Via Francesco Crispi, 3, 20900 Monza MB)
Saint (
Piazza Duomo, 8, 20900 Monza MB)

Tappa per giornate grandiose, perché ci si sente un po’ reali anche solo a passeggiarci dentro. Si respira ancora l’aria di quei monarchi zozzoni che l’hanno voluta, mantenuta, arredata, goduta e stregata. Ogni centimetro sa di capriccio, di cipria e di opulenza, ma quella bella. Quella da banchetti, vestiti ingombranti, grandi balli e futili inganni. Per chi non ha nostalgia di qualcosa che non ha mai vissuto, nella Reggia organizzano anche eventi, mostre e incontri sul contemporaneo. E poi il giardino, che resta senza tempo.
A proposito dei giardini, d’estate nel Parco e nei Boschetti Reali spuntano spesso feste gastronomiche e mini sagre molto frequentate dai monzesi. Se invece il fasto vi è ormai indigesto, andiamo a scalare le dosi di aristocrazia nei bar del centro che il popolo di Monza ha eletto a punti cardini del bere in città. Moss Monza per un classico drink in centro saprà farvi contenti. Oppure il Saint, con cocktail e tavolini davanti al Duomo, perfetto per chiudere la giornata.

COMO

Fondazione Antonio Ratti (Via Per Cernobbio, 19, 22100 Como CO)
Crotto del Lupo (Via Luigi Conconi, 12, 22100 Como CO)

Le acque del lago di Como dondolano nei riflessi delle finestre. La Fondazione Antonio Ratti si rannicchia lì, su quelle ambite sponde. Nata tra le pieghe dell’amore per i tessuti, la Fondazione ospita le collezioni di tessuti antichi raccolte da Antonio Ratti, la biblioteca, che conta ad oggi un patrimonio di oltre 7800 volumi specializzati in tessile, moda, arti visive e arti applicate, e una ricca collezione di riviste. Ogni anno dal 1995 FAR organizza il programma CSAV – Artists’ Research Laboratory che sostiene la sperimentazione di giovani artisti provenienti da tutto il mondo in dialogo con artisti già conosciuti.

Per questa tappa comasca l’abbinata giusta è un po’ di sostanza prealpina. Allora è giusto affidarsi alle mani incallite dei gestori del Crotto del Lupo. Da provare i Bacetti dello Chef, che è il piatto più apprezzato del crotto dal 1978. Se poi volete altri bacetti dallo chef, quello non è affar nostro.