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Milano Re-Mapped Summer Festival 2026

Creature nomadi approdano per due giorni a Pirelli HangarBicocca

Written by Irene Caravita il 24 June 2026

The Zangles. Foto Alies Torfs

Pronunciando la parola “nomadismo”, si accende nei miei pensieri una scintilla che illumina un nome: Renato Barilli, storico e critico dell’arte bolognese, all’ombra del quale ho vissuto i primi anni della mia formazione universitaria. Nel ricordo c’è la forma morbida e sfumata di un triangolo concettuale che lega artisti, postmoderno e nomadismo, all’interno del quale vivono opere e pratiche basate su una dimensione sempre più aperta dello sguardo, nutrita dal viaggio continuo, dallo spostamento agile tra Milano, Roma, Parigi, New York, un esempio per tutti l’Afghanistan di Alighiero Boetti. In qualche modo sento che anche il fatto che mi sia sfuggente, possa essere legato al fatto di muovermi tanto, prima per studio poi per lavoro. In questo spostarsi continuamente che accomuna le nostre nuove generazioni, c’è qualcosa di diverso rispetto alla percezione e narrazione della realtà. Qualcosa di contraddittorio ma anche generativo, denso di entusiasmo.

Nomadic creatures, fa riferimento alla natura metamorfica, flessibile, sradicata dei linguaggi artistici contemporanei.

Sul nomadismo come scelta di postura e non come vincolo, ci fa riflettere questa edizione di Milano Re-Mapped Summer Festival di Pirelli HangarBicocca, realizzata con il supporto di Fondazione Cariplo. Con il giusto titolo Nomadic creatures, fa riferimento alla natura metamorfica, flessibile, sradicata dei linguaggi artistici contemporanei e delle realtà indipendenti che coinvolge e alle quali apre un “palcoscenico” d’eccezione. Spazi aperti e chiusi, ampi, alti, pronti ad accoglierci tuttə per due serate della settimana prossima: mercoledì 1 e giovedì 2 luglio, dalle 19 all’1 di notte.

Pirelli HangarBicocca si unisce quest’anno all’Istituto Svizzero, che ha selezionato una realtà svizzera, per raccontare una nuova fase del nomadismo. Da un lato troviamo tre associazioni attive sul territorio milanese, Associazione Circolissimo, Edizioni Brigantino e Armonika, e accanto La Rada con sede a Locarno, in Svizzera appunto. Il festival, a cura di Giovanna Amadasi, è nato ormai quattro anni fa e da allora ha coinvolto molte realtà culturali indipendenti, delineando una mappatura: Archive, SPRINT e Standards (2022), poi ZONA K, spazioSERRA e Fritto FM (2023), fino a DOPO? e Milano Mediterranea (2024) e, con un bel salto in lungo, arriva a quest’estate. Due notti in cui Pirelli HangarBicocca viene abitato da identità nomadiche, cangianti, corpi e voci che propongono nuovi modi di fare arte e cultura ed entrare in relazione con i propri pubblici.

Le quattro associazioni invitate nella stagione 2026 del festival presentano un rigoglioso programma di performance, coreografie, opere collettive, reading, concerti e DJ set, coinvolgendo artistə che sperimentano con i corpi, i suoni, i gesti e le parole. Il palinsesto ha un ritmo incalzante e noi vi consigliamo di portarvi la vostra compagnia preferita con cui condividere queste serate, anche se le vostre preferite siete voi stesse. Dunque, scorriamo nomi e aggettivi per provare a orientarci. Si inizia mercoledì 1 luglio alle 19 nel piazzale esterno, mi raccomando portate ventagli, acqua e cappellini, con una performance di Andrea Cammarosano e Leonardo Persico (in arte La Couture) dal titolo Pattern pattern organizzata da Associazione Circolissimo insieme a CLUTTER. Cosa aspettarsi? Sculture indossabili serigrafate che prendono vita sotto i vostri occhi. Procediamo con un segmento a cura di Edizioni Brigantino dalle 20 alle 23. È Bluastro, colore che si immagina al centro di una galassia lontana (ed è anche soggetto di uno dei libri più belli di sempre, Bluets di Maggie Nelson), abitato per quella serata dalla voce di un gatto rossiccio di nome Arturo oltre che dalle pratiche performative del collettivo belga The Zangles, dalla danzatrice giapponese Reona, sperimentatrice di tip-tap, e dal compositore italiano Mercury Hall con Gran passo. Non ne avete abbastanza? Per fortuna, perché forse finalmente le temperature ci danno tregua e iniziamo a ballare sui ritmi selezionati da Armonika e Xus Xus.

E siamo arrivati a giovedì 2 luglio. Si riparte freschi come delle rose, come se non ci fossero 30 gradi anche di notte, dalle 19 con la programmazione curata da La Rada che ha lavorato nella cornice di Dark side of the moon (album dei Pink Floyd del 1973), dando vita ad una costellazione di performance in cui memoria, mito, voce e trasformazione orbitano in moto perpetuo senza mai consolidarsi in una forma fissa. Inaugura la serata Canale MILVA (aka Giada Olivotto e Camilla Paolino) con Cover, prima sperimentazione di un nuovo filone di ricerca dedicato alla fiaba. Segue Martina Rota con Dear Lola&Prisci, composta da voce e testo e di una speciale acconciatura per capelli che varia di performance in performance e che è la sua chiave distintiva. Da non perdere! Si procede con la rabbia vocalizzata della Fulminante gigantessa di Rebecca Solari, che non accetta i limiti del sistema in cui è inserita. Cinque minuti prima delle 21 inizia una versione non integrale di Venir meno di Francesca Sproccati (in scena insieme a Léo Collin), una performance sonora sull’incontro tra due figure mitologiche composta da musica elettronica dal vivo, innesti testuali e canzoni distorte. Conclude il programma di La Rada l’artista ungherese Réka Csiszér con VÍZ, che è stata descritta come inquietante e affascinante, viscerale e ossessiva, miscela di fantascienza e incantesimi rituali. La serata si conclude di nuovo con Armonika che propone i suoni di Takkak Takkak e un dj-set di Aquiles Navarro, fino all’1 di notte – se vi muovete con i mezzi controllate bene gli orari!