Andrea Panizzi

Il Bar Ambassador Jameson sotto le Due Torri

Written by Martina Di Iorio il 13 April 2018
Aggiornato il 4 July 2018

Andrea Panizzi, il Pano per gli amici del bancone, lo trovate al Casa Minghetti di Bologna. L’incontro con Patrick Pistolesi gli cambia la vita, iniziandolo così al mondo Jameson, di cui oggi è orgoglioso Brand Ambassador. In questa intervista informale ci spiega come è nata la sua storia nella miscelazione e perché ama Jameson Irish Whiskey più di ogni altra cosa.

Ciao puoi presentarti? Chi sei e dove lavori?
Sono Andrea e sono conosciuto da tutti come il Pano. Lavoro come manager e head bartender a Bologna, il locale si chiama Casa Minghetti.

Ti ricordi quando e come hai iniziato ad appassionarti al mondo della miscelazione?
Ho iniziato nel 2008 grazie a un amico – nonché mio “maestro” – che un giorno mi ha chiamato di ritorno dalla stagione in Sardegna dicendomi che aveva bisogno di un secondo bartender per una nuova apertura nel centro di Bologna. Da lì è iniziata la mia personale avventura nel mondo della miscelazione.

Il primo drink che hai creato?
Bevevo così tanti Americani che il mio primo drink ovviamente è stato questo. Peccato però mi avessero chiesto uno Spritz… ma era molto buono!

E quello al whiskey che consiglieresti a tutti? Perché?
Il drink che consiglierei a tutti è ovviamente un freschissimo aromatico a base Jameson Irish Whiskey, ideato per essere bevuto in ogni momento della giornata in quanto molto fresco, citrico, fruttato e dissetante. Si chiama infatti Sanday Body Sanday ed è una rivisitazione dell’Old Pal, storico twist sul Negroni che prevede French vermouth e Rye wiskey. In questo caso sostituisco il whiskey americano con Jameson Irish Whiskey in dose severa (cit. Patrick Pistolesi), lavorandolo con un bitter italiano amaricante e un dry vermut Noilly Prat, per dargli freschezza e allo stesso tempo abbassare il forte impatto alcolico.

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Tu come bevi questo distillato irlandese? Come lo preferisci?
Amo bere whiskey liscio e amo bere Jameson, sia l’original che le altre etichette si prestano molto bene alla degustazione in purezza, vista la loro eleganza e ricchezza di aromi. Ricordo bene il mio primo incontro con Jameson, alla tenera età di 14 anni durante una vacanza in Irlanda: una notte finita non benissimo ma ero sicuramente molto felice!

Come è nata la collaborazione con Jameson?
Far parte della Sine Metu Squad per me è un grande onore, siamo una famiglia forte e spassosa. Il tutto nasce dall’amicizia con Patrick che mi ha invogliato a entrare nella squadra. L’ho subito percepita come una grande possibilità, sia per lavorare al fianco di un grande bartender come lui, sia perché amo Jameson un brand dalle infinite risorse.

Come si riconosce un buon whiskey?
Forse nella stessa misura in cui si riconosce un buon bevitore: ci vuole curiosità, pazienza e calma. Lo devi comprendere, devi lasciare che le papille gustative si abituino a cogliere piano piano mille sfumature e, se la tua mente si perderà a ogni sorso, se sarà un tuffo avventuroso, allora si che sarà un buon whiskey. Sorso dopo sorso. Liscio, grazie.

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