ven 16.02 2018 – dom 18.02 2018

Quarta edizione di Canapa Mundi, la Fiera Internazionale della Canapa a Roma

Dove

Palacavicchi
Via Ranuccio Bianchi Bandinelli 130, Roma

Quando

venerdì 16 febbraio 2018 – domenica 18 febbraio 2018
H 11:00 - 20:00

Quanto

€ 15 (abbonamento) o €9/7 giornalieri

Contatti

Sito web

Se nell’ultimo anno non avete vissuto sulla Luna, non avete perso troppo tempo appresso a Sanremo o alle fake news, avrete forse notato che, anche in Italia, l’argomento “cannabis” sta assumendo un rilievo e un livello di divulgazione sempre maggiore – seppur lentamente e soprattutto negli ambiti in cui l’informazione prova a smarcarsi dai soliti pregiudizi e dal tanto caro (e funzionalissimo ai fini di certi interessi economici e politici) “stereotipo del fattone”. Il merito non è certo della famosa proposta di legge sulla legalizzazione a scopo terapeutico e ricreativo della pianta, passata solo in parte – tipico esempio all’italiana di occasione mancata – ma di una legge chiarificatrice legata alla produzione della canapa industriale (quella senza principio psicoattivo, con il THC sotto lo 0.6%, per intenderci) approvata a fine 2016, accolta con giubilo da realtà importanti sul nostro territorio come Coldiretti, fino a piccoli produttori della pianta, in ambito agroalimentare e non solo, che non tanto diversamente dagli allevatori di bufale (non le notizie) potremmo considerare dei virtuosi portatori sani del “Made in Italy”. Se la vostra mente è già volata a scene tipo quella della “politica dello spinello” di Human Traffic e cose affini, beh, sappiate che oltre a essere fuori strada il discorso è anche giusto un filo più complesso. Chiedete alla nonna: lei forse ricorderà di quando, nella prima metà del Novecento, l’Italia (per una serie di condizioni ambientali favorevoli) era il primo produttore mondiale di questa magica pianta officinale dalle mille proprietà – nel settore alimentare, cosmetico, nutraceutico, ma anche nella produzione di materiali tessili di lunga durata e ottima qualità, nell’edilizia, come carburanti non inquinanti e, ovviamente, in ambito terapeutico. E se chiedete a qualche esperto di ambiente, vi dirà addirittura che la cannabis (o canapa) – definito “il maiale dell’agricoltura” perché se ne usa ogni parte – potrebbe essere la pianta che salverà il Pianeta (per via dei suoi molteplici usi ma anche per la capacità di essere una coltura “miglioratrice”, utilizzata per la riqualificazione dei terreni). Una lunga premessa, questa, che nell’ultimo anno è stata accompagnata dall’esplosione degli “smart shop”, rivenditori di cannabis light, con il THC “in regola” e il cannabinoide non psicoattivo (CBD) libero di esercitare le sue proprietà benefiche come antipsicotico e nella terapia del dolore – in parte diverse e meno incisive rispetto a quelle del THC in ambito terapeutico. La possibilità di contrastare un boicottaggio della canapa industriale avvenuto a metà Novecento per interessi economici e politici (dall’industria farmaceutica a quella tessile e del petrolio) e di acquistare in questi negozi infiorescenze con meno effetti collaterali di 10 gocce di Xanax, trovano la loro massima espressione in appuntamenti come Canapa Mundi. La quarta edizione della Fiera Internazionale della Canapa, oltre a ospitare una grande quantità di stand alimentari, dedicati alla coltivazione e a prodotti che coprono l’intero ed esteso arco di potenzialità della cannabis (con l’area hemp che sostiene in particolare le piccole realtà del settore), è ovviamente un’ottima occasione per informarsi attraverso panel e workshop ed esercitare il proprio diritto a un “consumo critico” in qualità di cittadini e, appunto, consumatori. Se siamo ancora lontani anni luce da ciò che sta avvenendo in Stati come il Canada o la California, è importante sapere che lo smantellamento, attraverso l’informazione e l’attivismo, di un atteggiamento proibizionista nei confronti della cannabis è in primo luogo un importante discorso culturale – oltre che politico ed economico – che riguarda tutti: non solo la sempre più ampia fascia di popolazione che ne ha bisogno per uso terapeutico, ma anche per la tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo. E un primo passo per esercitare il proprio diritto a un uso ricreativo consapevole della pianta. Di seguito il video della scorsa edizione della fiera: probabile che l’impeccabile signore over 60 al minuto 1:29 saprà convincervi più di mille altre parole.

Chiara Colli

Scritto da Alberto Asquini