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lun 24.03 2025

INNER_SPACES: Crucifixus, Simone Beneventi, Ars Discantica e Coro da Camera di Varese

Dove

Auditorium e Galleria San Fedele
Via U. Hoepli 3a/b, 20121 Milano

Quando

lunedì 24 marzo 2025
H 20:30

Quanto

€ 21/17

Contatti

Sito web

Ars Discantica

Nel moto perpetuo di ricerca della rassegna, siamo ormai alla terza stagione consecutiva in cui il giro di boa coincide con uno speciale appuntamento, che ha come cornice la Chiesa di San Fedele. Dopo Hieremias Propheta e Laus Angelorum, che hanno visto la partecipazione di due nomi del calibro di Nicholas Jaar e Christian Fennesz, questa volta è la Passione di Cristo il tema della sacra rappresentazione. 

L’esperienza del sacro è indissolubilmente legata allo sforzo compiuto dall’uomo per costruire un mondo che abbia un significato. È un elemento della struttura della coscienza, che trova linfa nelle varie religioni, letterali o metaforiche, che ciascuno di noi sceglie di perseguire nel corso della propria esistenza. In questo senso, la musica ci viene in aiuto come un medium unico e prezioso per guidarci al di là dell’ordinario, del terreno, del tangibile.

Ancora una volta, il tema della stagione in corso ‘Radici e Diramazioni’ è proposto con la coerenza e la minuziosità che da sempre contraddistinguono Inner Spaces: il percussionista Simone Beneventi, assieme al duo elettronico Ars Discantica e al Coro da Camera di Varese, costruiranno un dialogo in cui tradizione e innovazione dialogano e si arricchiscono a vicenda, trovando terreno comune nella vitalità propria dell’arte, che trascende la temporalità.

Nella parte introduttiva, centrali sono le risonanze: quelle del semantron, strumento liturgico che nella tradizione ortodossa funge simbolicamente da richiamo, alla fede e alla contemplazione; quelle del gong grave, e dunque quelle del dialogo elettronico. 

Si passa alla voce: il coro, diretto da Gabriele Conti, eseguirà il Miserere di Gregorio Allegri, uno dei massimi esempi di polifonia rinascimentale, considerato così sacro che qualsiasi esecuzione al di fuori della Cappella Sistina era punita dal Papa con la scomunica. La prima parte si chiude col Triodion di Arvo Pärt: un tessuto sonoro semplice, meditativo, che contraddistingue l’approccio dei ‘tintinnabuli’, maggiore espressione stilistica del compositore. 

Ritornano le percussioni e l’elettronica, in un intermezzo che conduce alla seconda parte. 

Crucifixus costruisce il suo microcosmo a partire dall’omonima opera di Antonio Lotti, maestro di cappella alla basilica di San Marco a Venezia. Tre versioni, a 6, a 8 e a 10 voci, e un unico verso, centrale nel tema della Passione: ‘Crucifixus etiam pro nobis sub Pontio Pilato passus et sepultus est’. Un climax di tensioni, dissonanze e stratificazioni vocali che caratterizza l’opera di Lotti. Un percorso che inizia adagio, disteso, per poi dedicarsi alla costruzione di un impasto sonoro sempre più ricco, complesso, articolato. Il pathos che contraddistingue il dramma e la liberazione del Cristo passa per contrasti sempre più forti, per voci che si rincorrono, sfuggono, si scontrano. Al culmine dell’opera, il tempo assume una dimensione tutta sua ed è continuamente disteso e compresso: un tempo che si fa ‘fuori dal tempo’. La morte di Cristo diventa un evento universale, in grado di coinvolgere l’umanità tutta. 

A conclusione del programma Summa, ulteriore esempio del minimalismo sacro di Part, e Christus factus est, uno degli esempi più toccanti della produzione sacra di Anton Bruckner, in grado di unire spiritualità e grandiosità armonica in una riflessione sul senso del sacrificio di Cristo. 

 

Scritto da Pietro Pascolini