Dal 6 al 29 maggio, a Bologna negli spazi del DAMSLab (piazzetta Pasolini 5/B), sarà ospitata “The Power City: Cyborg Dystopia” la mostra personale dell’artista e regista Marco Bolognesi nella sua città, con la curatela del Prof. Giacomo Manzoli e del Prof. Francesco Spampinato, nell’ambito della programmazione culturale de “La Soffitta 2026 – Bologna crocevia di culture” dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. L’inaugurazione è prevista per mercoledì 6 maggio alle ore 18.00 alla presenza di Bolognesi; a seguire alle 19.00, nell’auditorium del DAMSLab, la proiezione di “The Truth on Sendai City” il suo primo lungometraggio. A fine proiezione, incontro con il regista Marco Bolognesi insieme ai due curatori, Giacomo Manzoli e Francesco Spampinato, in dialogo con il critico cinematografico Roberto Chiesi.
Per la prima volta nel corso della sua ormai ultra ventennale carriera, Bolognesi sceglie di raccontarsi e lo fa in occasione di questo evento speciale a Bologna, su invito dell’Università dove lui stesso ha studiato. Tra i più innovativi sperimentatori italiani dei linguaggi espressivi digitali, senza però tralasciare la pittura, il disegno e la fotografia, Bolognesi è qui il protagonista di un progetto espositivo e multimediale che intreccia arti visive, cinema e immaginari fantascientifici.
In mostra il pubblico potrà entrare nell’universo immaginifico di Bolognesi attraverso una grande installazione interattiva posta al centro del percorso espositivo: un‘installazione di città futuribile costruita con materiali di recupero, al tempo stesso scultura ambientale e set dei suoi film d’animazione, che grazie alla realtà aumentata si anima trasformandosi in uno scenario narrativo dinamico e immersivo. Attorno a questo fulcro si sviluppa un percorso composto da modellini di astronavi ispirati all’estetica della fantascienza, del fumetto e del videogioco, da una selezione di disegni dedicati a cyborg e mutanti – figure sospese tra l’umano e l’artificiale – e da una serie di cortometraggi e video, realizzati dal 1994 ad oggi, che raccontano il processo creativo dell’artista, dove materia, immaginazione e animazione danno vita a una potente visione del futuro, tra inquietudine e possibilità creative.
Un percorso nella distopica produzione di Marco Bolognesi che prende forma tra postmoderno e cyberpunk, attraverso scenari distopici che riflettono sul rapporto tra uomo e macchina, sul confine tra realtà e simulazione e sugli sviluppi della manipolazione genetica. Al centro di questa ricerca emerge Sendai City, metropoli simbolica e città-mondo in cui ogni suo progetto fotografico, pittorico o di installazione, realizzato dal 2002 in poi, prende forma e attraverso cui interroga il destino dell’umanità, tra memoria storica, trasformazioni sociali e perdita dell’identità.
Scritto da LR