Attraverso rottami di organo, canne, valvole e sculture che si innestano nello spazio come estensioni di un unico corpo vibratile, il progetto riconfigura la mostra in una macchina-animale attraversata da fiati, battimenti e fischi. Tra soffio, percussione e pressione viene evocata un’esalazione profonda, una cospirazione che emerge dal sottosuolo: miasma di un macchinario affondato e rosicchiato delle nutrie, lamento funebre al roditore ignoto.
Scritto da LR