Short Theatre inaugura la sua ventunesima edizione nell’inusuale cornice dell’Orto Botanico, chiedendo al pubblico non di sedersi, ma di attraversare e vivere lo spazio. L’ingresso sarà unico e a capienza limitata: le performance non costituiranno compartimenti separati, ma presenze da incontrare lungo un flusso di serre, radure, sentieri, suoni e corpi, mentre il giorno lentamente si ritira dalla città. La scelta dello spazio ha qualcosa di straordinario. L’Orto affonda le proprie origini nel pomerium, il verziere voluto da Nicolò III all’interno dei giardini vaticani. Nel 1660 Alessandro VII destinò alla Sapienza un’area per la creazione di un orto universitario, mentre la sistemazione definitiva nel giardino di Palazzo Corsini risale al 1883. È un luogo stratificato, cresciuto tra ricerca scientifica, memorie di Cristina di Svezia e tracce delle antiche terme di Settimio Severo e Geta. Qui la vegetazione non sarà una scenografia: umidità, foglie, ombre e variazioni della luce diventeranno materia drammaturgica.
L’attraversamento comincerà dal pensiero, con Annalisa Metta e una riflessione sul selvatico e sul mostruoso nel paesaggio e nelle città. Le serre saranno poi percorse dai “climi sonori” di Oscar Ngu Atanga, artista camerunense che attinge a ritmi, frequenze e pratiche ancestrali, e dalla ricerca elettronica di Lemmo. Nella Serra Tropicale, Fedra Morini, Ilenia Romano, Michael Incarbone e Rhuena Bracci appariranno attraverso frammenti rituali e misteriose attività corporee: non una performance chiusa, ma una meteorologia di presenze intravista tra una cascata di piante.
Tra gli incontri più attesi c’è “Dance for Nothing (revisited)” di Eszter Salamon. La coreografa torna alla “Lecture on Nothing” di John Cage facendo coesistere voce e movimento, presenza e vuoto, memoria e trasformazione. La critica ha già riconosciuto nella sua ricerca la capacità di scomporre e ricomporre il linguaggio corporeo e quello del senso comune; una recente lettura della nuova versione ha evidenziato anche la sua densità concettuale e la sensazione di deriva prodotta nello spettatore. Non è una creazione che promette una seduzione immediata: chiede di sostare nell’incertezza, di ascoltare anche quando il significato sembra sfuggire. Nell’Orto, il “nulla” di Cage potrebbe però acquisire una nuova consistenza, mescolandosi al fruscio delle fronde e al respiro del pubblico.
A questa sottrazione risponderà l’energia di “DOWN (single version)” di Mélissa Guex e del batterista Clément Grin: una danza esplosiva, irragionevole e generosa, costruita come un groove collettivo che affonda, precipita e prova continuamente a rialzarsi. Industria Indipendente, con “QUIXOTE_a rose is not a rose”, affiderà invece ad Annamaria Ajmone la figura di una cavaliera “ultra-femmina”: una creatura del futuro che non combatte, ma immagina e trasfigura, muovendosi tra riscrittura queer, romanticismo impossibile e rose le cui spine diventano uno strumento del rifiuto e della difesa.
Il cuore più raccolto della serata potrebbe appartenere a “Naturale sconosciuto” di Mariangela Gualtieri. La sua voce si avvicinerà alle piante con gratitudine e sorpresa, interrogando i fiori, il desiderio e il mistero del vivente. L’Orto diventerà così un grande organo sensibile, un orecchio dentro la città attraverso il quale l’animale umano potrà tornare ad ascoltare l’enigma vegetale da cui proviene. Altrove, Vanasay Khamphommala offrirà una canzone a corpo nudo in cambio di un bicchiere, trasformando l’incontro con una persona alla volta in un rituale intimo, lento e delicato.
Per una sera l’Orto Botanico non sarà un rifugio dalla città, ma il luogo in cui Roma potrà ricordare di essere ancora fatta di terra, acqua, piante e buio. Short Theatre apre così la propria edizione senza alzare un sipario, nell’umidità del selvatico, lasciando che siano le foglie e gli spettatori a muoversi per primi.
PROGRAMMA
Dalle 18:00 | Serra Tropicale
Serra Tropicale: Fedra Morini, Ilenia Romano, Lemmo, Michael Incarbone, Rhuena Bracci
ambiente performativo
Dalle 18:00 | Serra Monumentale
Oscar Ngu Atanga
climi sonori
Dalle 20:00 | Serra Corsini
Vanasay Khamphommala/Lapsus chevelü – “Je te chante une chanson toute nue en échange d’un verre (Ti canto una canzone tutta nuda in cambio di un bicchiere)”
spettacolo/performance
18.00 | Arena Alberi
CLASSE: Annalisa Metta
saperi
18:50 | Arena Alberi
Industria Indipendente – “QUIXOTE_a rose is not a rose”
spettacolo
19:50 | Aranciera
Eszter Salamon – “Dance for Nothing (revisited)”
spettacolo
20:45 | Scala Monumentale
Mariangela Gualtieri/Teatro Valdoca – “Naturale sconosciuto”
rito sonoro
21:30 | Bar
Mélissa Guex – “DOWN (single version)”
spettacolo
Scritto da Andrea Di Corrado