Com’è bella Milano a settembre. Si torna a respirare, l’afa si attenua, resta addosso un po’ di abbronzatura e quella sensazione che tutto possa ricominciare con il ritmo giusto. È anche il momento in cui ripartono gli appuntamenti culturali in città e, tra i primi eventi della stagione, c’è Danae Festival che, giunto alla sua XXVIII edizione, ci regala un inizio anticipato con tre giorni, dall’8 al 10 settembre, di anteprima del festival (che, come sempre, sarà a fine ottobre). Inoltre quest’anno inaugura una nuova collaborazione con ADI Design Museum, che si fa palcoscenico per l’anteprima di settembre che anticipa alcune delle traiettorie della nuova edizione.
Il titolo è Rovina o degli amabili resti. Un’immagine che guarda alle rovine come a ciò che continua a resistere e che, proprio per questo, può essere abitato senza essere modificato. L’invito è a guardare oltre la perfezione del tempo presente, ad accoglierne ogni sfaccettatura e forma, e a leggerlo, in questo caso, attraverso performance, danza e ricerca artistica, capaci di restituire le fragilità e i margini del nostro contemporaneo.
Il programma presenta tre spettacoli e inizia martedì 8 settembre con Good Vibes Only (beta test) di Francesca Santamaria, una riflessione sul gesto compulsivo dello scrolling trasformato in una coreografia ironica e spietata sul nostro rapporto con smartphone, algoritmi e sovraccarico di immagini. Lo spettacolo attraversa i codici più diffusi dei social network, fino a mostrarne il lato più inquietante e straniante, quello che emerge dai meccanismi ripetitivi e ipnotici dei video online.
Mercoledì 9 settembre è la volta di AeReA del duo artistico Panzetti/Ticconi, una creazione che prende avvio da un oggetto simbolico: la bandiera. Privata di stemmi e riferimenti precisi, diventa materia di indagine sul concetto di appartenenza, sulle costruzioni collettive dell’identità e sulle implicazioni politiche che attraversano i segni.
L’ultimo appuntamento giovedì 10 settembre, è affidato a Falena di Elisa Sbaragli, un assolo interpretato da Alice Raffaelli, delicato e insieme profondamente fisico. Il lavoro mette al centro il corpo come strumento di trasformazione continua, sospeso tra desiderio e metamorfosi, in un processo di costante ridefinizione.
Tre appuntamenti per tornare in città e rivolgere già lo sguardo all’autunno della scena contemporanea che continua dal 27 ottobre all’11 novembre 2026 con Danae Festival.
Scritto da Francesca Rigato