Se siete ormai stanchi della retorica sul fascismo, se quella retorica la rigettate, ma da qualche parte dentro di voi sentite che ne avete anche bisogno, voglia, e sapete che vi fa comunque bene riesumarla per ricordarsi che no, quel mondo assurdo è finito ma ristagna ancora; se siete quindi stufi delle parole grevi del Ventennio, forse quello che vi ci vuole è un po’ di retorica futurista, così per variare leggermente sul tema.
Forse quello che vi ci vuole è il nuovo spettacolo che Elvira Frosini e Daniele Timpano hanno confezionato, e si chiama, facendo riferimento al Primo Manifesto Futurista del 1909, “Disprezzo della donna”. Si tratta di uno spettacolo anti-futurista, anti anti-femminista, e che, più in generale, contiene molte tracce di nazionalismo, omofobia, epopulismo per poter mostrare la vera faccia di quel tempo che fu e anche del tempo che è. Se amate il teatro forsennato di Frosini e Timpano, se amate il teatro forsennato, o se amate il forsennato tout court, a Roma debutteranno il prossimo 26 e 27 novembre al Teatro Quarticciolo.
Scritto da Marina Zucchelli