sab 18.06 2016 – dom 03.07 2016

Christo - "The Floating Piers"

Dove

Lago d'Iseo
Sulzano

Quando

sabato 18 giugno 2016 – domenica 03 luglio 2016

Quanto

free

Il treno regionale Brescia-Iseo-Edolo ha un solo binario, tuttavia pare il metodo migliore (o quantomeno più economico) per raggiungere l’opera miracolosa di Christo. Dunque armatevi di tanta pazienza, ne vale la pena: difficilmente vi ricapiterà di poter attraversare un lago camminando sulle acque, anche se già impazzano i suggerimenti-meme all’artista bulgaro. I più informati la chiamano land art, e cioè arte del paesaggio: se la analizziamo da questo punto di vista, The Floating Piers è una bomba. Non basta osservare le foto sui social e in prima pagina su tutti i quotidiani del mondo (il Lago d’Iseo ne gioverà di turismo internazionale per anni), bisogna andare di persona per rendersi conto di quanto sia figa questa passerella arancione sull’azzurro/blu del lago e il verde delle montagne.

Un'idea di Polline Art
Un’idea di Polline Art

Ma è il lato ludico ad avermi colpito di più: è divertente camminare a piedi nudi mentre le onde del lago ti massaggiano i piedi e sentendosi come in barca senza essere in barca; è divertente essere un’opera d’arte e passeggiare troppo vicino all’acqua facendosi richiamare dai fin troppo pazienti bagnini-assistenti e sognando di buttarsi nel lago urlando «io sono Cristo!»; è divertente vedere migliaia di persone che sorridono e si abbracciano e si fanno selfie con stick enormi che finiranno molto presto nel cimitero delle fotografie dimenticate.

Se c'è troppa gente si può sempre andare a Venezia © Cesare Bozzetti
Se c’è troppa gente si può sempre andare a Venezia © Cesare Bozzetti

Rimangono due altre grandi questioni: per chi e perché.
È facile rispondere alla prima. Per chi? Per tutti. Mi ha stupito e mi continua a stupire questo grande interesse per l’arte: non eravamo solo un popolo di ignoranti interessati solo ai programmi televisivi beceri, al gossip e ai consumi?
Ed eccoci alla domanda delle domande: perché?

Una vignetta a cura di Regresso
Una vignetta a cura di Regresso

Questa è più difficile e temo di non avere le basi artistiche culturali e teologiche per rispondere.
Mentre aspettavo il treno del ritorno ho pensato che la passerella è la metafora della nostra vita instabile e ricca di emozioni e occasioni. Che la nascita equivale alla morte. Che siamo parte di qualcosa che ci sopravviverà per sempre, in qualsiasi forma. Che divertirsi è giusto.
Non avrai altro binario al di fuori di me.

Scritto da Simone Muzza