lun 27.03 2017 – sab 15.04 2017

Outer Space

Dove

FuturDome
Via Paisiello 6, Milano

Quando

lunedì 27 marzo 2017 – sabato 15 aprile 2017

Quanto

free

Come, in grande, è avvenuto qualche giorno fa sempre a Milano per Studi Festival, e in piccolo all’Edicola Radetzky, così avviene anche qua al FuturDome, in un progetto di Ginevra Bria: una mostra di mostre, una mostra che catalizza l’energia e la ricerca di spazi non istituzionali. Un progetto, questo al FuturDome, di triplice valorizzazione: del palazzo rinnovato da Atto Belloli Ardessi, del lavoro degli spazi indipendenti o project spaces chiamati a collaborare, e degli artisti che questi ultimi espongono.

Nell’impossibilità di preannunciare tutte le mostre che apriranno negli spazi affacciati sul cortile di Via Paisiello 6, vi offriamo una panoramica dei 10 spazi invitati, per capire chi sono e come lavorano.

CurrentMilano
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Normalmente quando si percorre quello stradone grigio che è via Sant’Agnese non si fa neanche caso all’insenatura che si apre all’improvviso tra le mura compatte. E invece, girando il collo, si nota prima un vuoto e poi una chiazza verde – o, nel migliore dei casi, fiorita: una presenza arborea, per la precisione un oleandro. Se è giorno di opening c’è anche della gente, visitatori di questo spazio aperto nel marzo 2016 da Alessandro Azzoni, Ruben De Sousa, Tania Fiaccadori, Carlo Miele, Francesco Pieraccini e Marcella Toscani, un misto di curatori e artisti da poco usciti dalla Naba e da Brera. Dei ragazzi fortunati, perché hanno avuto la possibilità di fare rivivere all’arte i volumi che hanno ospitato la storica galleria D’Ars, con la vetrata affacciata sui rami, il pavimento nero e le volte bianche. Fino ad ora abbiamo visto mostre curatissime, raffinate, colte, da Bahamut? a Perfect Escapism. (LT)

T-Space – Milano
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Quando si cerca il sito web di t-space si leggono inizialmente due realtà: “spazio espositivo” e “studio fotografico”. Questo è il punto di partenza per comprendere che T-space – situato tra Precotto e Villa San Giovanni, sotto la ormai cool NOLO – è a metà strada tra l’artist run space e un laboratorio di ricerca curatoriale. T-space è infatti lo studio fotografico di Rui Wu e Giulia Spreafico che condividono alcune stanze, che mutano ad ogni mostra o progetto, con tre curatrici: Elena D’Angelo, Gloria Paolini e Alberta Romano. Questo team dal 2016 porta avanti un progetto di mostre nel panorama del contemporaneo di artisti della loro generazione – tra i 25 e i 35 anni – attraverso ricerca, studio e ironia. Le mostre sono strutturate ogni volta cambiando un po’ lo spazio, come nel caso di Exhibition of the year 2016 dove Lorenzo Kamerlengo, Alessandro Moroni e Luca Loreti hanno lavorato su diverse tematiche tra cui l’utilizzo del colore Pantone dell’anno; o This will fix you, la personale di Lucia Cristiani. Per ogni mostra viene realizzato un catalogo di supporto dall’artista (o dal curatore) con grande attenzione allo stile e alla grafica super contemporanea. Lo spazio è anche sede di una residenza d’artista e il primo invitato è stato Marco Bazzini. (Rossella Farinotti)

Le Dictateur Milano
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Le Dictateur come progetto editoriale nasce nel 2006 sotto la guida del graphic designer e art director Federico Pepe. Nel 2009 Pepe insieme a Pierpaolo Ferrari (con la presenza, mai ufficializzata, di Maurizio Cattelan) apre il mitico spazio con vetrina su strada in via Nino Bixio, quello con la grande scritta dipinta in letterone bianche leggibile sulla claire quando è abbassata. L’ultimo step è del 2012, quando le Dictateur diventa anche casa editrice. Dopo una breve pausa lo spazio si trasferisce all’interno del Futurdome, nel febbraio 2017

Tile Project Space (Milano)
Tile-Project-Space-Milano-2014-foto-Luca-Condorelli
Quando a Milano hanno iniziato a proliferare nuovi spazi indipendenti fondati e gestiti da giovani curatori o artisti è nato Tile project Space, tra i primi. Come da rigore per i luoghi indipendenti, lo spazio – che nel nome indica proprio quella “tile” che caratterizza a stanza tutta bianca fatto da lucide piastrelle, appunto – è leggermente seminterrato e non si trova in una zona centrale, ma sulla circonvallazione esterna milanese. Trattasi infatti di un ex laboratorio che, nel maggio del 2014, è stato ripreso da Roberta Mansueto, Caterina Molteni e Denise Solenghi, ai tempi appena uscite dal biennio specialistico di Visual Cultures e pratiche curatoriali dell’Accademia di Brera. Da allora le tre ragazze hanno invitato artisti attivi nel panorama del contemporaneo della loro generazione – da Federico Tosi a Michele Gabriele, da Elia Gobbi con Simona Squadrito a Giovanni Oberti, da Derek di Fabio a Lucia Leuci o Giulia Cenci – a confrontarsi con lo spazio bianco e asettico di Tile, creando ogni volta una fanzina di documentazione e ricerca insieme all’autore. Caterina, Denise e Roberta oggi lavorano in luoghi differenti, ma l’attività di Tile è sempre assidua. (RF)

MEGA – Milano

MEGA a Piazza Vetra. Foto Delfino Sisto Legnani
MEGA a Piazza Vetra. Foto Delfino Sisto Legnani
MEGA è composto da un fotografo d’arte e architettura (Delfino Sisto Legnani), da una fotografa che poi è diventata anche editrice di libri d’arte (Giovanna Silva) e da un curatore e critico d’arte, Davide Giannella, che da sempre cerca di relazionare la ricerca artistica con altri ambiti del panorama contemporaneo. L’obiettivo principale è quello di dare spazio a progetti di difficile collocazione, come Unghia di Diego Perrone e Andrea Sala, la mostra di esordio, o le successive di Nathalie du Pasquier, Gianni Pettena e Ramak Fazel. (LT)

Gelateria Sogni di GhiaccioBologna
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Dietro il suggestivo nome di questo piccolo spazio no-profit che accoglie soprattutto giovani artisti e curatori, c’è tutta la buona volontà di Filippo Marzocchi, Mattia Pajè e Marco Casella, ex studenti di Belle Arti con l’interesse nei nuovi linguaggi del contemporaneo e reduci dalla direzione artistica semestrale di LOCALEDUE. Gelateria Sogni di Ghiaccio nei suoi 80 mq accoglie due aree distinte: una dedicata allo studio, al lavoro e alla ricerca artistica, e un’altra dedicata all’esposizione, alla collaborazione, alla discussione e alla condivisione.

Site Specific- Scicli
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Il più lontano di tutti, Site Specific è un collettivo nato per creare progetti nel tessuto urbano di Scicli. Collaborando anche con le istituzioni locali, Site Specific è riuscito negli anni a catalizzare artisti, opere, performance nei luoghi più straordinari della città, dalla chiesa di Santa Maria della Misericordia al Mulino di San Nicolò al suo giardino, trasformati in luoghi di scambio, passaggio, riflessione culturale. Un’alternativa grandiosa agli eventi rivolti esclusivamente al turismo.

Almanac – Torino
Almanac ha una doppia sede: la prima in ordine cronologico è quella di Londra, fondata da Astrid Korporaal, Francesca von Zedtwitz-Arnim e Guido Santandrea nel 2013. Raramente si osserva un’attività così indefessa in uno spazio indipendente, con più di dieci mostre all’anno, per lo più monografiche. Un anno dopo apre anche a Torino – Almanac Inn – e trova persino i finanziamenti della Fondazione CRT, intraprendendo un imponente programma di residenze, scambi internazionali e promozione delle attività dei giovani artisti. La gestione è di Guido Santandrea e Jeremy Waterfield.

Treti Galaxie Torino
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«Se il mondo dovesse finire e l’umanità dovesse scomparire domani, questa persona continuerebbe a fare quello sta facendo? Una risposta affermativa è il primo passo per iniziare un dialogo che poi porta ad una mostra». Questo è il monito e l’approccio dei fondatori di Treti Galaxie quando parlano del lavoro di un artista. Non si tratta di un progetto curatoriale, né artistico. È l’uno e l’altro insieme. Treti Galaxie nasce nel 2016 con l’intento di creare un contesto diverso e speciale per l’artista scelto a collaborare. Questa società è stata fondata a Torino da Matteo Mottin e Ramona Ponzini che provengono da studi e formazioni assolutamente diversi: specializzato in ingegneria meccanica e dei materiali lui, ed esperta di giapponese e musica noise, lei. A queste due figure che nella realtà di “Treti” svolgono il ruolo curatoriale, si è aggiunto Sandro Mori, responsabile della parte finanziaria del progetto. Loro tre sviluppano progetti “matti” in luoghi diversi e sperimentali nella città di Torino: Valerio Nicolai ha inaugurato con una personale con uccellini che volavano liberi nella stanza; durante Artissima 2016 la mostra – visibile da una persona solamente, dopo l’estrazione di un biglietto (d’oro) vincente – di Alvaro Urbano sulla cima della Mole Antonelliana; o, ancora un tributo a Giorgione e Tiziano da parte di Michele Gabriele e Alessandro Di Pietro presso lo spazio di Barriera. La passione e il rispetto per l’opera artistica ha portato il trio di Treti Galaxie a occuparsi anche di art advisory. La tendenza è quella di collaborare con artisti della loro generazione, con aperture come la presenza di Kenneth Goldsmith durante il progetto sviluppato a Milano, presso Futuredome, durante Miart 2017.(RF)

Ultrastudio – Pescara
ultrastudio
ULTRASTUDIO è il coraggioso artist run space di Pescara nato nel 2012 in un capannone industriale. Partito come luogo di co-working dal 2015, è divenuto di fatto un “incubatore creativo”, diretto e vissuto da artisti. Coraggioso perché si trova in una città assolutamente non sotto i riflettori dell’arte contemporanea come Milano, Torino o Napoli, e perché, oltre a sviluppare un ruolo di artist run space, è anche sede di un progetto di residenze d’artista internazionali e italiani che si chiama “Guest”. Artisti come Jonathan Vivacqua, Vincenzo Simone, o Ricardo Passaporte sono stati invitati a sviluppare progetti site specific all’interno di una delle “stanze” del grande, ultra “studio” di cui fanno parte Gioia Di Girolamo (Bianconiglio), Ivan Divanto, Matteo Liberi, Giovanni Paolo Fedele, Rashid Uri e Maurizio Vicerè (VICE). (RF)

Inaugurazione 27 marzo h. 18.

Scritto da Lucia Tozzi