gio 13.09 2018 – mar 13.11 2018

Moving Worlds II

Dove

Podbielski Contemporary
Via Vincenzo Monti 12, Milano

Quando

giovedì 13 settembre 2018 – martedì 13 novembre 2018

Quanto

free

Foto di Francesco Jodice

La fotografia, attraverso l’evidenza visiva, documenta i paesaggi sociali, lotta per i diritti umani e testimonia le rivoluzioni politiche e culturali. Se la nostra società vuole rinascere e trovare un terreno comune per la crescita e l’evoluzione verso il futuro, le arti possono e devono svolgere un ruolo centrale. Il mezzo fotografico, nello specifico, ha sempre avuto una posizione particolarmente significativa nella registrazione di conflitti politici, guerre, tragedie e scontri e rappresenta il linguaggio democratico dei nostri tempi, una potente forma di espressione visiva, accessibile a tutti. Al giorno d’oggi, di fronte a divisioni radicali, si percepisce sempre più la necessità di un ascolto attivo e di un dialogo produttivo. Quando Pierre André Podbielski, intellettuale raffinato, ha fondato Podbielski Contemporary nel gennaio 2011, nel cuore di Berlino, a Mitte, la mostra di apertura Moving Worlds è stata una forte dichiarazione d’intenti. L’obiettivo principale del progetto, come quello dell’attività della sua galleria da quel momento in avanti, è stato quello di documentare le questioni politiche e geopolitiche da un punto di vista artistico. Alla mostra hanno partecipato artisti come Yael Bartana, Adrian Paci, Paola Yacoub, Lidwien van de Ven e Danica Dakic ed è stata introdotta da un saggio di Griselda Pollock. Dopo sette anni, la galleria torna a Milano in una nuova sede nel centro storico e fonde attività artistiche con la ricerca accademica, talks, performance, conferenze e proiezioni. Un nuovo punto di riferimento a Milano per la fotografia, una piattaforma aperta alla discussione e all’approfondimento, che inaugura con la prosecuzione del progetto curatoriale avviato nella capitale tedesca. Moving Worlds II propone una doppia interpretazione degli spazi geopolitici e psicologici che rispecchiano la rapidità dei cambiamenti e delle sfide del mondo che ci circonda. Uno sguardo dal Myanmar al Camerun, dal Vietnam ad Israele, che incontra temi come la clandestinità, nelle opere di Agnese Purgatorio, l’Iran di Shadi Ghadirian, la Berlino delle fotografie dell’artista israeliana Noga Shtainer, la Corea nel lavoro di Seoung Won Won, insieme agli interventi di Leonora Hamill, Francesco Jodice, Thomas Jorion, Andréas Lang, Ohad Matalon, Beatrice Minda, Hrair Sarkissian, Dubravka Vidovic e Yuval Yairi. Poeti visivi capaci di ispiraci con opere sullo splendore struggente del nostro pianeta e dei suoi diversi abitanti ci parlano delle nostre lotte verso la crescita, ci illuminano con immagini che, per quanto sconvenienti o spaventose, riflettono la nostra identità e la nostra eredità e ci aiutano ad abbracciare il profondo paradosso dell’essere umano. Moving Worlds II, che segna la prima mostra della nuova galleria, offre un’immersione in una vasta gamma di artisti che rappresenta la situazione geopolitica del Medio Oriente, dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa in una visione transculturale. Una collezione di immagini che condensano e definiscono un periodo e rimangono nella memoria di una generazione, fotografie che indirizzano la nostra attenzione verso un problema. La mostra indaga così un’interessante prospettiva per cambiare, fare la differenza ed espandere il campo visivo, un momento collettivo per ridefinire la diversità nella creatività attraverso esplorazioni critiche della fotografia e del cambiamento sociale per scuotere la comunità dall’indifferenza.

Scritto da Gianmaria Biancuzzi