gio 15.11 2018

Samuel Beckett: Fin de Partie

Dove

Teatro alla Scala
Via Filodrammatici 2, 20121 Milano

Chi

  • György Kurtág

Quando

giovedì 15 novembre 2018
H 20:00

Quanto

€ 150/75/57

Contatti

Sito web

Organizzatore

Milano Musica

Foto di Andrea Angeli

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  • Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit (Actus Tragicus), BWV 106

    György Kurtág

  • Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit, BWV 106 (Arr. G. Kurtag for Piano Duo)

    György Kurtág

  • Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit, BWV 106 (arr. by G. Kurtag)

    György Kurtág

Courtesy of Spotify™

Ci troviamo davanti a quello che probabilmente è il più importante spettacolo dell’anno in tutto il mondo. Già questo dovrebbe bastare a far scattare code infinite davanti al Teatro alla Scala – e in effetti per questa prima mondiale firmata da Milano Musica c’è da tempo una certa attesa. “Samuel Beckett: Fin de Partie” è la prima opera del più grande musicista vivente del Novecento: György Kurtág, compositore novantaduenne dalla produzione limitatissima. Beckett è stato il nume tutelare di Kurtág e “Fin de Partie” il suo primo incontro nella terra promessa parigina dopo la fuga dall’Ungheria.

Il gioco a scacchi tra Hamm e il suo servo Clov (uno non cammina, l’altro non si può sedere) è una riflessione finale piena di rabbia e di impotenza, una lotta contro la morte e contro la vita in un luogo immaginario fatto di nulla, un nulla riempito dal dolore. Kurtág ha lavorato meticolosamente per anni a quest’opera, quasi fosse una sua autobiografia. Rimandata almeno per quattro cartelloni, il compositore ungherese ci invita finalmente a entrare nella sua creazione più intima che ha curato personalmente con il direttore Markus Stenz, i quattro cantanti e il grande regista Pierre Audi. Un atto solo, un sentiero della durata di due ore che ci farà scendere nel nostro personale abisso. Milano Musica quest’anno è dedicata a Kurtág e farà perno attorno all’opera. Per chi volesse vedere anche la versione teatrale originale di Beckett, il Piccolo ce ne offre la possibilità negli stessi giorni.

Scritto da Alberto Bottalico

Contenuto pubblicato su ZeroMilano - 2018-11-01