mer 14.11 2018

Andrea Martinucci - Glory Black Hole

Dove

Dimora Artica
Via Matteo Maria Boiardo 11, 20127 Milano

Quando

mercoledì 14 novembre 2018
H 18:30

Quanto

free

Non è un peep show quello a cui siamo invitati da Dimora Artica. Peccato, si, però qualcosa da spiare c’è. Andrea Martinucci fa riflettere lo spettatore su una tematica che gli è cara, dove il reale e non reale non coincidono più, non sono più l’opposto l’uno dell’altro, l’antitesi, il dubbio platonico …. Per l’artista romano la realtà non è poi così importante da scoprire, da valutare. Non si danno giudizi. Ciò che conta è la scelta del soggetto ri-trattato sulle tele che ha intitolato .jpeg dove rielabora immagini scovate in internet attraverso la pittura, coprendone dettagli e significati, trasformandoli in qualcosa di puramente estetico, celebrativo, ludico. “Il lavoro di Andrea Martinucci (1991, Roma) si trova qui, nella metropoli chiamata Realismo Speculativo, luogo in cui elementi del reale vengono combinati attraverso l’uso di meccanismi narrativi speculativi. È la stessa città dove coabitano, seppur in diversi quartieri, artisti come Björk, Jesse Darling, Marguerite Humeau, Lawrence Lek, Alessandro Michele, Hardeep Pandhal e molti altri” scrive Claudia Contu, curatrice della mostra nello spazio indipendente milanese che mette in scena un progetto speciale di Martinucci in collaborazione con la sua gallerista Renata Fabbri. Quel “black hole” del titolo è un luogo oscuro: dove ogni immagine caotica, in movimento, irreale, brutta, bella … è catapultata come in una centrifuga che l’artista rielabora in un fittizio scenario personale. Al primo piano di Dimora Artica, Andrea sviluppa un percorso di rimando al virtuale, costituito dalle tele della serie .jpeg, in dialogo con una tenda con una scritta: Bliss, che riprende il wallpaper di Windows XP. Digitale, reale, falso, fittizio, simulacro … se “la nostra cultura del senso crolla sotto l’eccesso di senso, la cultura della realtà crolla sotto l’eccesso di realtà, la cultura dell’informazione crolla sotto l’eccesso di informazione (Baudrillard, Il delitto perfetto, 1995) allora siamo spacciati, se i buoni valori non sono più tangibili. Eccesso di immagini: anche Maurizio Cattelan di sveglia la mattina e colleziona immagini e, sul suo instagram, ce ne restituisce una alla volta. Come in un peep show, appunto. E se quel “try me” scelto come immagine per la comunicazione di Glory Black Hole, rimanda un po’ alle funzioni dei dispositivi della mostra Spectacula che Antonio Barletta ha realizzato lo scorso anno per GAFFdabasso, allora il gioco del sipario a Dimora Artica ci stuzzica, e vogliamo andare a svelarlo.

Scritto da Rossella Farinotti