gio 18.04 2019

AJ Tracey

Dove

Arci Ohibò
via Benaco 1, 20139 Milano

Quando

giovedì 18 aprile 2019
H 22:00

Quanto

€ 12 con tess. Arci

L’Inghilterra della Brexit da qualche anno vive uno dei periodi musicalmente più prolifici degli ultimi tempi anni – e non solo in ambito elettronico. Parte dei meriti vanno a giovanissimi MC e produttori rap che hanno conquistato le classifiche e i cartelloni dei grandi festival britannici con sonorità molto meno facili della trap. Per semplificare spesso si parla di “grime”, per legarne l’evoluzione al movimento underground britannico che ha unito UK garage, jungle e dancehall.

Ma accanto ai più noti esponenti del genere come Skepta, JME e Stormzy, nelle periferie di Londra e delle altre metropoli inglesi si sono sviluppati diversi filoni, tra cui la UK drill in risposta alla drill di Chicago. La differenza? Quella inglese non ha autotune, è altrettanto sporca e a tratti cacofonica, ma prende in prestito i bassi perforanti e le ritmiche spezzate della grime degli albori. Il suo epicentro è uno dei district più multietnici di South London, Brixton, e AJ Tracey, venticinquenne, è uno degli artisti politicamente più impegnati di un filone spesso accostato (soprattutto dalla stampa conservatrice) a gang, degrado e criminalità da strada.

Figlio di un rapper del Trinidad e di una dj jungle gallese, AJ Tracey ha realizzato cinque EP e due mixtape in cinque anni, con il suo omonimo album d’esordio uscito a febbraio è arrivato terzo in classifica, ma non rinuncia a schierarsi. Sostenitore di Jeremy Corbyn, non smette di mandare messaggi anti-Brexit e anti-May e a credere in un governo laburista in grado di dare una speranza ai sogni di una generazione cosmopolita, integrata e fieramente britannica che sta dando un nuovo respiro, fresco, innovativo e sperimentale alla musica europea.

Scritto da Piero Merola

Contenuto pubblicato su ZeroMilano - 2019-04-16