dom 07.07 2019

Oliver Stone introduce The Doors in Piazza Maggiore

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domenica 07 luglio 2019
H 21:45

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L’altro nome caldo del cinema estivo in Piazza Maggiore è il regista americano Oliver Stone, che salirà sul crescentone per introdurre The Doors, documentario sull’iconico leader della band di Jim Morrison, girato a vent’anni dalla sua morte. Un omaggio che parte sabato 6 luglio con la proiezione di Wall Street.

“Jim Morrison – racconta il regista – per me è più di un musicista di talento. È una figura culturale dionisiaca, un’icona, un poeta, un formidabile poeta. Penso sia stato frainteso. Quel che è interessante del film, a ben vedere, è che fornisce una cronologia. Le canzoni appaiono in ordine cronologico e cambiano nel corso della breve ma intensa carriera di Morrison. Le canzoni rappresentano il suo stato d’animo dominante in ciascun capitolo. […] La sceneggiatura di The Doors è stata sempre problematica, anche mentre lo stavamo girando, ma la musica ha contribuito a darle unità. L’ho riscritta nell’estate del 1989 a Santa Barbara, più come un poema sinfonico che come una normale sceneggiatura. Il concetto era che il filo esistenziale di Morrison è sempre stato presente nei suoi testi. Ho scelto le canzoni adatte e ho composto ciascuna parte del film in modo che il suo stato d’animo fosse in sintonia con la canzone. Era una specie di musical; tanto che ho deciso di girarlo al posto di Evita, lungamente progettato. Le motivazioni dei personaggi per qualcuno erano opache, per altri erano più chiare. Io mi sono affidato ai testi per raccontare la sua storia. Ho cercato di non infilare le mie razionalizzazioni tra noi e le canzoni, di non cercare motivazioni a tutti i costi.
Morrison, che non fu mai completamente una figura ‘di massa’ e non ebbe mai la fama di un Elvis, si considerava uno sciamano: ascoltava uno stato interiore che elaborava in forma poetica per la tribù. Uno sciamano deve essere in contatto con la terra, con il cielo, con le forze divine. Ma Jim, smussando la propria intensità, si vedeva anche come un clown; la maggior parte dei testimoni ne ricorda la dolcezza, l’intelligenza e naturalmente il talento. Eppure pochi capiscono quanto abbia veramente realizzato nella sua breve vita. Preferisco pensarlo come un santo stolto, un bastian contrario nella nostra tribù. Lunga vita a quelli come lui. […] Jim Morrison era un uomo che aveva intrapreso una ricerca solenne, incorniciata dalla morte. Per lui il successo della rockstar non sarebbe mai stato sufficiente. Era un mutante, il dio di se stesso, alla ricerca dei propri sogni e in fuga dalle proprie furie. Ha compiuto la sua missione nel mondo”.

Scritto da L.R.