mer 11.09 2019 – gio 28.11 2019

In My Dream I Was In Kuwait

Dove

Scoletta dei Tiraoro e Battioro
Salizada San Stae (Santa Croce) 1980, 30135 Venezia

Quando

mercoledì 11 settembre 2019 – giovedì 28 novembre 2019

Quanto

free

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Fino al 28 novembre sono in mostra le opere Ahmed Muqeem (nato e residente in Kuwait), Khaled al Najdi (nato e residente in Kuwait) e Naseer Behbehani (nato a Washington DC, USA e residente in Kuwait). L’esposizione è curata da Francesca Giubilei e Luca Berta di VeniceArtFactory, nell’ambito di un programma ideato dal Centro Culturale Sheikh Abdullah Al Salem che propone agli artisti un affiancamento con i maestri artigiani veneziani, tra i quali la Tessitura Bevilacqua, l’artista e maestro vetraio Leonardo Cimolin, l’artista concettuale Silvano Rubino e Veronica Green, giovane pittrice neozelandese di nascita e veneziana d’adozione. Gli artisti kuwaitiani collaboreranno anche nei laboratori didattici di modern style alla vetreria Simone Cenedese e il laboratorio di incisione Doppio Fondo. Gli artisti veneziani che partecipano al programma Heart of Culture saranno poi invitati a tenere dei workshop e ad esporre le loro opere al Centro Culturale Sheikh Abdullah Al Salem nel 2020.

Ecco l’identikit degli artist in mostra.

Ahmed Muqeem, pittore, crea immagini realistiche di persone e oggetti. Ritrae leader politici, attori ed eventi che sono significativi sia per il Kuwait sia per altre regioni. Tra le opere in mostra dell’artista, dipinti a olio risalenti al 2013, che ritraggono aeroporti e compagnie aeree kuwaitiani, e ancora ritratti su carta di alcuni sovrani del Kuwait, eseguiti nel 2017, utilizzando carboncino bianco e nero, matita nera e pastello bianco.

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Khaled Alnajdi, inizia a dipingere nel 2016 e indaga i meandri cognitivi e le altalene emotive che si sviluppano in ognuno di noi, trasponendole su tela. Le quattro opere esposte in questa mostra, realizzate fra il 2016 e il 2017, con carboncino, acrilico e pastelli a olio, ritraggono la personificazione di stati emotivi negativi, quali tristezza, devianza, conflitti, biasimo, ansia, infelicità, insoddisfazione e instabilità, permettendo all’artista di riflettere la propria prospettiva sul mondo e lo stato psichico dei suoi abitanti.

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Naseer Behbehani inizia la sua carriera fotografica nel 2006 dopo aver sperimentato nuove tecniche oltre al disegno. Behbehani vede nella fotografia il miglior metodo per esprimere le emozioni e catturare gli elementi che ci definiscono e ci identificano come persone. L’uso che l’artista fa del colore e delle tecniche di editing, invita a riflettere sul senso di autoaffermazione dei quattro soggetti ritratti, fra i quali anche la figlia.

Scritto da L.R.