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lun 26.04 2021 – gio 03.06 2021

Matthew Brannon, "Cold Shoulders / Foreign Affairs / Seafood Dinners / Power Vacuums / and The Last Gate at the End of a Very Long Terminal"

Dove

⟶ Giò Marconi
Via Tadino 15/20, Milano

Quando

lunedì 26 aprile 2021 – giovedì 03 giugno 2021

Quanto

free

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Uno stile particolare e unico quello di Matthew  Brannon che, fino al 3 giugno 2021, è protagonista con la sua terza personale alla Giò Marconi di Milano. 

“Cold  Shoulders / Foreign Affairs / Seafood  Dinners / Power  Vacuums  / and The Last Gate at the End of a Very  Long  Terminal” è il titolo dell’esposizione che l’artista ha realizzato nel corso di questo anno “surreale”. “Ho immaginato un aereo sospeso a mezz’aria sopra una città in un qualche momento  durante  il  secolo  scorso.  – Spiega Brannon: Leggero  come  una  piuma,  pesante come una balena. Ogni opera mostra il sedile di un passeggero invisibile. È il  set  di  una  produzione  teatrale  dopo  che  lo  spettacolo  è  finito.  È quel momento  in cui ti svegli appena prima di ricordarti  tutto  quello  che devi fare. È il centro  di un libro  che ho scritto molto  tempo  fa. È uno  spazio  in cui  puoi  entrare.  Il mondo  fluttuante”.

Classe 1971, originario dell’Idaho,  Brannon, scrittore e artista,  vive e lavora a New York. Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti di numerosi musei: the Museum of Modern Art, New York; Whitney Museum of American Art, New York; Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles; Hammer Museum, Los Angeles; Denver Art Museum, Denver; Albright-Knox Art Gallery, Buffalo; DESTE Foundation for Contemporary Art, Atene; Museo Madre, Napoli. Brannon è molto conosciuto soprattutto per il suo approccio alle tecniche di stampa.  Lavora, infatti,  principalmente con la serigrafia e la tipografia. La  sensibilità  letteraria,  l’arguzia,  l’uso giocoso  del linguaggio  e il fascino per la psicoanalisi  sono stati a lungo gli elementi chiave del suo lavoro. 

Da scultura e pittura  a installazione e video: l’artista tratta ogni mezzo espressivo con la massima precisione  e con uno straordinario  senso del dettaglio. La mostra di Brannon in galleria riguarda il concetto  di viaggio e il passare del tempo. Da quando  il mondo  si è fermato  all’inizio  del 2020 e le chiusure  globali hanno tenuto le persone a casa, l‘idea di viaggiare liberamente è diventata quasi un’ossessione. In sala sono  in mostra  gli interni  degli  aerei dai colori  vivaci:  un’opera  di grandi  dimensioni  sulla  parete  di  fondo  mostra  la  cabina  di  pilotaggio dell’aereo,  mentre  opere  di  medie  dimensioni  su  ciascuna  delle  pareti laterali raffigurano diverse file di sedili. Ogni pezzo da solo non è solo un’opera d’arte bidimensionale,  ma evoca un racconto  breve con un titolo stravagante e una trama accuratamente delineata.  Tutte le opere combinate  sembrano  capitoli  diversi di un diario di  viaggio.  L’abilità  di  Matthew  Brannon  nel  tradurre  le  opere  d’arte  in storie  ricche  di  dettagli  è  visibile  all’interno  della  mostra.  I  confini  tra immagine e narrazione sono sottili.

Scritto da La Redazione