ven 15.10 2021

Sublime Frequencies: Alan Bishop & Hisham Mayet

Dove

MACRO
Via Nizza 138, 00198 Roma

Quando

venerdì 15 ottobre 2021
H 19:00

Quanto

free

Organizzatore

Musica da Camera

Spesso il termine world music è stato associato ad “exploitation”. Assioma fuori luogo quando pensiamo alla Sublime Frequencies di Hisham Mayet (ardito collezionista musicale e viaggiatore trans globale) e Alan Bishop (altro nomade per antonomasia, prima coinvolto nei fondamentali Sun City Girls e successivamente intestatario di altrettante avvincenti sigle neo-psichedeliche come Invisible Hands e The Dwarfs Of East Agouza). Nasce a Seattle, nel Northwest, Sublime Frequencies, ma forse è solo una casualità o un cavillo geo-politico: il loro quartiere generale potrebbe materializzarsi in un luogo x del globo terracqueo nell’immediato. Una creatura multiforme più che un’impresa dai loschi fini commerciali, la voglia di smarcarsi presto dalle convenzioni mercantili, fornendo più di uno spunto ai voraci ricercatori di musiche del mondo. Precursori, invero.

Prima che Jovanotti scoprisse Bombino, quel fenomenale chitarrista debuttava proprio nel 2009 per l’emerita label con “Guitars From Agadez Vol.2”. E prima che Four Tet e una manciata di dubbi hipster scoprisse Omar Souleyman fu proprio Sublime Frequencies a riscattarlo dalla pratica – comunque redditizia – dei wedding show. Una storia fatta di recuperi archeologici e sfide al futuro, con un’estetica ben delineata e una cura per il confezionamento dei singoli prodotti che ha del prodigioso. Nel solco delle etichette che hanno fatto la differenza nel circuito delle musiche “altre”, Sublime Frequencies ha letteralmente esteso il dominio di marchi culto come Nonensuch (la rinomata “explorer series”) e Ocora ai giorni nostri.

Con The Extra Geography il sogno si materializza anche alle nostre latitudini: una selezione viva che in diffusione random abbraccerà gli astanti tra spire desertiche e assordanti clacson di province asiatiche, attraverso oltre 50 brani selezionati dal catalogo. Un universo che sarà ancora più tangibile e invitante anche attraverso la proiezione dei due corti “Musical Brotherhoods Of The Trans-Saharan Highway” e “Sumatran Folk Cinema” e il successivo incontro con i due fondatori. Una via di fuga dagli urbani orizzonti occidentali, verso la riaffermazione di antiche e – appunto – sublimi civiltà.

Scritto da Luca Collepiccolo