Secondo capitolo della mostra personale di Cati Bestard Rotger. “Act II: Recurrences” affronta in modo più diretto il tema dell’impermanenza, mettendo in crisi l’idea dell’immagine fotografica come istante fissato e immutabile.
Al centro della galleria, un tavolo realizzato con lo stesso legno della struttura in legno protagonista del primo atto, “Shifted, ospita una scatola contenente le immagini originali di “fragments”, una serie di lumen prints e immagini realizzate con l’intelligenza artificiale iniziata dall’artista nel 2020. Le lumen prints sono immagini realizzate su carta fotosensibile realizzate senza l’uso della macchina fotografica e non fissate chimicamente.
L’artista ha collocato la carta nei boschi vicino alla sua abitazione: all’interno di tronchi, sotto foglie e rocce, esposta alla pioggia e alla luce solare per ore o giorni. Le immagini risultanti non rappresentano il paesaggio, ma sono il prodotto di una collaborazione tra organismi, materiali fotografici, luce e tempo.
Scritto da La Redazione