È un ritorno dal sapore celebrativo, con un lieve sentore di autocelebrazione, quello degli americani Bad Plus a Roma. Assenti dal 2018, quando suonarono sull’Isola Tiberina per la rassegna “Isola di Roma Jazz & Blues”, con il pianista Orrin Evans che aveva da poco sostituito lo storico membro fondatore Ethan Iverson, i Bad Plus avrebbero poi abbandonato la formula del piano trio per acquisire una nuova lineup che comprendeva il chitarrista Ben Monder ed il sassofonista Chris Speed. Con Reid Anderson al contrabbasso e Dave King alla batteria, i Bad Plus hanno dettato per un quarto di secolo le regole di un jazz d’avanguardia che strizzava l’occhio a rock e pop, come testimoniano le tante cover che andavano a ripescare nel repertorio di gruppi come Nirvana, Queen, Pixies o Radiohead.
Oggi, arrivati al 2026 dopo 26 anni di attività, Anderson e King mettono la parola fine alla loro creatura e lo fanno con un tour d’addio diviso in due parti, la prima che passa anche in Europa e che vede al loro fianco il sassofono di Chris Potter ed il pianoforte di Craig Taborn, la seconda – da fine aprile – che attraverserà Stati Uniti e Canada, per poi concludersi nel Regno Unito, con la formazione classica con Chris Speed e Ben Monder.
Un tour celebrativo di una grande carriera che, in questi primi spettacoli, diventa anche un tributo, un po’ come era accaduto con uno degli ultimi tour della formazione originale, quando i tre portarono anche in Italia “The Bad Plus perform Ornette Coleman’s Science Fiction”, con il trio rafforzato da nomi del calibro di Tim Berne, Ron Miles e Sam Newsome. Il tour di quest’anno omaggia invece l’American Quartet di Keith Jarrett’s, formazione attiva fra il 1972 ed il 1976, che vedeva accanto al pianista il sassofono di Dewey Redman, il contrabbasso di Charlie Haden e la batteria di Paul Motian. Grandi composizioni di allora e grandi interpreti di oggi per salutare una grande band che ci lascia.
Scritto da Carlo Cimmino