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lun 02.03 2026

INNER_SPACES: Pavel Milyakov, Pandit Sanju Sahai

Dove

Auditorium e Galleria San Fedele
Via U. Hoepli 3a/b, 20121 Milano

Quando

lunedì 02 marzo 2026
H 20:30

Quanto

€ 22,50

Contatti

Sito web

PAVEL MILYAKOV (Buttechno)

Qualcuno lo conoscerà con il nome con cui da oltre un decennio anima la scena elettronica internazionale: Buttechno. Conosciuto inizialmente per le sue produzioni techno e sperimentali, crude, ipnotiche e lo-fi, l’artista di stanza a Berlino Pavel Milyakov ha progressivamente ampliato il proprio campo di ricerca verso forme più astratte e contemplative, avvicinandosi a matrici più ambient e all’audiovisivo. Muovendosi dai club alle gallerie d’arte, da pubblicazioni su label indipendenti a progetti multimediali macroscopici che integrano suono e immagine, la sua capacità creativa si distingue per la sua versatilità nell’attraversare generi e contesti. In apertura del primo appuntamento di Marzo di Inner Spaces, questa volta la direzione sarà quella di un live set ambient audiovisivo, costruito su tessiture sonore dilatate e stratificate in comunicazione con elementi visivi che ne amplificano la dimensione percettiva.

L’incontro prosegue con Sanju Sahai, esponente di sesta generazione della prestigiosa Benares gharana. Considerato uno dei più raffinati interpreti della tradizione contemporanea, il musicista con una padronanza tecnica straordinaria e una profonda sensibilità musicale porterà tutto l’Auditorium nell’India del Nord, trasformando la complessità ritmica in chiarezza e intensità.

Il concerto si articola secondo la forma classica del raga, introdotto dall’harmonium di Rekesh Chauhan con una linea melodica lenta e ipnotica, che stabilisce il rasa (il colore emotivo) e il materiale tematico su cui si svilupperà l’intera performance. Da lì la tabla entra progressivamente, dapprima con figure rarefatte e misurate, che delineano il tala (il ciclo ritmico) e preparano il terreno alle successive trasformazioni.

Il solo di Sahai durerà circa cinquanta minuti. L’harmonium di Rekesh Chauhan accompagna e sostiene l’intero percorso riproponendo ciclicamente il tema del raga e offrendo un punto di riferimento melodico attorno al quale la tabla può espandersi. Il dialogo tra i due strumenti crea una tensione dinamica tra stabilità e accelerazione, tra meditazione e virtuosismo, che costituisce il cuore della musica hindustani.

 

Scritto da Carlotta Magistris