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ven 13.03 2026 – sab 14.03 2026

The Dream Syndicate

Dove

MACRO
Via Nizza 138, 00198 Roma

Quando

venerdì 13 marzo 2026 – sabato 14 marzo 2026

Quanto

free

Contatti

Sito web

Una due giorni di incontri e tavole rotonde a cura di Carlo Antonelli e Valerio Mannucci, dedicata alle dissonanze, autonomie e desiderio nel lavoro culturale.

PROGRAMMA

VENERDÍ 13

INTRODUZIONE
18:00 David Toop/ McKenzie Wark

La giornata inaugurale di The Dream Syndicate si apre con due interventi che tracciano il perimetro teorico e storico del convegno. Il primo, con David Toop, ripercorre la “vaporizzazione” della musica negli ultimi decenni, interrogando la smaterializzazione del suono e la trasformazione delle condizioni di produzione e del lavoro musicale negli ultimi venticinque anni. Il secondo, con McKenzie Wark, affronta le trasformazioni del lavoro culturale nell’era del capitalismo informazionale, mettendo in relazione produzione simbolica, infrastrutture digitali e nuove forme di estrazione del valore. A partire dall’idea di “vectoral capitalism”, l’intervento esplora i rapporti tra creatività, lavoro e capitale, autonomia e cattura, produzione e appropriazione.

SABATO 14

TAVOLO 1
12.00 – Dalla fatica al coro (Creatività, burnout e forme collettive di organizzazione)
Con Leonardo Metz, XING (D. Gasparinetti e S. Fanti), Leonardo Delogu, Sara Alberani, Lola Cola

Chi paga il prezzo della sperimentazione? Questo tavolo affronta il nodo centrale del lavoro culturale contemporaneo: il progressivo esaurimento del mito dell’autonomia individuale e la necessità di ripensare pratiche e strutture collettive. A partire dall’esperienza diffusa di stanchezza, burnout e perdita di senso, la discussione mette in crisi l’imperativo del never-not-working che ha a lungo accompagnato il lavoro culturale e creativo. Come si passa dalla fatica individuale a forme condivise di sostegno, tutela e produzione culturale? Collettivi, assemblee, sindacati, reti informali, spazi culturali indipendenti, pratiche di sciopero, boicottaggio o rifiuto del lavoro sono strumenti attraverso cui ripensare reddito, tempo, alleanze e piacere. Una riflessione sulle geografie marginali e sulle economie fragili della produzione culturale contemporanea.

TAVOLO 2
14.30 Ingegneria della gioia (Lavoro culturale, valore e nuove geometrie del possibile)
Con Andrea Lissoni, Julian Siravo, Industria Indipendente (Erika Z Galli e Martina Ruggeri)

Come si progetta la gioia? È possibile costruire pratiche culturali che generino esperienze condivise e positive senza riprodurre precarietà e auto-sfruttamento? Quali “geometrie” rendono possibile oggi un discorso culturale capace di tenere insieme desiderio, economia e responsabilità collettiva, dentro e fuori le istituzioni, dentro e fuori il mercato? A partire dal lavoro in campo artistico e musicale, il tavolo analizza alcune forme contemporanee di produzione culturale, mettendo in tensione entusiasmo creativo, sostenibilità materiale, professionalizzazione e distribuzione di risorse, tempo e attenzione.

TAVOLO 3
17.00 – Traditrice indispensabile (Tecnologia, musica e cultura contemporanea)
Con Simon Reynolds (remote), Valerio Mattioli, Claudia Attimonelli

Un tempo alleata, promessa di liberazione, oggi percepita come dispositivo di controllo: la tecnologia è una lama a doppio taglio di cui non riusciamo a fare a meno, una “traditrice indispensabile”. Esplorando l’ambivalenza strutturale delle tecnologie digitali nel campo della musica e della cultura contemporanea, la discussione ruota intorno al ruolo di piattaforme, software e automazione nei processi creativi e di fruizione, mettendo in evidenza come standard tecnici, algoritmi e modelli economici influenzino estetiche, pratiche e condizioni materiali del lavoro culturale.

Scritto da La Redazione