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lun 20.04 2026 – dom 26.04 2026

Felt Frequencies

Dove

Ospedale Militare di Baggio
via Giovanni Labus 10, 20147 Milano

Quando

lunedì 20 aprile 2026 – domenica 26 aprile 2026

Organizzatore

ALCOVA

Slalom-Acoustics_@piercarloquecchia @dsl__studio

Succede sempre così: la Design Week parte, Milano accelera, e a un certo punto non si capisce più se stiamo guardando oggetti o attraversando ambienti. Se la distinzione, poi, abbia ancora senso.

Ad Alcova, nell’ex ospedale militare di Baggio, l’ambiguità diventa il punto. Felt Frequencies — la collaborazione tra Slalom Acoustics e Vintage Audio Institute — non è una mostra, non è un’installazione, non è una performance. È una di quelle situazioni in cui il design smette di farsi guardare e comincia a farsi ascoltare.

Il padiglione è interamente rivestito di materiali fonoassorbenti Slalom: superfici morbide, quasi ovattate, che assorbono e modellano il suono prima ancora che tu capisca dove ti trovi. Dentro, una costellazione di sintetizzatori analogici italiani degli anni ‘70 e ‘80, dalla collezione del Vintage Audio Institute — curata sulle colline di Firenze dal musicista e produttore svedese Pontus Berghe. Non un archivio: uno studio attivo, costruito negli anni per rimettere in circolo strumenti nati per essere suonati.

«Questi sintetizzatori hanno sonorità uniche che oggi non si possono ricreare con strumenti digitali», spiega Berghe. «Rappresentano un’epoca in cui oggetti funzionali come questi venivano realizzati in Italia con un’attenzione estetica straordinaria: strumenti che ispirano i musicisti sia nel suono sia nella forma».

Molti sono stati prodotti in serie minime — cinquanta pezzi, a volte solo cinque. Tra questi, uno Steelphon S900 del 1973, suonato da David Bowie durante una sessione agli Hansa Studios di Berlino nel ‘77.

Non è nostalgia, o almeno non solo. È più una riattivazione: ogni giorno un musicista diverso entra, suona, registra. Il tutto passa per un otto tracce a bobina — ogni nuova sessione cancella e sovrascrive un canale della precedente, così le registrazioni si stratificano per otto giorni fino a una composizione finale che è letteralmente il risultato dello spazio, del tempo e di chi lo ha attraversato.

È proprio questo il punto del progetto: “riattivare un approccio manuale e sperimentale alla musica,” continua Berghe, “seguendo le orme di artisti come David Bowie e Sun Ra — lontano dall’esperienza di uno studio sterile o di un software.”

L’allestimento è firmato Studiolatte, dal 2022 creative director di Slalom. Le geometrie piramidali degli speaker disegnati ad hoc, il tavolo verde, le pareti in deep ochre della nuova palette Teklan x Slalom: un ambiente essenziale, quasi metafisico, dove il colore entra a pieno titolo nella partitura acustica. Nella seconda sala, una piramide rivestita in Spykon — la superficie prismatica di Giulia Foscari per Slalom — tiene insieme un archivio navigabile dell’intera collezione V.A.I. e le copertine dei dischi che hanno usato sintetizzatori italiani nel mondo, da NEU! e Kraftwerk ad Abdou el Omari.

Il momento in cui capisci che funziona è quando smetti di cercare cosa guardare. Resti lì, in una stanza che è insieme studio di registrazione e installazione, e ti accorgi che quello che ascolti non è una traccia finita: è qualcosa che sta succedendo, in tempo reale.

Scritto da LR