Mercoledì 27 maggio 2026, alle ore 18, presso BoA Spazio Arte a Bologna (via Barberia 24/A), inaugura Giardini per uso interno, prima mostra personale di Giacomo Girotti Pucci, a cura di Margherita Maccaferri.
La mostra, che rientra nel programma di Opentour 2026 promosso dall’Accademia di Belle Arti di Bologna, si configura come un viaggio attraverso l’immaginario dell’artista che accompagna lo spettatore attraverso spazi sospesi tra realtà e sogno, dove la natura si fa intima, contemplativa ma anche feroce e inafferrabile. Girotti Pucci, attraverso la sua cifra pittorica distintiva e trasversale, trasforma elementi naturali in ambienti privati, quasi domestici, che riflettono il suo desiderio di introspezione profonda.
Pur essendo molto diverse dal punto di vista tecnico, data la varia sperimentazione che lo caratterizza, tutte le opere di Girotti Pucci condividono tematiche comuni e trasversali, spesso stranianti e capaci di generare un sottile disorientamento. Al centro di queste ricerche si trova la natura, declinata non tanto come paesaggio esterno, quanto come “giardino per uso interno”: uno spazio personale e riflessivo attraverso il quale l’artista esplora, di riflesso, il comportamento umano. La scelta di soggetti e tecniche, in questo senso, rende non immediata la decodificazione delle opere, confermando lo stile distintivo di Girotti Pucci e il suo approccio enigmatico alla rappresentazione.
Il colore è un altro elemento fondamentale: vibrante, acceso ed a tinte estreme, in alcune opere può diventare totalizzante rispetto al soggetto, mentre in altre ne sottolinea punti focali, creando un ritmo visivo che guida l’osservatore all’esplorazione dei giardini dell’artista.
Il tema del non finito, presente attraverso sovrapposizioni, gesti ripetitivi e tratti frastagliati, conferisce alle opere una dimensione onirica e sospesa. La produzione di Girotti Pucci procede per contrasti paradossali: dall’eccesso di particolari e caoticità, ad una sintesi estrema e minimalista, senza un rapporto di consequenzialità. I suoi giardini interiori sono mutevoli e ossimorici proprio come la sua arte.
Infine, la varietà tecnica rivela una sfida continua con il supporto scelto: l’artista cerca di costruire l’immagine attraverso mezzi non convenzionali, talvolta limitanti dal punto di vista figurativo, ma sempre funzionali alla creazione di questi spazi ideali, veri e propri “giardini per uso interno”.
I “giardini” dell’artista non sono quindi solo paesaggi: sono luoghi di riflessione, spazi irreali e poetici in cui colore, texture e soggetti dialogano con il fruitore, stimolando percezioni sensoriali e suggestioni emotive, in un continuo rimando di interni ed esterni. La mostra diventa così un’esperienza immersiva e contemplativa, capace di trasformare lo spazio espositivo in un micro/macro-cosmo personale, dove l’osservazione diventa scoperta e l’intimità visiva si apre a nuove inaspettate letture.
ORARI: Dal martedì al sabato ore 10-13; 15-19
Scritto da LR