Inconfondibile silhouette anche nel buio del club, esile, cappellino di baseball (o bombetta) in testa, occhiali neri spessi da nerd, Wata si muove dietro a una schiera di cdj e drum machine con la precisione affilata di un samurai. Il suo blend originale di trippy techno, psichedelia, acid e la dosatura intelligente di bpm, gli ha procurato un posto di rilievo nella scena e un certo favore di critica.
“A techno maestro” mi confermava un amico di Boiler Room al ritorno da Tokyo qualche anno fa, dove aveva lavorato per il set-up del dj set di Wata, nell’ambito del Tokyo Dance Music Event, ora defunto. E ancora mi diceva, “Wata nice guy”, dopo che, al termine del set, Igarashi ha ringraziato ogni persona dello staff e ogni clubber presente con una stretta di mano o un inchino, a seconda della nazionalità. Recupera il video su YouTube per una scarica di adrenalina prima del set di questo suo ritorno a Masada insime a J. Somoza. Noi però facciamo affidamento a ciò che dice Jeff Mills: “Techno is everything you haven’t imagined yet”.
Scritto da Raffaele Paria