Una collettiva con le opere dei tre artisti negli spazio di Herald St | Bologna. I testi qui sotto sono a cura di Laurie Barron.
Magda Blasinska
Wine and Water
Le opere di Magda Blasinska sono profondamente influenzate dalla sua crescita nella Polonia rurale post-comunista, un periodo caratterizzato da carenze, restrizioni e sorveglianza. I suoi dipinti attingono alla tradizione folkloristica, così come ai ricordi di esperienze sensoriali e del paesaggio agricolo. Lavorando sia su scala intima che su larga scala, i suoi dipinti ad olio, dalla superficie densamente stratificata e caratterizzata da una finitura lucida, presentano forme gestuali sinuose e ricorrenti, che creano una profondità avvolgente e immersiva, oscillando tra la figurazione riconoscibile e la pura astrazione. La sua tavolozza sobria, dominata dalle tonalità del marrone, stabilisce un chiaro legame con il paesaggio esterno, evocando la terra, la corteccia e le felci. La tecnica di Blasinska, basata sulla ripetizione del gesto e del segno, traccia percorsi che rimandano alla natura ciclica e stagionale del lavoro, rendendo omaggio alle economie invisibili del lavoro fisico, quello agricolo, domestico e artigianale. Blasinska osserva che il suo ‘linguaggio visivo è [radicato] nel desiderio di stabilire connessioni, di creare un nodo tra la memoria muscolare e l’esperienza sensoriale. L’artista stratifica i significati attraverso gesti radicati nella scrittura, nell’artigianato e nelle attività domestiche quotidiane: arare, scavare, tessere, intrecciare cesti, impastare e annodare la pasta. Blasinska cerca l’immagine muovendo e stendendo la pittura sulla superficie finché questa non inizia a comportarsi come qualcos’altro, innescando esperienze sensoriali legate alla temperatura, all’olfatto, al gusto e alla consistenza’.
Vamba Bility
Quatre Poteau
La pratica artistica di Vamba Bility integra tecniche di pittura a olio, lavoro a maglia, tessitura, scultura, installazione e suono in opere che riflettono sull’interiorità e sui materiali plasmati dalla sua formazione tra l’Africa occidentale, tra la Costa d’Avorio e la Guinea, con legami con la Liberia, e la costa del New England negli Stati Uniti. Nelle sue opere, Bility considera il cucito, la tessitura, lo strappo, la bruciatura e l’assemblaggio come pratiche de inscrizione di segni, spesso lasciando a vista la tela grezza e parti del supporto sottostante. È interessato al contrasto tra le definizioni binarie di pittura e scultura, e al motivo per cui, attraverso gesti differenti, ‘alcuni segni appaiono leggibili e altri illeggibili’. Le sue opere rimandano alle pratiche delle avanguardie degli anni Sessanta e Settanta, come il movimento italiano dell’Arte Povera, evocando al tempo stesso sensibilità e strategie dell’Africa occidentale, quali il Vohou-Vohou e la récupération. Bility ha descritto il suo processo come ‘una ricerca filosofica che si colloca all’interno della poesis del quotidiano’ e il curatore Ikechúkwú Onyewuenyi ha osservato che le opere di Bility fanno eco ai testi di scrittrici quali Alice Walker, Paule Marshall e Toni Morrison, in quanto sono ‘dotate di sensualità, astrazione, bellezza e potere comunicativo’.
Faye Wei Wei
The wan stars danced between.
La pratica artistica di Faye Wei Wei affonda le proprie radici nella poesia, nella creazione di miti e nei modi in cui il linguaggio, la finzione e la fantasia sono in grado di suscitare emozioni autentiche. Il processo creativo di Wei Wei è profondamente intrecciato alla sua vita e si estende in modo parallelo e dinamico dal suo studio alla natura e agli spazi all’aperto, con tele spesso completate in giro per la città o durante i suoi viaggi. I suoi dipinti e lavori su carta raffigurano tipicamente figure immerse in paesaggi intensi e vibranti, spesso colte in momenti di riflessione. Flora e fauna sembrano possedere un proprio pathos e sono pervase da un senso di vitalità. Il suo linguaggio visivo richiama la mutevole complessità emotiva dei pittori Simbolisti, Preraffaelliti e Post-Impressionisti francesi, come Édouard Vuillard. La mostra prende in prestito il titolo, The wan stars danced between., da The Rime of the Ancient Mariner , poema del 1834 del poeta e critico inglese Samuel Taylor Coleridge. A proposito del proprio lavoro, Wei Wei ha osservato: «Penso spesso ai dipinti come a dei portali; quando li realizzi, rivelano un mondo interiore… È qualcosa di davvero prezioso, come un tesoro, perché dipingere non significa semplicemente creare un’immagine, ma infondere qualcosa di una presenza, tendere verso un altro mondo».
Scritto da LR