Tutto ha inizio da uno scatto. Nel 1978 Richard Avedon, il fotografo americano noto per i ritratti di moda e quelli dei grandi nomi, immortala il capo di un ranch del Montana. Un uomo col volto segnato dalle rughe, con in testa un cappello e sui fianchi le mani, guarda dritto in camera sicuro e fiero.
Quel ritratto non passò inosservato e segnò anzi per Avedon l’inizio di una nuova attenzione per il West statunitense. A notarlo fu infatti Mitchell A. Wilder, allora direttore dell’Amon Carter Museum, che gli commissionò la serie “In the American West”, ora in mostra a Palazzo delle Esposizioni di Roma. Ventuno stati, cinque anni di viaggio e soste, migliaia di persone incontrate e fotografate. Il risultato è un’America ben lontana dal sogno, ricca di contraddizioni e meno di successi.
Per raccontare a chi guarda chi siano queste persone, Avedon affida tutto agli abiti, alle pose, alla gestualità dei suoi protagonisti. Sul piano tecnico gli scatti sono in modo evidente diretti dal fotografo, lasciando tuttavia intendere un rapporto instaurato con i soggetti, un dialogo che in mostra riaffiora dagli appunti e dalle lettere scambiate con loro. L’esposizione è a cura di Clément Chéroux – direttore della Fondation Henri Cartier-Bresson – e rientra tra le retrospettive volute da Palaexpo, dedicate ai massimi esponenti della fotografia internazionale.
Scritto da Silvia Basile