mer 04.05 2016 – dom 06.11 2016

Organismi. Dall’Art Nouveau di Émile Gallé alla Bioarchitettura

Quando

mercoledì 04 maggio 2016 – domenica 06 novembre 2016
H 10:00 - 18:00

Quanto

€ 10/8

Sboccia a maggio alla Galleria d’Arte Moderna torinese la nuova stagione espositiva coordinata da, rispettivamente, il direttore e il conservatore Carolyn Christov-Bakargiev e Virginia Bertone. L’entusiasmo vivaldiano che accompagna la primavera sfila esponendo la nuova moda Bio, o un vintage aggiornato del movimento fine Ottocento – inizio Novecento conosciuto nei paesi francofoni come Art Nouveau.
Organismi parte quindi dalle radici francesi, esponendo vasi e mobili del pioniere Émile Gallé, anche conosciuto per le sue esplorazioni nel campo della genetica ed evoluzione del mondo vegetale. Dall’Art Nouveau nasce il Liberty, o la declinazione italiana del movimento che vede i balconi torinesi in ferro battuto arricciarsi e piegarsi alle forme floreali presenti nei disegni di Raimondo d’Aronco, progettista del Padiglione dell’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino (1902). Design e architettura come causa e conseguenza di una serie di riflessioni nel campo sociale e scientifico, il movimento organicista indaga e si ispira alla vita naturale dall’aspetto estetico-plastico a quello funzionale: a completare il quadro Novecentesco sono i disegni dello spagnolo Santiago Ramon Y Cajal, lo “scopritore del neurone” e vincitore del premio Nobel nel 1906.
Da scienza a materiali, cibo e healthy trends, il Bio torna più di un secolo dopo a labellizzare mode e prodotti, correnti artistiche e pratiche sostenibili. Definito come “biocentrico”, il movimento contemporaneo è scandito da tre figure: il francese Pierre Huyghe e le sue creazioni artistiche-sistemi autogenerativi che si esprimono indipendentemente dal loro osservatore; il botanico Patrick Blanc, autore del brevetto francese per il “muro vegetale”; e ancora Mario Cucinella, promotore del dialogo tra costruito e ambiente naturale attraverso strategie ecologiche che dai confini europei raggiungono Africa e Asia.

Se nel Novecento è l’élite artistica e intellettuale a indagare il rapporto tra artificiale, struttura e mondo circostante, nel nuovo secolo il sustainable diventa mainstream, conseguenza del progressivo distacco dalla natura e paura diffusa e crescente del cambiamento climatico. Toccando quindi anche l’ultimo tasto, Organismi propone una riflessione sulla storia dello Slow Food piemontese, riportando la mostra dal globale al locale e ricordando così, ancora una volta, l’infinito fascino e mistero, le innumerevoli risorse e fonti d’ispirazione del prezioso pianeta terra

Chiuso il lunedì.

Scritto da Anna Pagani