gio 23.06 2016 – sab 25.06 2016

Wow Music Festival

Dove

Giardini del Tempio Voltiano
Viale Guglielmo Marconi 1, Como

Quando

giovedì 23 giugno 2016 – sabato 25 giugno 2016
H 18:00 - 01:30

Quanto

free

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Como wow music festival

Valorizzare il territorio. Con la cultura. Dovrebbe essere una buona pratica più diffusa in Italia, quella che il Wow Music Festival, (incredibilmente) in sinergia con l’amministrazione locale, porta per la seconda edizione a Como. Con un contesto del genere – il Tempio Voltiano, con relativo affaccio mozzafiato sul Lago di Como – la chiave di lettura del festival non poteva che essere legata a un’interazione tra suono e spazio: il concept si chiama #soundscapes e a incrociarsi saranno non solo tre giorni di live, ma anche incontri dedicati alla lettura, attenzione al territorio e poi cibo e bere di qualità. Musicalmente, troverete rappresentato quasi tutto l’arco costituzionale della musica “indie” italiana: dal post-punk dei pesaresi Soviet Soviet al pop e “l’urgenza” cantautoriale di Calcutta o quella noise di IOSONOUNCANE, dal synth-electro-pop di Cosmo al rock psichedelico degli Appaloosa, fino alla musica per colonne sonore de La Batteria, le contaminazioni elettroniche di Go Dugong e la cassa in 4/4 tra acid e techno del bergamasco Pigro on Sofa. La musica italiana e il “made in Italy” sembrano godere di ottima forma e c’è da scommettere che voi starete ancora meglio se verrete ad ascoltarla a Como affacciati sul lago, tra il Monumento ai Caduti di Terragni e il tempio dedicato ad Alessandro Volta. Uno di quegli scorci unici che, con la musica del giusta, va a definire nuovi soundscape.

Zagor

Con un concept come Soundscapes come spunto di questa edizione di Wow Music Festival, non potevamo non approfittare per una playlist “a tema” della presenza de La Batteria, formazione romana nata dal comune amore per le colonne sonore e le sonorizzazioni italiane degli anni 60 e 70, che ha recentemente pubblicato per Penny Records una personale rivisitazione della colonna sonora di Amore Tossico, film di culto di Claudio Caligari datato 1983. I componenti de La Batteria sono veterani della scena musicale romana più trasversale, con esperienze che vanno dal post-rock progressivo (Fonderia), al pop (Otto Ohm, Angela Baraldi), al jazz sperimentale (I.H.C.), all’hip hop (La Comitiva, Colle Der Fomento) fino alla world music (Orchestra di Piazza Vittorio), ma anche profondi conoscitori dei suoni sperimentali legati al cinema e alla tv di quel decennio. Abbiamo chiesto loro di scegliere e commentare per Zero 10 brani, tra colonne sonore e library music, che fossero adeguati all’ambientazione lacustre del festival. Ne è venuta fuori una playlist da ascoltare anche con gli occhi.

Ennio Morricone – “Vidi Aquam Id Est Benacum”
Composizione di “musica assoluta” del Maestro Morricone che dipinge con l’orchestra una veduta del Lago di Garda.

Egisto Macchi – “La Barca Sul Lago”
Dalla colonna sonora del film “L’assassinio di Trotsky” (1972, regia di Joseph Losey). Macchi come Morricone era legato all’associazione Nuova Consonanza, che contribuì a fondare nel 1960, e qui usa l’atmosfera lacustre in tono drammatico e misterioso.

Stelvio Cipriani – Un cadavere nel lago
Dalla colonna sonora di “Reazione a catena/Ecologia del delitto” (1971, regia di Mario Bava). Cipriani lavora qui sulle atmosfere tipiche del thriller all’italiana, con le chitarre elettriche distorte e il clavicembalo a sottolineare la violenza splatter di quello che è stato definito come “il padre di tutti gli slasher movie”.

Luis Bacalov – The House On The Lake
Dalla colonna sonora del film spagnolo “Ricatto Alla Mafia” (1972, regia di Antonio Isasi-Isasmendi) ecco una lunga composizione del musicista argentino naturalizzato italiano che mescola tranquillità lacustre e crime music con il suo inconfondibile tocco latino.

Bruno Nicolai – Rosso sul lago
Dalla colonna sonora di “Paolo e Francesca” (1971, regia di Gianni Vernuccio). Il lago visto in chiave romantica dal Maestro Nicolai con quel gusto easy “colto” tutto italiano e quella scrittura sempre a fuoco, anche in occasione di film non memorabili come quello in questione.

Fabio Fabor – Moon Lake
Da un album di library chiamato “Eros Stars” (Hard, 1982) attribuito ai fantomatici The Astral Dimension ecco un esempio di ambient Italiana, in cui il Maestro Borgazzi immagina con i suoi sintetizzatori un lago sulla luna.

Oscar Rocchi – Morning On The Lake
Dall’album di sonorizzazioni “Meditazione” (Equipe, 1973). Oscar Rocchi è uno di quei musicisti che attraverso il suo lavoro per le library ha toccato praticamente ogni genere musicale, qui si tratta di musica da camera e l’evocazione lacustre è quindi legata alla tradizione classica e romantica.

Antonio Riccardo Luciani – Leggenda Del Lago
Dall’album “Aspetti Della Natura” (Edizioni Ciclamino, 197?) Un altro dei grandi della musica per sonorizzazioni, il Maestro Luciani descrive con un piano, una viola ed un violoncello il lato sognante e fantastico dell’atmosfera lacustre in musica, a metà fra romanticismo ed impressionismo.

Giovanni Tommaso – Yamanaka Lake
Dalla colonna sonora per il docu-film “Vivere A Tokyo: Città Del Paradiso” (RCA, 1970). Il musicista toscano lavora qui su un easy listening di matrice jazzistica contaminato dalla musica giapponese, descrivendo la serenità imperiosa del lago Yamanaka, sito a poca distanza dal Monte Fuji.

Jason Black – Mead Lake
Dall’album di sonorizzazioni “American Bus” (Wild Cat, 197?).
Dietro allo pseudonimo Jason Black si nasconde il Maestro Luciano Simoncini, un altro di quei grandi professionisti ed artigiani della musica applicata che ha frequentato tantissimi generi diversi. In questo caso lo troviamo alle prese con un soul-jazz (il riferimento è evidentemente la “What’s Going On” di Marvin Gaye) da sottofondo, intento a descrivere “piacione” il lago artificiale ricavato dal fiume Colorado nei pressi di Las Vegas, in Nevada.

Scritto da La Redazione