ven 08.07 2016 – sab 09.07 2016

Lars Rock Fest: intervista ad Alessandro Sambucari

Dove

Giardini Pubblici (Chiusi Scalo)
via oslavia 106, 53043 Chiusi Scalo

Quando

venerdì 08 luglio 2016 – sabato 09 luglio 2016
H 18:00

Quanto

free

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I soliti gruppi rock italiani, le selezioni tamarre a fine concerti, magari in location dimenticate anche da chi ci abita: i festival in provincia te li aspetti così, tipo una sagra di paese. E invece le cose belle, come il Lars Rock Fest, accadono anche qui, dove una volta non si andava oltre il concerto degli Stadio alla Festa dell’Unità. L’edizione è la quinta e, per la seconda volta, il Lars Rock alza la posta, sorprendendo con due headliner che guardano al meglio, del passato e del presente: una band di riferimento assoluto per il post punk inglese – che oggi regala ancora live al fulmicotone – come i Wire, assieme a uno dei gioielli del panorama indie attuale, i canadesi Suuns, con la loro psichedelia glaciale e ossessiva. Aggiungeteci i synth mattissimi degli olandesi zZz, le melodie noise pop dei Brothers In Law, il garage’n’roll dei Raunchies, la wave intima di Giungla e avrete un’idea di cosa vi potrete beccare per zero euro a Chiusi nel secondo weekend di luglio. Poi rimpinzatevi di pici, assaggiate la ciaccia, programmate un giro nel centro storico o una cena di pesce sul lago (quello vicino di Chiusi) e scoprirete la pace dei sensi. E tanti saluti alla provincia paranoica.

LINE UP

8 LUGLIO
SUUNS
BROTHERS IN LAW
GIUNGLA
OUTSIDERS DJ SET by DISORDER

9 LUGLIO
WIRE
zZz
THE RAUNCHIES
FAB & FOOLY Dj Set

Per conoscere meglio la storia del Lars Rock Fest e arrivare preparati all’edizione 2016, abbiamo rivolto qualche domanda ad Alessandro Sambucari, direttore artistico del festival. Ci ha raccontato dello spirito “alternativo” del festival, delle difficoltà di realizzare manifestazioni del genere in provincia ma anche dell’esempio, in tal senso, virtuoso di Chiusi, della line up di quest’anno e dei criteri per costruirla e di tutto quello che ci sarà oltre la musica – dallo yoga per i bambini all’incontro sui GAS con aperitivo a KM0, dalla presentazione di libri alla partita per “sopravvissuti al brit pop”. E poi, ovviamente, l’offerta storico-paesaggistica della Val di Chiana.

ZERO: Cominciamo con qualche coordinata: questa è la quinta edizione del Lars Rock Fest, raccontaci come è nato, quale era l’idea iniziale dietro al festival, quante persone siete a starci dietro e in che modalità, quanti a titolo di “lavoro” e quanti come “volontari”.
ALESSANDRO SAMBUCARI: Il Lars Rock Fest è nato tra il 2011 e il 2012, quando abbiamo iniziato a dialogare con l’Amministrazione Comunale di Chiusi spinti dallo stesso obiettivo: creare un festival musicale che potesse coinvolgere i giovani del posto e attirare gente in città dalle zone limitrofe con una proposta artistica diversa rispetto ad altre manifestazioni che si tengono nello stesso periodo a pochi passi da noi. La prima edizione si è svolta a luglio 2012, contando su una manciata di ragazzi che si sono messi a disposizione da subito per fare questo tentativo in pochi mesi e con scarse risorse. Il gruppo poi si è di anno in anno allargato, spinto anche dai buoni riscontri ricevuti, fino a raggiungere quest’anno i 70 volontari circa. Oltre questi, completano lo staff del Lars Rock Fest, i due dipendenti della Fondazione Orizzonti d’Arte.

lars-rock-fest

Per quanto già nelle precedenti ci fossero guest internazionali, credo che l’edizione dello scorso anno – con Unknown Mortal Orchestra, The Soft Moon, Squadra Omega e Go!Zilla tra gli altri, abbia rappresentato in termini artistici un più evidente salto in avanti, con nomi stranieri e italiani non solo di qualità ma anche con attenzione all’attualità. L’idea che avevate del Lars Rock Fest si è trasformata nel corso delle edizioni rispetto al progetto iniziale?
A dire la verità, l’idea che cerchiamo di portare avanti è la stessa da cinque anni: proporre qualcosa di “alternativo” ai già ottimi e storici festival dei quali parlavo alla domanda precedente, non solo a livello musicale. Chiaramente abbiamo dovuto iniziare in maniera soft viste le risorse umane ed economiche che avevamo a disposizione, ma già nel 2012 le band chiamate sul palco non erano esattamente quelle che avresti potuto vedere fino a qualche mese prima in qualsiasi locale della zona, benché tutte italiane. I primi veri “azzardi” internazionali sono arrivati nel 2013 con Hugo Race Fatalists e Ed Laurie and Straw Dog, sempre insieme ad altre realtà italiane che riteniamo di qualità e quindi volevamo promuovere. Alla musica abbiamo unito lo street food da tante regioni di Italia, che ci ha accompagnati fino alla scorsa edizione. Nel 2014 sono stati aggiunti al programma del Lars Rock Fest degli “eventi collaterali” come, ad esempio, la presentazione di libri che hanno a che fare con la musica direttamente o indirettamente. Il continuo tentativo di evolversi e migliorarsi credo sia la linea che stiamo seguendo, principalmente guardando al palco – perché un festival per me è al 90% chi sta lì sopra (e sotto) – ma cercando anche di coinvolgere, attirare e far star bene anche chi non viene esclusivamente per ascoltare il concerto. Sono convinto che un organizzatore di manifestazioni come la nostra possa dirsi soddisfatto quando fidelizza il proprio pubblico, quando chi partecipa resta talmente soddisfatto che cerca di prendere le ferie nello stesso periodo l’anno successivo per tornare, a prescindere dalla line up.

Massimo Volume al Lars Rock Fest 2014
Massimo Volume al Lars Rock Fest 2014

Quali sono le difficoltà maggiori con cui ci si trova a fare i conti nell’organizzare un festival, per giunta gratuito, in provincia?
La principale, e credo comune un po’ a tutti, è sempre quella economica. Cercare di far quadrare i conti per riuscire ad avere la possibilità di ripetersi anno dopo anno. Purtroppo non conto più i festival, anche validissimi e storici, della zona (penso, per esempio, all’ “Ephebia” in provincia di Terni o al “Dancity” a Foligno) che hanno avuto gravissimi problemi – dall’edizione andata male fino alle Amministrazioni Comunali che non danno più contributi – e che per questo si sono dovuti fermare. Oltre questo ci sono due problematiche anch’esse non da poco: il fattore provincia e la concorrenza dei grandi eventi a pagamento, tra loro legate. Spesso i concerti in provincia sono difficilmente raggiungibili e hanno anche meno appeal. Fa più figo andarsi a vedere la super-band che si conosce a stento in un parcheggio a Milano, inutile dire il contrario. Tutto ciò si ripercuote anche sulle disponibilità e costi delle band internazionali. Ormai, per un festival gratuito che vuol proporre musica di un certo tipo nei fine settimana, bisogna lavorarci mesi e prendersi una tonnellata di “no” dalle agenzie perché prima di te viene il resto d’Europa (che ha più pubblico quindi più soldi. Ed è pure logisticamente più comoda) e quello che resta devi essere fortunato che non venga strapagato da qualche mega-rassegna italiana con fondi apparentemente illimitati. Ci sarebbero poi altre mille piccole-grandi difficoltà (burocratiche, organizzative, ecc.) che però vorrei tralasciare per non farmi dare del pessimista come al solito.

Qual è il ruolo della Fondazione Orizzonti?
Alla Fondazione Orizzonti d’Arte è stato assegnato dal Comune di Chiusi il ruolo di promuovere la cultura nel territorio in tutte le sue forme. Infatti, oltre al Lars Rock Fest, organizza anche il Festival Orizzonti ad agosto (inerente a sette ambiti disciplinari: teatro, musica, mostre, laboratori, opera, danza, incontri), una stagione teatrale invernale e molti altri eventi nel corso dell’anno. Dal 2014, per quanto riguarda l’organizzazione a 360° del Lars Rock Fest, la Fondazione si avvale del G.E.C. – Gruppo Effetti Collaterali. Il G.E.C. è un’associazione cultural-artistica che si prefigge lo scopo di coltivare la passione per la musica. Per questo intende promuovere eventi ed iniziative a tema, anche collaborando con le associazioni del territorio. Attualmente conta quasi 100 associati.

Luis Vasquez (The Soft Moon) al Lars Rock Fest 2015
Luis Vasquez (The Soft Moon) al Lars Rock Fest 2015

Il fatto che una Fondazione legata al Comune si impegni in un festival così rock e “alternativo”, mi sembra un elemento da non dare come scontato, soprattutto visto come vanno le cose in Italia. È un caso isolato in questa zona? Tu ad esempio sei umbro, a Chiusi hai trovato una disponibilità – almeno da parte delle istituzioni – che non c’è altrove o è solo un caso?
Credo in effetti che sia abbastanza raro in zona avere una Fondazione legata al Comune organizzatrice di un festival rock di questo tipo. C’è la Fondazione SergioPerLaMusica a Perugia, nata dopo la morte di Sergio Piazzoli, che organizza Rockin’ Umbria e Moon in June, ma non so se e quanto sia legata all’Amministrazione. A Chiusi c’è stata senza dubbio una disponibilità non comune nel recepire questa esigenza del territorio e, soprattutto, nel lasciare una notevole libertà a livello artistico e organizzativo garantendo però costante supporto. Ciò che, credo, non sia chiaro alle Amministrazioni è il fatto che impedire un festival oppure non opporsi ma limitarsi a concedere l’occupazione del suolo pubblico è la stessa cosa, vista l’enormità di problemi burocratici e logistici che chi organizza manifestazioni si trova a fronteggiare. Spesso uscendone sconfitto.

Considerata la difficoltà che in linea generale c’è in Italia nel far andare le persone ai concerti, mi chiedo se un festival che porta in provincia gruppi come Wire e Suuns possa contare su un pubblico, almeno quello locale, che risponde entusiasta recependo il livello dell’offerta. Nel corso delle edizioni come è stata la risposta del pubblico? Siete riusciti a fare un lavoro sul territorio? Mi sembra che quest’anno c’è ancora più coinvolgimento, addirittura con le vetrine rock dei negozi di Chiusi…
Fino al 2014 abbiamo potuto contare principalmente su un pubblico locale diviso fra interessati alle proposte e curiosi. Ogni anno è cresciuto, voglio perciò pensare che i curiosi siano rimasti soddisfatti da ciò che hanno trovato. Il vero “salto” però lo abbiamo fatto nel 2015 quando, dopo aver raggiunto un numero di volontari adeguato e un minimo di esperienza e consapevolezza, sono state scelte due band come Unknown Mortal Orchestra (in data unica italiana) e Soft Moon come headliner. Il rischio corso (perché portare musica del genere a Chiusi senza dati storici di rischio si tratta) ha dato i frutti sperati, allargando i confini praticamente a quasi tutta Italia, compresi molti turisti stranieri presenti in zona in quei giorni. Se è vero che siamo immensamente felici di ospitare gente da tutte le parti d’Italia, è vero anche che la prima finalità del Lars Rock Fest è coinvolgere ed incuriosire giovani e meno giovani del territorio. Anche quest’anno abbiamo messo in piedi alcune iniziative in questo senso: un contest (“Migliore vetrina Lars Rock Fest 2016”) rivolto a tutti i negozianti di Chiusi, chiamati ad allestire le proprie vetrine a tema al quale hanno partecipato in tantissimi. Nei due giorni di festival sarà presente, in uno spazio dedicato, l’Istituto Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve (in provincia di Perugia, ma a pochi passi da noi) in quanto a settembre verrà attivata la prima classe del Liceo con indirizzo Musicale. Ciò permetterà, dal punto di vista logistico, di colmare un vuoto che era presente in zona. Giovani musicisti e professori saranno a disposizione di tutti gli interessati per raccontare e spiegare questa nuova presenza che darà modo ai futuri giovani studenti di impostare, fin dal liceo, la propria formazione didattico musicale. Avremo anche un Meeting Point “Tutta la Musica del nostro territorio” che sarà il punto d’incontro e di diffusione di tutte le band del territorio, le realtà musicali e le Associazioni oltre agli eventi musicali e le loro organizzazioni con i programmi dei festival che si svolgono d’estate. Un punto d’incontro aperto a tutti, per conoscere e farsi conoscere, per promuovere video e prodotti sonori.

La valorizzazione del territorio è il grande tema su cui, in Italia, il più delle volte non si riesce a fare un lavoro serio unendo i puntini tra patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico (e propositività locale). Mi pare che la zona di Chiusi metta tutti questi elementi insieme e che anche con Lars Rock Fest facciate – giustamente – leva su una proposta che può richiamare un pubblico anche da fuori – penso Roma, Firenze, Umbria, Abruzzo. Anche se, come già detto, non sei di Chiusi, hai una visione sul tipo di lavoro che andrebbe fatto in questo senso e come state provando a svilupparlo con il Lars Rock?
Da esterno sono convinto che Chiusi abbia tutto, a livello culturale, paesaggistico ed enogastronomico, per replicare i grandissimi numeri di città vicine come Città della Pieve, Montepulciano, Pienza o del Trasimeno. Non ho la competenza e nemmeno la presunzione di dettare la ricetta per raggiungere quei risultati. Nel nostro piccolo cerchiamo di incentivare la gente a venire al Lars Rock Fest ma anche restare per potersi rendere conto dell’offerta extra-musicale che questo posto offre: il Museo Nazionale Etrusco, fra i più importanti al mondo, le necropoli chiusine con le tombe della Scimmia, Pellegrina e del Leone, il Museo Civico “La Città Sotterranea” (il “labirinto” sotterraneo con relativo laghetto), il centro storico ed il bellissimo Lago di Chiusi. A questo si aggiungono numerosi eventi culturali durante tutto l’anno e l’immancabile enogastronomia per la quale credo non ci sia bisogno mi dilunghi. Proprio per dare una scusa in più per rimanere in zona al pubblico del Lars Rock Fest, avremo una navetta gratuita che, da venerdì a domenica, collegherà i Giardini Pubblici con la Stazione FS di Chiusi-Chianciano Terme, il centro storico e i due campeggi convenzionati che si trovano sulle sponde del Lago di Chiusi. Con veramente pochi euro si potranno trascorrere due o tre giorni in Val di Chiana tra musica, arte, natura e ottimo cibo.

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Oltre ai concerti, c’è tutta una serie di attività extra musicali, ce ne parli?
La parte extra-musicale si divide in tre: FOOD&DRINK: per la prima volta gestiremo in completa autonomia questo settore offrendo, oltre alle birre artigianali e al classico fast food, anche un ristorante con un menù in parte etnico e in (larga) parte concentrato sulla valorizzazione di piatti e prodotti locali (pici, pesce di lago, cinghiale). Non mancheranno piatti vegetariani e vegani.
STREET MARKET: l’immancabile mercatino dove, ai classici espositori di prodotti artigianali, si affiancheranno come sempre al Lars Rock Fest vari banchi di vinili, cd e libri usati. In aggiunta a questo, in collaborazione con l’Associazione Culturale Cliquot di Roma, potrete ammirare manoscritti ritrovati in umide cantine, storie ripescate in polverose riviste, opere mai tradotte riportate alla luce. Cliquot è la casa editrice del recupero dei classici mancati e delle opere dimenticate, con una particolare predilezione per la letteratura popolare di genere.
EVENTI COLLATERALI: come accennavo in precedenza, questa sezione del festival ci vede impegnati ormai da tre anni per cercare di incuriosire, attirare e comunque dare spazio a situazioni che, a nostro avviso, lo meritano. Quest’anno abbiamo voluto dar visibilità e rafforzare il rapporto con vari soggetti e associazioni della zona proponendo attività che coinvolgessero sia bambini che adulti. Per i più piccoli, venerdì ci sarà una lezione di Yoga immersi nel verde del parco insieme a Eleonora Cosner e un Laboratorio di panificazione per fare il pane come una volta in un vero forno su ruote insieme a Cristiano Baldoncini. Sabato invece, in collaborazione con la libreria Libri Parlanti di Castiglione del Lago, Simone Frasca – scrittore e illustratore – presenterà disegnando I Mitici Sei. Per i più grandi il venerdì ci sarà l’occasione per parlare di un tema a noi caro, ossia di acquisti solidali e sostenibili nonché di consapevolezza alimentare. Lo abbiamo chiamato AperiGAS, in collaborazione con alcuni GAS della zona (GAS Tre Terre, Gastollo e GAS Pievese), e sarà una merenda-aperitivo con il pane appena sfornato dal laboratorio di panificazione e i prodotti offerti in degustazione dai fornitori dei GAS, bevendo un bicchiere di vino a Km0. Presenteremo i gruppi di acquisto e parleremo della filosofia che c’è dietro. Il giorno successivo è in programma invece una sfida calcistica tra reduci degli anni ’90: si chiama Civil War e vorrebbe rievocare la partita di calcio che ci fu 20 anni fa a Londra fa le stelle del brit pop. Nel nostro caso le regole fissate sono pochissime: scegliere se stare con gli Oasis o con i Blur, avere avuto almeno 10 anni nel 1996, aperta sia a maschi che a femmine, Ritmi lenti, NO scarpe con i tacchetti, NO violenza fisica, SI insulti personali, dresscode: Adidas, Ben Sherman, ecc. e soprattutto per permettere il corretto e sicuro svolgimento della partita, a ogni iscritto verrà garantita una dissetante birra fresca da consumare durante l’incontro. Per concludere, nel corso di entrambe le serate, in collaborazione con la Biblioteca delle Nuvole di Perugia (una delle pochissime biblioteche interamente dedicate ai fumetti), quattordici artisti disegneranno su una parete appositamente allestita di 16mq facendosi ispirare dal festival e dalla musica. Chiunque potrà partecipare disegnando insieme a loro! Oltre a questo, numerose performance live dei disegnatori e mercatino del fumetto.
Ci tengo a sottolineare che, anche grazie alla grande disponibilità dei protagonisti e professionisti coinvolti, tutti questi eventi e laboratori sono totalmente gratuiti.

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Ci racconti, invece, della line up di quest’anno? Anche una lettura personale, se magari sei particolarmente affezionato a un gruppo, se c’è stato qualche momento in cui qualcosa non sembrava andare per il verso giusto, qualche indicazione anche sul modo in cui vengono scelti i nomi italiani…
La scelta della lineup è un processo che gestisco in totale e completa anarchia avendo come unico paletto il budget a disposizione, con tutti i pro e contro del caso. Come accennato in precedenza è davvero difficile, ogni anno di più, per un festival gratuito riuscire a portare band di questo livello. Moltissime volte ho pensato di non farcela a offrire una lineup come quella che avevo in testa. Fortunatamente, anche stavolta, è andata bene. Molto bene. Cerco sempre band, straniere o italiane, con un album nuovo in promozione e che non siano passate in zona. Riproporre i soliti gruppi l’ho sempre visto come un lento suicidio che piano piano fa accartocciare un festival su se stesso, arrivando a dover puntare sulla gente del posto e/o sul ristorante stile sagra. Penso e spero che la nostra filosofia consenta al Lars Rock Fest di crescere fuori dai confini senesi e diventi un piccolo punto di riferimento estivo per chi cerca un certo tipo di musica e festival. Per quanto riguarda i criteri di scelta delle band, oltre a quanto detto qui sopra, c’è sicuramente un’attenzione particolare per quelle che hanno avuto un album con un buon riscontro di pubblico e critica. Va bene fare gli “alternativi” ma ritrovarsi la grandissima band di nicchia e venti persone sotto il palco vorrebbe dire non poter rifare il festival l’anno successivo. Oltre questo, molto banalmente, mi devono piacere. Probabilmente questo è un difetto derivante dal fatto che non sono un professionista ma un semplice affamato e romantico ascoltatore di musica che non ce la farebbe mai a “chiamare” una band alla quale non crede solo perché, magari, porta gente. In modo particolare per gli italiani, la nostra politica è sempre stata quella di avere nomi “piccoli” ma di grande qualità. Dar loro lo spazio che si meriterebbero in festival molto più importanti del nostro. Purtroppo, per gli italiani che fanno musica cantata in inglese, il nostro paese rappresenta un ostacolo quasi sempre insormontabile. Ho provato tante volte a capirne il motivo ma non sono arrivato ad una conclusione. A tal proposito, l’edizione 2016 vedrà sul palco i pesaresi Brothers In Law, la bolognese Giungla e The Raunchies, vincitori del premio speciale messo in palio dal contest dell’etichetta musicale perugina “La Fame Dischi”. Gli artisti internazionali credo non abbiano bisogno di grosse presentazioni e spiegazioni: con 40 anni di carriera mai in calo, i Wire presenteranno in data unica italiana il loro nuovissimo mini-LP, Nocturnal Koreans. Li avrei voluti alla scorsa edizione ma non fu possibile. Non sono uno che si dimentica per fortuna. I SUUNS – anche loro in data unica estiva – dopo l’ultimo fantastico album e le performance live che hanno raggiunto un livello incredibile non mi potevo permettere di farmeli sfuggire. In ultimo gli zZz per due ragioni: non avevano ancora presentato in Italia il loro ultimo album del 2015, Juggernaut, ma soprattutto perché sono dei folli totali. I due dj-set sono stati affidati a degli amici: Outsiders il venerdì e Fab. & Fooly il sabato. Erano troppo adatti per non approfittarne! Apriranno e chiuderanno entrambe le serate entrando anche nei cambi palco… L’idea è quella di avere musica dalle 20 a notte fonda, senza alcuna interruzione.

Nel corso dell’anno ci sono delle attività che portate avanti per dare continuità al Lars Rock Fest e preparare all’appuntamento estivo?
Da un paio d’anni grazie ad appuntamenti invernali itineranti organizzati dal G.E.C. – Gruppo Effetti Collaterali cerchiamo proprio di fare questo… Fare gruppo, coinvolgere nuove persone e far conoscere il Lars Rock Fest durante tutto l’anno. Sono state organizzate serate, spesso accompagnate da degustazioni o presentazioni di libri a tema musicale, che hanno visto suonare in posti anche dove solitamente non si fanno concerti di questo tipo nomi quali Hugo Race, The Niro, Francesco Di Bella, Elli De Mon, Bob Corn e molti altri.

Per chi venisse da fuori, ci dai qualche (altro) spunto su che si può fare in zona nei giorni del Lars Rock – oltre ascoltare gran concerti e partecipare alle attività extra musicali?
Ho già parlato di cosa offre Chiusi e ripeto l’invito! Fuori da Chiusi, nel raggio di pochissimi km, è possibile visitare zone incantevoli della Val di Chiana e Val d’Orcia, cittadine stupende e ricche di storia (…e di turisti) come Montepulciano, Pienza, Castiglione del Lago, Città della Pieve. Oppure andare a rinfrescarsi con un bel bagno al Lago Trasimeno o al Fosso Bianco a Bagni San Filippo. L’importante è che per le 18 siete a Chiusi perché senza di voi non si inizia!

Scritto da Chiara Colli