ven 08.07 2016

Les Chant Magnétiques Atto III

Dove

Teatro Sociale di Como
Via Vincenzo Bellini 3, 22100 Como

Quando

venerdì 08 luglio 2016
H 21:30

Quanto

€ 12

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Sito web

La stagione 2016 di Marker Events è dedicata all’esplorazione artistico-musicale del principio fisico dell’attrazione magnetica e il suo titolo, #LesChantMagnétiques, vuole essere un duplice omaggio all’opera di ricerca elettronica di Jean Micheal Jarre (1981) e al lavoro di André Breton et Philippe Soupault che 96 anni fa pubblicarono quella che sarebbe divenuta la prima opera letteraria surrealista, creata da accostamenti semantici dirompenti e rivoluzionari: Les Champs Magnétiques.

LCM Atto III si terrà presso l’Arena Teatro Sociale a Como venerdì 8 luglio a partire dalle ore 21:30 e prevede come main guests Larry Gus e Jolly Mare, accompagnati da Noth.inc e Marker Soundsystem in dj set.

Per l’occasione abbiamo intervistato Larry Gus (DFA RECORDS) e Jolly Mare (42 Records), entrambi ex studenti Red Bull Music Academy, indagando innanzitutto la loro visione del rapporto architettura – musica e andando poi a scoprire quale fosse il loro Chante Magnétique.

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LARRY GUS

M.: Marker is founded on art, architecture and electronic music, and we use to make our events in unusual locations. Do you think that the architecture can influence your style of music? What is the coolest place from the point of view of the architecture where you’ve been playing? Why did you enjoy it a lot?

L.G.: Architecture, but mostly the city landscape itself, has been major influences in the way I work. At this moment I am reading Bernhard Leitner’s “The Wittgenstein House”, about the house that Wittgenstein designed, and it’s a weird match, because in a perverse way it fits perfectly with dfw’s
infinite jest, after knowing the fact that dfw himself was a huge Wittgenstein aficionado. Regarding my shows, i have no problem performing in sweaty basements in squats, or in post-modern amphitheaters in Reykjavik, i still try to channel the building itself with its surroundings in any case.

One of my biggest dreams though is to have a chance to perform on the top floor of Gio Ponti’s Pirelli Tower, because it was my favourite favourite building while I was living in Milan, mostly because i connected it deeply with my life there. Who knows, maybe some day?

M.: The theme of the night is “Les Chantes Magnétiques”. Le Chante Magnétique it’s that
song that you know perfectly, the one you cannot live without, the one you can always sing in your heart, the one that is in your past present future and that has a superstrong meaning for you. Which is your one and why is it so important?

L.G.: I love the notion of one, just one, ultimate and perfect song, that can almost be encyclopedic and contain a whole world of universes inside of it. For me, there are lots of such songs, and they keep coming to me once every couple of years. The two most recent ones are Joanna Newsom’s “Emily” and Jorge Ben’s “Assim Falou Santo Tomaz de Aquino”, and both of them carry within them the exact same thread of cosmic palimpsest combined with personal human intimacy, and at this point I can definitely say that all the works of art that really shocked me during my life (books, movies, paintings, poems, songs), all of them contained the universal and the singular, the eternal and the ephemeral.

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JOLLY MARE

M.: MARKER è un progetto culturale che, attraverso la produzione di eventi, si propone di legare in un unico format musica, intrattenimento e arti visive digitali con particolare attenzione nei confronti di location insolite e dal forte impatto scenografico. Per quanto riguarda queste ultime, qual è la location architettonicamente più stimolante in cui ti sei esibito? Trovi che il paesaggio circostante oltre ovviamente al pubblico possa influenzare il tuo taglio musicale di volta in volta?
J.M.: Di recente ho avuto la fortuna di fare un live con la band a Roma, sulla Terrazza del Palazzo dei Congressi per Spring Attitude, un edificio storico, imponente, con le pareti e le sedute in marmo. Salire li sul palco mi ha emozionato ed ho cercato di portare questa sensazione nella performance. Il contorno è parte integrante di uno spettacolo, mi vengono in mente ad esempio diverse serate partite in sordina in cui è bastato intervenire sulle luci (più o meno forti) per stravolgere totalmente il senso della musica e quindi la riuscita.

M: Uno Chante Magnétique è una sinfonia che ti rappresenta, una sinfonia che ascolteresti all’infinito, una sinfonia di cui conosci a menadito ogni singolo passaggio, una sinfonia di cui ogni volta t’innamori. Qual è il tuo Chante Magnétique?
J.M.: Michel Petrucciani – Looking Up

Scritto da Elisa Panarea