Sipario

Gli spazi culturali dell’Esquilino

Teatro, cinema, arte moderna e contemporanea: in pochi, ma buoni

quartiere Esquilino

Scritto da Nicola Gerundino il 12 aprile 2021 Aggiornato il 16 aprile 2021

L’Esquilino vive una situazione culturale ambivalente: da una parte è attualmente casa per una vasta quantità di artisti e intellettuali, dall’altra conta un numero ristretto di luoghi dove proporre e “consumare” contenuti, di cui molti sono addirittura spazi secolari. A cominciare dai due teatri simbolo, il Brancaccio, inaugurato nel 1916, e l’Ambra Jovinelli, di sette anni più giovane. E se non fosse per qualche centinaio di metri, a infoltire questo gruppo ci sarebbe anche il decano dell’Opera, il cui sipario si è addirittura aperto sul finire del 1800. Di recentissima apertura invece è il TeatroBasilica, nato nell’affascinante complesso della Scala Santa e vicino di casa dello spazio Sala 1, dove è invece l’arte contemporanea a farla da padrona. Rimanendo nell’alveo di questa disciplina, le realtà da segnalare sono diverse, eclettiche come lo spazio ZooZone, di caratura internazionale come RAM – radioartemobile, fondata da Dora Stiefelmeier e Mario Pieroni, e lo Studio SALES di Norberto Ruggeri, che qui si è spostato dopo essere transitato per Trastevere e Colosseo. Una storia tutta da raccontare sarebbe quella di Funspace Art, primo spazio dedicato al contemporaneo interamente di matrice cinese e gestito da Wang Yongxu, che dopo alcuni anni in via Principe Eugenio si è spostato in zona Re di Roma, cambiando anche pelle e rinominandosi AAIE Center For Contemporary Art. Il cinema è rappresentato dal bellissimo piccolo club di Agostino Ferrente, l’Apollo Undici, con una programmazione di ricerca, anche internazionale, sempre encomiabile, mentre uno dei luoghi più “sottovalutati” del quartiere, il cosiddetto Acquario Romano, ospita la Casa dell’Architettura di Roma, il cui potenziale è ancora tutto da far esplodere. Ultime righe dedicate a due palazzi: il Brancaccio, che per decenni ha ospitato il Museo Nazionale d’Arte Orientale Giuseppe Tucci e ora è per lo più adibito all’eventistica privata – il Museo nel frattempo è stato trasferito all’Eur – e il Merulana, invece restaurato e riaperto al pubblico a metà 2018 grazie al lavoro della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, di cui custodisce la collezione d’arte moderna e contemporanea.

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