Ortofrutta

I sei migliori banchi all’ortomercato

Guida al tempio del mercato all'ingrosso: frutta e verdura a Calvairate dal 1965.

quartiere Calvairate

Scritto da Giusy Palumbo il 9 dicembre 2021

C’è un solo posto a Milano con una fila di pini marittimi maestosi ed è a Calvairate. Esattamente in via Lombroso, all’ingresso dell’Ortomercato che il sabato mattina, dalle 9 alle 12.30, apre i cancelli al pubblico. Dalle patate della Sila al mangostano malese, l’hub logistico milanese movimenta 11 milioni di quintali di merce ogni anno. I manager in odor di restyling lo chiamano già Foody, come la mascotte di Expo disegnata dalla Disney che sorride alla riqualificazione che verrà, ma per i locals resta l’Ortomercato, dove l’asfalto è un tappeto di bucce e i carrellini Gimi sfidano i muletti, un interregno dove fare la spesa è ancora un’esperienza hardcore.

 

Dove l’asfalto è un tappeto di bucce e i carrellini Gimi sfidano i muletti.

 

RIZZINI CESARE
Non solo casse di zucchine e sporte di avocado, all’Ortomercato si può comprare anche al dettaglio, ad esempio dalle botteghe che stanno all’esterno – imperdibile la colazione con la focaccia pugliese di Voglia di Pane – o dai piccoli chioschi che resistono nel corridoio del padiglione B dell’area ortofrutta. Il nostro preferito sta di fronte a Zidan, l’imperatore della frutta secca, e porta il cognome prima del nome: Rizzini Cesare. E’ lui, con sua moglie, a vendere mozzarella di bufala campana, pesto ligure, formaggi sardi e altre specialità italiche. Menzione d’onore al pane cafone di San Sebastiano al Vesuvio. 

 

TAURIS
L’Iran a Calvairate. La bottega Tauris, con vetrine nella galleria a fianco alle Poste e un paio di banchetti in fila nel padiglione B, è tutta un profumo: zafferano di Mashhad, la patria della spezia rossa che colora di giallo, assieme a pistacchi, frutta secca e datteri freschi. Dall’Italia invece arrivano i tartufi, bianco pungente e nero selvatico, a seconda della stagione. Nel periodo natalizio si trova anche il caviale dello storione Beluga, talmente delicato e tenero che va consumato “da solo” dicono gli esperti.  

 

MARKET CHEF
New entry nella galleria prima del reparto carni, Market Chef è il marchio con cui la famiglia Bianchi, presente nel mercato dagli anni Venti, mette in vetrina burger vegetali e “cotoalghe” cucinati nel laboratorio annesso. Anche l’Ortomercato ha la sua anima veg, con consegna a domicilio di fibre vegetali da fare invidia ai bistrot del centro. E’ il segno del restyling che avanza.

 

MERCATO DEI FIORI – PASTOR
Storditi dal profumo dei fiori, persi tra l’eucalipto e quelle piante a cui non diamo nomi, è la parte più romantica e ben frequentata dell’Ortomercato dove da quattro generazioni leggiamo l’insegna Pastor. Dalla moda al design, il glamour dell’ala verde di via Lombroso non sfugge agli influencer che arrivano molto dopo gli acquirenti di rose delle prime luci dell’alba. Perché la vera vita dell’Ortomercato è quella notturna, senza pubblico, dove si lavora e contratta duro. 

 

MERCATO ITTICO – MAZARA FISH
Spesso con la fila all’ingresso, è il pezzo più posh – assieme al mercato dei fiori – dell’Ortomercato, dove andare in cerca di crudité e frutti di mare appena pescati. Noi ci fermiamo davanti ai gamberi e agli scampi di Mazara Fish, presenza storica in contatto con la più grande flotta di pescherecci a Mazara del Vallo. E’ possibile ordinare e venire a ritirare, proprio sotto la scritta in siciliano “Ritira lu paccu”. 

 

ICE MAN
A ridosso del mercato del pesce, schivo e in disparte c’è il signore del ghiaccio di Milano, Hani El Mallah, in arte Ice Man. Dal 1990 fabbrica e vende ghiaccio: a scaglie, in cubetti gourmet, tritato e in blocchi. Qui si servono catering, bar e ristoranti della città ma anche privati per feste, rave e mantenersi freschi. E le richieste, anche per il cambiamento climatico, aumentano di anno in anno. E’ possibile ordinare online, con consegna a domicilio. Consigliatissimo il set di bicchieri fluo da cocktail che brillano al buio.
Calvairate on ice è una vecchia storia: a Piazzale Martini si trovava la “giazzera”, il deposito di ghiaccio più grande della città.

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