Umami

Zero qui: mangia ramen.

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Contatti

Umami Via Veio , 45
Roma

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 19:30–23
  • mercoledi 19:30–23
  • giovedi 19:30–23
  • venerdi 19:30–23
  • sabato 12:30–15:30 , 19:30–23:30
  • domenica 12:30–15:30 , 19:30–23:30

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Nicola Gerundino il 29 marzo 2018
Aggiornato il 13 febbraio 2020

Perchè di punto in bianco siamo diventati mangiatori di ramen e siamo lì a monitorare le nuove aperture e a disquisire su quale sia più buono? Reminiscenze infantili dell’animazione in tv a parte, il ramen ha tante qualità dalla sua: è davvero buono (se cucinato a dovere, ovviamente), è un pasto completo, è un pasto complesso e appagante perché permette di navigare tra tanti sapori diversi, riscalda e tonifica – non è forse sempre una minestrina brodosa che viene in soccorso agli acciaccati? Per questo accogliamo con calore e piacere Umami, ultimo arrivato nella famiglia romana dei ramen bar, ma forte di tutta l’esperienza nel campo della ristorazione di Marco Pucciotti (Blind Pig, Epiro, Sbanco, Barley Wine e via discorrendo). In cucina c’è lo chef Giuseppe Milana e a lui si devono ascrivere tutti i manicaretti che escono dalla cucina, che non si limitano al solo ramen. Molto buoni i gyoza (ravioli – € 3 o € 6) che sono preparati con gamberi, maiale o verdure e tofu, e i bun (dei panini al vapore – € 4) anche qui in variante carnivora (pulled pork) o vegetariana. Quattro i ramen presenti nel menu: Toriniku con pollo speziato (cucinato in brodo di pollo – € 13), Yasai con tofu e verdure di stagione (cucinato in brodo di tofu alghe – € 12), Umami con fettine di maiale (€ 14) e Umami Spicy, molto simile al precedente, ma più piccante. Porzioni consistenti e saporite – in cui spiccano molto i funghi shitake e l’uovo marinato – e noodles targati Pastificio Secondi. Dolci tradizionali – dorayaki e gelato (cocco e wasabi, tè matcha, zenzero marinato) – e opzioni molto interessanti sulle bevande, a partire dalla birra pale ale della casa, prodotta con luppoli giapponesi e realizzata nel microbirrificio Free Lions di Viterbo, passando per una buona selezione di sake, shochu e whisky. Sala unica, ambiente raccolto e tranquillo, bella esperienza per il palato.

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