Birstrò

Chiuso definitivamente

Zero qui: beve birra a km 0,005.

Contatti

Birstrò Via de Magistris Luigi Filippo, 66
Roma

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 18–02
  • mercoledi 18–02
  • giovedi 18–02
  • venerdi 18–02
  • sabato 18–02
  • domenica 18–02

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Nicola Gerundino il 17 settembre 2015
Aggiornato il 25 novembre 2019

Birra a km 0,005, vale a dire: il tuo vicino di tavolo è l’impianto che produce la birra che stai sorseggiando tra un boccone e l’altro. Questa è metà della filosofia di questo brewpub di quartiere, che ha aperto i battenti al Pigneto nell’autunno 2013. L’altra metà dell’impianto teorico è affiancare alla birra auto-prodotta cibi di qualità preparati da uno chef, unendo gastronomia da pub a classici rivisitati della tradizione romana. Destino ha voluto che birraio e cuoco fossero due fratelli: Claudio e Danilo Angelilli, il primo passato dalla gestione di un beershop alle cotte, il secondo, chef, con un maestro di grande livello quale Salvatore Tassa. Vetrate su strada, tavoli al centro, bancone alla destra, alla sinistra l’impianto, visibile anch’esso grazie a una vetrata. In fondo a tutto, la cucina. Essendo di propria produzione, l’offerta sulla birra non è abbacinate come in altri locali dove si contano dalle 20 alle 40 spine. Ci sono due birre fisse: «Le colonne portanti della nostra offerta, che sono la Prima, una golden ale, e la Pigneta, una ipa alla romana. Per il resto produciamo altre due birre a rotazione. Quindi, da una parte la certezza di una produzione stabile, dall’altra la sorpresa della produzione stagionale e legata all’estro del momento». Ad esempio la Cresta, una apa estiva, o la Vaccilento e Inverno a Piazza Vittorio, due birre natalizie.. Per il cibo, validi gli hamburger, i primi e i secondi di carne, dallo stinco alla guancia. A fine pasto date una chance al distillato di birra: è una sorpresa. «La mia intenzione era quella di riportare l’attività di botteghe artigianali al centro dei flussi di consumo», dice Claudio e, difatti, non imbottiglia né vende all’esterno la sua birra, per cui l’unico modo per assaggiarla è andare al Birstrò. Magari con i mezzi o in bici, per completare l’eco-sostenibilità della bevuta (e salvare la patente).