Motelombroso

Zero qui: Ci adottate?

Contatti

Motelombroso Alzaia Naviglio Pavese, 256
Milano

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 19–01
  • mercoledi 19–01
  • giovedi 19–01
  • venerdi 19–01
  • sabato 12–01
  • domenica 12–01

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Martina Di Iorio il 3 ottobre 2019
Aggiornato il 14 ottobre 2019

Non è scontato stare bene a Milano quando si esce a cena. Non fraintendetemi, si mangia bene in un sacco di posti, quello che dico è star bene in un altro senso. Con un nome che mi incuriosiva da tempo, Motelombroso è un’ex casa cantoniera sul Naviglio Pavese. Si nasconde alla vista e ai rumori, un bene perché capirete una volta entrati che qui, prima di mangiare (bene) e bere (bene), ci si rilassa.

Alessandra e Matteo hanno preso in mano questo progetto nel 2018: non dormono, lo studiano, lo modificano, lo fanno diventare Motelombroso, nel rispetto di quello che c’era prima. Il giardino è in penombra, c’è un meraviglioso canneto di bambù e degli specchi giganti che riflettono tutto intorno. Quello che è vebnuto fuori è un posto elegante senza essere ridondante, minimale nel gusto e nei materiali scelti, essenziale e lineare. Tra design e architettura di recupero, è risorto Motelombroso, un ristorante, un posto dove bersi un vino sdraiato in giardino, fare due chiacchiere con i proprietari, con cui scopro di avere molte cose in comune.

In cucina ci sono due giovani ragazzi (ex Food Genius Academy ed Exit) che hanno studiato con Alessandra e Matteo un menu particolare nella presentazione e nei prodotti selezionati. Tra nord e sud sono presenti piccoli produttori (il crudo di Nebrodi è da psicoterapia) e chicche gastronomiche inconsuete come il maritozzo salato con la pecora o i popcorn di lumache, per un menu di gusto e sostanza. I piatti sono minimali, nessuna decorazione eccessiva, nessun impiattamento barocco. Parlano la materia prima e la sua storia.

Motelombroso ci ha regalato una serata di ottobre che ricorderemo per la speciale ospitalità, la compagnia di Alessandra e Matteo – padroni di casa insuperabili -, e per l’ottima successione a tavola. Tornerò di giorno, per sdraiarmi sul giardino e fare finta di essere altrove.