Mercato del Suffragio

Zero qui: Assaggia tutti i vini e poi se ne fa riempire uno abbondante a 4 €

Contatti

Mercato del Suffragio Piazza Santa Maria del Suffragio,
Milano

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 07:30–23
  • mercoledi 07:30–23
  • giovedi 07:30–23
  • venerdi 07:30–23
  • sabato 07:30–23
  • domenica 07:30–16

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Martina Di Iorio il 16 dicembre 2015
Aggiornato il 21 novembre 2016

Che mangiare all’interno di un mercato fosse il nuovo “mangiare hamburger”, era più che chiaro. Mi spiego meglio. Quello che in molte città del mondo è ormai un trend ben rodato e vincente, che parte solitamente con l’equazione luogo abbandonato + riqualificazione = piccoli produttori a grandi prezzi, a Milano si è imposto da qualche tempo. Vuoi perché si è sfruttato il traino dell’Expo (vedi il Mercato di Porta Genova, oppure il Mercato della Darsena), vuoi perché il concetto di filiera piace molto e per fortuna, il miracolo della sublimazione/riconversione è giunto anche al mercato comunale coperto di Piazza Santa Maria del Suffragio, su corso XXII Marzo.

L'ingresso del Mercato del Suffragio, su corso XXII Marzo
L’ingresso del Mercato del Suffragio, su corso XXII Marzo

Uno spazio pensato e realizzato come mercato contemporaneo, con cucina, dove gli ospiti possono sì acquistare i prodotti in vendita ma soprattutto fermarsi a consumarli negli allegri tavolini centrali e nel dehors contiguo. Una proposta gourmet, basata sulla freschezza, stagionalità e reperibilità delle materie prime, che spazia dal pane alla pizza, passando per il banco ortofrutticolo, vino, pescheria, dolci e gelati. Il progetto nasce dall’idea di Davide Longoni, panificatore per vocazione conosciuto a Milano per il proprio purismo nell’arte del fare il pane: lievito madre, farine biologiche macinate a pietra, sale integrale, maxi formati e acqua acidificata per la lievitazione. Quattro sono i corner che vi attendono. Quello dedicato alla frutta e verdura, “Fresco e Buono”, dove trovare centrifughe (3, 50 € mi sembra più che buono), ortaggi al vapore, torte rustiche, zuppe e macedonie, oltre ovviamente al classico bancone.

Il corner della frutta e della verdura
Il corner della frutta e della verdura

L’angolo del pane di Longoni, con la novità delle pizze sfornate da un giovane pizzaiolo toscano (ci dicono che alla maratona tiene un tempo di 2 h 50′ e con le pizze va anche meglio), insieme a brioche, torte, biscotti per la colazione già alle 7.

Il pane (e non solo) di Davide Longoni
Il pane (e non solo) di Davide Longoni

A Schooner, celebre per il pesce d’altura e la lavorazione dei prodotti di mare, viene affidato il bancone del pesce gestito da una storica famiglia legata la mondo del mare di Viareggio. Quella del Suffragio è una pescheria dove acquistare, già pulito o sfilettato, farsi cucinare o mangiare i migliori tonni, aringhe, acciughe ed ostriche. Per gli amanti del baccalà, una vera goduria: fritto oppure in umido trova la sua morte.

Da Shooner si lavora il pesce
Da Shooner si lavora il pesce
 
Il bancone dei salumi e formaggi prende il nome di “Latteria” dove è possibile fermarsi per farsi un panino con il lardo di Colonnata, con i bolliti oppure con la frittata di cervella. Vi assicuro che anche un classico crudo, stracciatella e pomodirini confit ha il suo perché ed il pane di Longoni ça va sans dire. Lasagne, quiche Lorraine e altri primi a rotazione completano l’opera.
Molto apprezzata la selezione di vini con uno sguardo più che attento alle proposte naturali di piccoli e medi viticoltori, grazie ad un disponibilissimo oste pronto a farti prima assaggiare che ordinare.
Veniamo ai prezzi: non certo economici, ma le soluzioni sono numerose. Un panino può andare dai 5 euro per la proposta base, fino ai 9 euro per quelli gourmet, la pizza margherita al kg si aggira sui 20 euro, ma vuoi mettere l’impasto di Longoni (e lo sprint del pizzaiolo)? In pescheria i piatti si distinguono tra porzione standard e maxi con prezzi tra gli 8 e i 18 euro. A voi l’ardua sentenza.
Ciò che resta più visibile, oltre a una proposta ben equilibrata e variegata con occhio vigile alle produzioni gastronomiche di nicchia, è il riuscito tentativo di riportare alla luce un luogo storico e profondamente legato alla vita di quartiere. Un quartiere popolato e attivo che, grazie allo spirito aggregante di questo mercato, ritorna il centro pulsante per i suoi residenti e non solo.

Articolo di Martina Di Iorio