Da Pizza Stella – angolo di Harlem trapiantato a Milano – la pizza arriva così grande che devi piegarla tipo arte marziale, altrimenti finisci per farne un incidente diplomatico con la persona accanto. La mozzarella cola come lava, il pomodoro ti schizza sulla giacca manco fosse un film pulp e le mani diventano letteralmente un campo di battaglia. Ti sporchi, ti lecchi le dita, ti perdi dentro il caos… e non te ne frega un cazzo.
Ogni boccone è un’esperienza estrema: bordo croccante che resiste agli urti, centro morbido che ti minaccia di cadere in un buco nero di bontà. Non provare a fare il fighetto: qui la pizza non ti aspetta, ti travolge.
La mozzarella cola come lava, il pomodoro ti schizza sulla giacca manco fosse un film pulp.

Il locale? Piccolo, rumoroso, vivo come un set di videoclip rap anni ‘90. Milano chic resta fuori, qui c’è New York in salsa meneghina, e tu sei nel mezzo, con le mani unte fino ai gomiti, cercando di finire la fetta che sembra non avere mai fine.
E quando alla fine alzi lo sguardo dal piatto, ti rendi conto che hai appena combattuto, sopravvissuto e vinto una guerra di pizza. Le mani unte, la pancia piena e un sorriso pieno di pomodoro.