Villa d'Este

Zero qui: ammira il genio idraulico italiano.

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Villa d'Este Piazza Trento, 1
Tivoli

Scritto da Arrigo Razzini il 27 maggio 2015
Aggiornato il 10 luglio 2015

Procace, giocosa, bagnata. E noi ci mettiamo pure l’appellativo di “idrovora” (per motivi architettonici, s’intende). Perché non stiamo parlando semplicemente della “Fontana dell’abbondanza” dalle molte mammelle, che pure vi capiterà di vedere qui. Ma di un’intera, enorme villa, ammirata proprio per le meraviglie idraulico-artistiche e per i giochi d’acqua. La dépendance degli Este a Tivoli sorse in un luogo chiamato Valle Gaudente, tra vigneti, oliveti e casupole campestri. Voluta dal cardinale Ippolito II d’Este e progettata, a partire dal 1550, dall’architetto napoletano Pirro Ligorio, soppiantò il precedente convento dei francescani. Seguirono numerosi ampliamenti e l’installazione di condutture idrauliche che, dal fiume Aniene, avrebbero alimentato le fontane e i futuri giardini realizzati da grandi artisti e artigiani. Si parla di numeri mirabolanti: a tutt’oggi la villa è rifornita da 300 litri d’acqua al secondo, ha 35.000 metri quadrati di giardini, 250 zampilli, 255 cascate, 50 fontane, 20 esedre e terrazze, 150 piante secolari e 15.000 ornamentali. Più – tanto per gradire – 9.000 metri di viali, vialetti e rampe.