Trattoria Arlati

Zero qui: Stinco al forno, punta di vitello, cotoletta a orecchia d’elefante, rustin negàa...chiaro no?

Foto di Patricia Boner

Contatti

Trattoria Arlati Via Alberto Nota, 47
Milano

Orari

  • lunedi 12:30–14:30 , 20–23
  • martedi 12:30–14:30 , 20–23
  • mercoledi 12:30–14:30 , 20–23
  • giovedi 12:30–14:30 , 20–23
  • venerdi 12:30–14:30 , 20–23
  • sabato 19:30–23
  • domenica chiuso

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Arrigo Razzini il 27 maggio 2015
Aggiornato il 13 dicembre 2017

Suoniamo il campanello. Sono le nove e mezza e spacchiamo il minuto sull’orario di prenotazione; neanche il tempo di un commento veloce sulla modalità d’ingresso e si apre la porta. Veniamo accolti senza eccessive formalità in un’atmosfera che si presenta da subito accogliente e signorile al tempo stesso. Il nostro tavolo si trova al piano inferiore: siamo circondati da scaffali colmi di bottiglie di vino di ogni qualità e annata (impolverate a dovere!), in fondo alla sala c’è un palco dove ogni martedì (e/o venerdì) sera la musica jazz accompagna la cena. Il menu dunque, inequivocabile: cucina milanese. Per l’antipasto ci snodiamo tra nervetti, palline di patè fatto in casa e affettati piacentini recapitati settimanalmente dal produttore di fiducia; un più alla polentina con fettine di lardo all’aceto balsamico. Ci sarebbero le classiche trippa e cassoeula, ma cosa c’è di più meneghino del risotto giallo al salto, sì, quello con la crosticina? E poi stinco al forno, punta di vitello, cotoletta a orecchia d’elefante, rustin negàa… Chiaro no?