La Cieca

Zero qui: Beve alla cieca cercando di indovinare i vini

Contatti

La Cieca Via Carlo Vittadini, 6
Milano

Orari

  • lunedi 18:30–01
  • martedi 18:30–01
  • mercoledi 18:30–01
  • giovedi 18:30–01
  • venerdi 18:30–01
  • sabato 18:30–01
  • domenica 18:30–01

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Arrigo Razzini il 27 maggio 2015
Aggiornato il 8 giugno 2017

Il timore più grande è quello di non capire se ti hanno servito un vino bianco o uno rosso. Ridete pure, ma quando si beve “alla cieca” nel bicchiere nero non è così scontato come sembrerebbe: per noi che non siamo sommelier, al primo impatto la vista è tutto. Leggenda vuole che anche un professionista si sia sbagliato: tutta colpa di un Ageno La Stoppa, un bianco emiliano molto aranciato. Superata la prima prova (bianco per me, rosso per lei), bisogna indovinare la regione di provenienza: al bancone inizialmente danno pochi indizi, e noi la azzecchiamo solo dopo un paio di tentativi. Per quanto riguarda uvaggio e denominazione, invece, siamo in alto mare. Pazienza, ci rifaremo il prossimo giro. Bim Bum Bam, Carta Forbice Sasso, Aglio Olio Peperoncino, Qui Quo Qua, Big Bam Boo: il nome dei tre vini alla cieca proposti ogni sera cambia sempre. Giocate anche voi a indovinarli (se azzeccate non pagherete la consumazione) in questa piccola enoteca che si trova di fianco al Pravda e si fa notare anche per il grande bancone ricoperto di tappi di sughero e la parete dove sono posizionati i bicchieri personali dei clienti più affezionati, oltre che per uno staff che conosce tutti i produttori di persona. Ci spiegano i proprietari: “Invece che fissarsi su termini abusati quali vini biologici, biodinamici e naturali, ci piace lavorare con amici che rispettano la terra – intervenendo con la chimica solo se necessario – e che lavorano tanto in vigna e il meno possibile in cantina”. Fatevi raccontare le storie di Luca Ferraro (azienda agricola Bele Casel di Caerano San Marco nel trevisano) e il suo prosecco “Còlfondo”, Marco Minnucci di Castigliole d’Asti (barbera, barbera superiore, dolcetto), Cesconi di Pressano in Trentino (chardonnay e “un succo di mela pazzesco”), Barraco di Marsala (grillo, zibibbo, catarratto), Walter Massa di Monleale in provincia di Alessandria (timorasso e barbera).