Fattoria Lavacchio

Zero qui: "I'm goin' up the country, baby don't you want to go?"

La cantina della Fattoria Lavacchio

Contatti

Fattoria Lavacchio Via di Grignano, 38
Pontassieve

Prezzo

Scritto da Martina Di Iorio il 16 marzo 2017
Aggiornato il 28 novembre 2017

“I’m goin’ up the country, baby don’t you want to go?”. Gia nel ‘68 i Canned Heat ci invitavano a scappare dal caos cittadino per rifugiarci in un ambiente salubre e tranquillo: la campagna. Perché non dargli retta? Armatevi di una buona selezione musicale, scaldate i motori e come Christopher McCandless spingetevi “into the wild” (magari in una versione un po’ più soft e rilassante), perché a soli 18 km dall’amata “culla del rinascimento” troverete la Fattoria Lavacchio, che domina la campagna fiorentina del Chianti Rufina.
La tenuta, tutta a gestione famigliare nasce nel ‘78 come idea di “rifugio incontaminato”, per trasformarsi poi in azienda vinicola e gastronomica e convertirsi al biologico nel 2000, quando questo concetto non era così mainstream.

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“I’m goin’ to some place, I’ve never been before”
La Fattoria Lavacchio (chiamarla così è un po’ riduttivo) ingloba in sé un eccezionale numero di infrastrutture: 4 case coloniche per il soggiorno (alcune con piscina); un centro equestre western dove poter liberare il Clint Eastwood che è in voi; un mulino a vento che ricorda un’affascinante macchina leonardesca, da cui si ricava la farina per i prodotti da forno; una Bottega ricavata dall’ex frantoio, dove le persone si ritrovano per degustare vini selezionati o birre artigianali con piatti stagionali a km0 e dove è possibile acquistare prodotti agroalimentari; infine un meraviglioso ristorante che capeggia tra le colline che circondano Firenze.

La terrazza dove rilassarsi mangiando prodotti tipici e bevendo un calice di vino
La terrazza dove rilassarsi mangiando prodotti tipici e bevendo un calice di vino

Il ristorante nasce in perfetta simbiosi con l’ambiente circostante, con un’ampia terrazza sfruttabile nei mesi estivi e un arredamento rustico e accogliente nella sala interna, interrotto solo dal cromatismo delle incantevoli ceramiche della famiglia Innocenti.
La cucina è un perfetto connubio tra quella tipica toscana e la nouvelle cuisine, dove i sapori, autentici e genuini, si uniscono ad altri sapientemente abbinati per creare una rivisitazione dei piatti più tradizionali. Ovviamente, da buoni toscani, non poteva mancare la carne alla brace, preparata sulla griglia con carbone a legna, oltre alla carne dal girarrosto.

La cantina della Fattoria Lavacchio
La cantina della Fattoria Lavacchio

“I’m goin’ I’m goin’ where the water tastes like wine”
Ma i veri protagonisti indiscussi sono i vini biologici a bassa solforosa della Fattoria. Tra questi spicca il Puro di colore rosso intenso, fresco e fruttato con evidenti note di amarena e mora. Lo stile ricorda molto i novelli, con la differenza che il Puro è un vino naturale, abbinabile a tutto il pasto fino al dolce, specialmente con la cioccolata. Tra i bianchi provate il Pachar perfetto per piatti a base di pesce affumicato, salumi e formaggi stagionati.
Potremmo continuare per ore descrivendovi gli innumerevoli “esemplari” di questa carismatica cantina, vincitori di importanti premi a livello internazionale, che primeggiano tra i prestigiosi vini toscani, ma si è fatta ora dell’aperitivo e crediamo che più di decantare sia l’ora di assaggiare.
“I’m gonna leave this city, got to get away”.

Azzurra Galanti

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